Giuseppe Pisacane
Giuseppe Pisacane

Giuseppe Pisacane: la recitazione, spiraglio di luce quotidiano

Abbiamo avuto modo di approfondire la sua conoscenza in “Un Posto al Sole”, qualche tempo fa, ma Giuseppe Pisacane è tanto di più e ve lo sveleremo in questa nostra intervista…

Bentornato su La Gazzetta dello Spettacolo, Giuseppe Pisacane. Affrontiamo subito un breve excursus legato alla tua passione per la recitazione. Come ha preso forma il tutto?

Semplicemente per gioco! Mi è sempre piaciuto interpretare o, se vogliamo, vivere le vite degli altri. Un brutto incidente in moto, tempo fa, mi ha tenuto fermo per ben nove mesi e da lì mi è venuta voglia di dedicarmi alla recitazione, di studiare a dovere..

Quale ruolo, tra quelli interpretati, ti è rimasto maggiormente nel cuore?

Il ruolo del padre interpretato in “Sei personaggi in cerca d’autore”, in teatro. L’ho portato in scena in un momento in cui ero ancora molto giovane, non ero padre e nemmeno ora lo sono ma, le problematiche legate a quel personaggio, al suo vissuto, mi hanno affascinato molto. Credo che un attore debba evitare l’errore di ripetersi spesso in un personaggio e, allo stesso tempo, credo che sia importante avere un buon ricordo di tutte le scarpe ‘indossate’.

A coronare questo tuo percorso attoriale anche l’ingresso, durato un anno e poco più, nella soap “Un Posto al Sole”, in cui hai vestito i panni di Nicola, un dipendente dei cantieri Palladini.

Si, quel lavoro è arrivato per puro caso, dopo aver affrontato un provino mesi prima. Da nove pose ad un qualcosa di ancora più intenso, di poco più di un anno. Una bellissima boccata d’aria, qualcosa di importante per un attore, che non sempre ha modo di essere sul set quotidianamente. Una ‘famiglia’ televisiva che mi ha accolto benissimo e non parlo soltanto degli attori.

Come hai gestito, successivamente, il contatto con il pubblico, il loro volerti salutare in strada, la richiesta di foto?

È qualcosa di bellissimo! Molti risultavano insistenti, tantissimi altri no.. Ho capito che fa parte del gioco, ci sta. Vuol dire che stai facendo qualcosa di buono..

Quali differenze riscontri tra l’essere presente televisivamente ed il teatro, tua prima, grande, passione, Giuseppe?

Di certo le soddisfazioni più grandi me le ha regalate il teatro. Quando si apre il sipario devi avanzare, risolvere ogni minimo eventuale intoppo, rapportarti al pubblico diversamente, cercando di abbattere la quarta parete.

Hai anche ricevuto un premio legato al grande Alberto Sordi..

Si, una soddisfazione bellissima, specie nel poterlo ricevere nella sua città, a Roma. Ad Alghero, non molto tempo fa, ho anche ricevuto Il Leggio d’Oro come doppiatore italiano emergente. Uno spiraglio di luce nella quotidianità.

Giuseppe Pisacane, quale ruolo non sei ancora riuscito a portare in scena?

Un ruolo da buono! Spesso vengo scelto per rappresentare un cattivo o per interpretare “Gesù”.. Ecco, vorrei poter portare in scena un ruolo da buono, un po’ come in “Doc – Nelle tue mani”. Qualcuno a cui il pubblico possa davvero affezionarsi.

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