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Elena Sofia Ricci, la donna e l’attrice

Elena Sofia Ricci racconta la sua carriera tra cinema, teatro e TV in una sentita intervista sui temi e i ruoli della sua vita

Quando si parla di Elena Sofia Ricci non c’è bisogno di grandi presentazioni: in quasi quarantanni di carriera è sempre stata una delle più amate interpreti italiane, passando abilmente dal piccolo al grande schermo, senza mai rinunciare all’ebrezza dello spettacolo dal vivo con le numerose pièce teatrali.

Nella sua carriera sono tantissimi i personaggi di successo che la signora Ricci ha interpretato e che sono rimasti nel cuore degli italiani: da Lucia de I Cesaroni, ad Anna di Orgoglio, passando per Serena di Io e mia sorella, ma anche Alma di Ne parliamo lunedì e zia Luciana di Mine vaganti o l’attualissima Suor Angela di Che Dio ci aiuti.

Alcuni di questi ruoli  le hanno fatto vincere importanti premi, fra i quali due David di Donatello, due Nastri d’Argento e tre Ciak d’Oro.

Una carriera ricca e varia: lei stessa afferma di amare la possibilità di interpretare personaggi diversi e dopo anni passati ad  interpretare personaggi celebri in fiction di successo  sente l’esigenza di rinnovarsi, quindi, fan di Che Dio ci aiuti, preparatevi: Elena ha confermato che “la suora cinque” (come lei stessa la definisce scherzosamente) ci sarà, ma con grosse novità.

Tutto il 2018 si presenta come un anno ricco per Elena Sofia, in attesa dei suoi ultimi due film, Il tuttofare, in uscita il 19 aprile e Loro, ultima fatica del regista premio Oscar Paolo Sorrentino in uscita in due parti: 24 Aprile e 10 Maggio.

In questi giorni ha appena concluso la tournée in tutta Italia con la sua ultima pièce teatrale, Vetri rotti di Arthur Miller. In occasione della presentazione del film “Il Tuttofare” la Ricci ha parlato  del suo passato, del suo presente e soprattutto del suo futuro partendo dal teatro.

“I vetri rotti di Arthur Miller non fanno riferimento solo alla notte dei cristalli e all’olocausto, ma anche ai vetri rotti delle nostre vite personali e private” (Elena Sofia Ricci).

Elena Sofia interpreta Sylvia Gellburg, un personaggio in cui ammette di riconoscersi in molti aspetti: una donna forte che si ritrova paralizzata fisicamente dalle sue paure.

Mi sono sentita spesso paralizzata e impotente, incapace di dire ciò che sentivo profondamente. – racconta l’attrice – Questa difficoltà ad esprimere i miei sentimenti, a volte, mi ha paralizzato. Riflettendoci bene, però, “Vetri rotti” non è solo una metafora della mia vita, ma di quella di tutti, in alcuni momenti della vita“.

Alla fine, nonostante la paura, questa grande attrice, icona di eleganza e bellezza, non ha mai mollato e la sua florida carriera ne è la dimostrazione; con grande umiltà afferma che sono davvero molte le persone che hanno costellato la sua vita con insegnamenti importanti: “ho una vita pervasa da maestri e maestre: mia madre, tutti i registi, tutti gli attori con cui ho lavorato”.

Tre, però, sono in particolare le figure che vuole ricordare: Mario Scaccia, suo primo maestro, che ammette di ricordare sempre con un gesto che lui faceva e che anche lei ripete prima di entrare in scena (che però non vuole svelare).

Su Pino Passalacqua racconta: “mi ha fatto da padre: mi ha insegnato a stare a tavola, a incedere nella vita e a stare sul palcoscenico e davanti alla macchina da presa“.

Per ultima, ma non per importanza, nonna Angela “ho scelto il suo nome per la mia suora” ci confessa Elena Sofia Ricci. Nonna Angela che lei chiamava la “Micia” è stata la prima ad averla incoraggiata nello studio della musica e della danza: “lei aveva visto che quella era la mia strada“.

Ma Elena Sofia Ricci non è solo Sylvia, è anche Veronica Lario in Loro. Tutti aspettano con trepidazione di vedere la pellicola in sala.

