Eugenia Costantini. Foto di Azzurra Primavera
Eugenia Costantini. Foto di Azzurra Primavera

Eugenia Costantini: cresciuta nella cultura

Eugenia Costantini è nuovamente tra i protagonisti di Boris, giunto alla sua quarta stagione. Un lavoro a cui deve molto, caratterizzato da un cast unito, da ideatori abili, unici nel loro genere. Eugenia ci parla di questo ritorno, de “A casa tutti bene”, in cui è diretta da Gabriele Muccino, e del suo futuro legato anche ad un’esperienza da sceneggiatrice e non solo. Vi lasciamo a questa intervista, alle parole di Eugenia, al suo amore per questo mestiere.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Eugenia Costantini. Come stai?

Sto davvero bene, grazie! In questo momento mi trovo a Villa Sciarra, in piena natura. Mi barcameno tra la vita da mamma e il lavoro.

Il tuo amore per la recitazione ha avuto vita tempo fa, da ragazza. Come ha avuto origine il tutto?

Il tutto si è sviluppato da piccolissima, da spettatrice, crescendo tra vhs su cui erano registrati film stupendi. Avevo in camera una televisione senza antenna alcuna e ricordo che guardavo film a ripetizione. Era, senza alcun dubbio, il passatempo che preferivo.

Boris, giunto alla quarta stagione, ti vede nuovamente tra i protagonisti. Cosa puoi dirci a riguardo?

La serie, ormai visibile su Disney plus, è alla portata di molti. Noi “anziani” siamo tornati con piacere a rivestire i nostri vecchi panni per qualche episodio. Sono stata felice di riprendere le redini del mio personaggio. Sono, da sempre, entusiasta di essere parte di questo bellissimo progetto.

Quanta emozione c’è nel ritrovare un cast già consolidato e, al contempo, il proprio personaggio?

Moltissima emozione! Ho avuto modo di frequentare qualche collega, con altri ci siamo rivisti invece per caso, ma ritrovarsi è sempre una gioia. Un po’ come rivedere gli amici del liceo, persone con cui hai vissuto qualcosa di bello, difficile da dimenticare, da poter accantonare. In questo, devo dire, Giacomo, Mattia e Luca sono stati abilissimi. Hanno messo insieme una squadra forte, unita.

Che ricordo hai del compianto Mattia Torre, tra gli ideatori di Boris?

Ho un bellissimo ricordo di Mattia! Gli voglio un gran bene, così come continuo a voler bene agli altri due ideatori di Boris, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, menti compatibili tra loro, unici nel genere. Mi addolora molto, ancora oggi, sapere che Mattia non è più con noi. Una persona gentile, umana, giovane. Una scomparsa che crea grande amarezza.

Eugenia Costantini. Foto di Azzurra Primavera
Eugenia Costantini. Foto di Azzurra Primavera

Attualmente sei sul set de “A casa tutti bene”, serie giunta alla sua seconda stagione. Nel cast, insieme a te, tua mamma, Laura Morante. Quanta emozione c’è nel poter condividere lo stesso set e nell’essere diretta da Gabriele Muccino?

Purtroppo non ho alcuna scena da girare che includa la partecipazione di mia madre. Ho avuto modo, in passato, di condividere con lei altri set, altri palcoscenici. Siamo abbastanza rodate, ormai. Quando capita di lavorare insieme sono felice, appagata da queste esperienze. Quando arrivo sul set e so che lei sta andando via, come per questa serie, mi fa piacere salutarla, incrociarla. Lavorare con Gabriele è molto bello. Non avevo mai avuto modo di essere diretta da lui. Trovo sia abilissimo, un lavoratore pazzesco, che richiede altrettanta attenzione, energia, a chi lavora con lui. Sa bene come ottenere ciò che vuole ed è capace di dirigere ogni singolo attore. Penso sia un vero e proprio lusso essere diretti da tale persona.

Da tua mamma, Laura Morante, quali consigli hai appreso?

Ha saputo darmi un esempio, tramite la persona che è, crescendo in un luogo stimolante che ruotava attorno al cinema, alla cultura in generale. Mi ha invogliata a leggere, sin da bambina, ad accompagnare le mie giornate tramite i suoi scrittori preferiti. Ho avuto la fortuna di apprendere non solo da lei, ma anche dal suo compagno, che è stato come un secondo padre per me. Sono cresciuta in una maniera ancora più sana, acculturata. Posso dire lo stesso di mio padre, abile sceneggiatore e regista, anche lui uomo di cultura. Non posso lamentare nulla dalla mia famiglia, da questo punto di vista. Mi hanno anche invogliata a non farmi “abbindolare” dal luccichio che caratterizza questo nostro ambiente.

Da qualche tempo sei anche tu mamma. Quali valori cerchi di trasmettere a tua figlia?

Devo ammettere di non aver pensato a quali valori trasmettere a mia figlia. Istintivamente, a mio modo, cerco di trasmetterle tutta la serenità possibile, con il sorriso, vietandole di vedere il lato drammatico delle cose, portando il tutto in positivo. Stessa cosa nel lavoro, quando mi capita di lasciarla. Cerco di farle capire che presto sarò di ritorno e che avremo modo di stare di nuovo insieme. Voglio che lei sia gentile, rispettosa, serena, calma. Purtroppo non sono una persona calma, quindi mi auguro che lei possa esserlo perché penso si viva meglio. Al momento credo di riuscire in tutto ciò e di questo ne sono felice.

Chi è Eugenia Costantini nella vita di tutti i giorni?

Non saprei dirlo, sinceramente! Sono una persona contraddittoria. Ho giorni in cui mi sembra di vivere in una commedia musicale degli anni cinquanta ed altri in cui non ho alcuna via da seguire. Sono, al contempo, una persona che ama tenere il proprio privato segreto, per natura, tra le mie mille me. Forse è anche per questo che amo questo mestiere. Posso essere qualsiasi cosa e nulla allo stesso tempo. Credo che le persone non siano mai una cosa sola ed io, allo stesso tempo, non faccio alcuna eccezione.

Eugenia Costantini cosa puoi anticiparci sul tuo futuro artistico?

A breve terminerò le riprese della serie televisiva di Gabriele Muccino. In futuro realizzerò il mio primo lavoro da regista, un corto che parla di una adolescente. Non recito ma ho realizzato la sceneggiatura e dirigerò il tutto. Abbiamo ottenuto i finanziamenti dal ministero. Ad inizio anno mi dedicherò a tutto ciò. Vi sono altri lavori in uscita e, chissà, in futuro avremo modo di parlare di altro.

Autore: Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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