Interrogata su cosa pensa del nostro Paese in questo momento, l’attrice risponde: “C’è tanta bellezza e tanta intelligenza nel nostro Paese, non riesco a capire come mai un Paese che possiede così tante ricchezze, possa essere in così grande difficoltà. E’ forse una banalità, noi potremmo vivere di rendita, invece stiamo distruggendo le nostre radici. Non c’è nessuna coscienza civile: non si studia più educazione civica a scuola, non si insegna più ai ragazzi ad avere rispetto per la propria terra, per la propria città. Non vengono valorizzate le nostre ricchezze. Io sono allibita. Vorrei si facesse un lavoro più profondo anche sulla nostra intelligenza emotiva, forse potremmo fare qualcosa di buono per le nuove generazioni”.

La Ricci parla da cittadina, ma anche da madre: si preoccupa per le figlie, la prima poco più che ventenne, la seconda adolescente: “Stiamo consegnando a chi verrà dopo di noi un Paese alla deriva, con pochi valori, con una coscienza culturale molto bassa. Spero che i nuovi governi che arriveranno, puntino sulla cultura, che è l’unica cosa che ci può salvare“.

La Ricci, madre, ci racconta di aver cercato di dare alle sue ragazze quante più frecce possibili al proprio arco: “Mezzi per essere oneste intellettualmente e culturalmente nella loro vita, ovunque si muoveranno”; inoltre vuole invitare tutti i giovani “a lavorare, a studiare e leggere perché non c’è un altro modo per salvarsi. Auguro loro di avere delle passioni, dei sogni e di riuscire a realizzarli e di poter vivere di quelli“.

Infine un accenno al tema all’ordine del giorno, quello delle molestie sessuali. Elena Sofia Ricci è attrice, cittadina e madre, ma anche donna, e non potevamo non chiedere la sua opinione sul caso delle molestie sessuali: “Io penso che sia una materia molto delicata. Sono felicissima che questo tappo sia esploso e che questa corrente così clamorosa abbia fatto sì che tutte le donne si liberassero, come se fosse stato tolto un coperchio da una pentola a pressione. Questo è molto positivo. Ciò detto, bisogna stare molto attenti, perché dalla molestia alla violenza sessuale c’è una sfumatura infinita di grigi, dove bianco è solo l’amore, e al nero potremmo associare gli omicidi“.

La Ricci, dunque, confessa di essere soddisfatta di sapere che le donne finalmente parlano, ma mette in guardia dal confondere una molestia con una violenza, per non mancare di rispetto a chi la violenza vera l’ha subita.

Ritiene che, vista la complessità e la delicatezza della materia, sia molto difficile dare giudizi in proposito “E la legge su questo non è ancora pronta, perché qual è il confine fra il provarci e la molestia?“.

Da donna si rende anche conto che non è sempre facile dire di no: “E’ vero, si può fare, però è vero anche che c’è una fragilità nelle donne che a volte paralizza, che impedisce di ribellarsi. C’è la donna più determinata, più sicura di sé, che riesce a respingere. Ma poi c’è quella fragile con una bassissima autostima, incapace di dire di no, che pensa di dover subire quella molestia. Ovviamente può essere anche una molestia di tipo psicologico“.

Non vede altra soluzione se non quella di trattare caso per caso, viste anche le molte varianti da considerare: “Un abuso subito da una bambina è diverso da quello subito da una venticinquenne, sebbene anche una venticinquenne sia ancora una bambina, fragile. Io a vent’anni ero un fuscello, ho cominciato ad avere un po’ più di stima di me stessa e di reale autocoscienza intorno ai trentanni. Bisogna stare molto attenti: dipende dalle personalità, dai casi e anche dalla posizione di chi quell’abuso lo fa, perché se la sua posizione è di potere, quello è anche abuso di potere“.

Elena Sofia Ricci nel film "Il tuttofare", opera prima di Valerio Attanasio interpreta "Titti" la moglie di Sergio Castellitto, una donna che tiene le fila di tutto, una vera e propria iena. "Questo ruolo mi ha divertito tantissimo e mi fa piacere quando mi chiamano i giovani perché in questa fase della mia vita mi sento una ventenne".
Elena Sofia Ricci in una foto di Scena del film Il Tuttofare.

Nel film “Il tuttofare“, opera prima di Valerio Attanasio interpreta “Titti” la moglie di Sergio Castellitto, una donna che tiene le fila di tutto, una vera e propria iena. “Questo ruolo mi ha divertito tantissimo e mi fa piacere quando mi chiamano i giovani perché in questa fase della mia vita mi sento una ventenne“.

Quindi appuntamento in sala a partire dal 19 Aprile con “il Tuttofare”, un lavoro che entra a pieno titolo nella tradizione delle grandi commedie italiane: quelle di Mario Monicelli, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Ettore Scola… In attesa della doppia uscita di “Loro”.

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