Marco Guerzoni racconta il suo nuovo album: “A bordo”

Abbiamo il piacere di ospitare sul nostro quotidiano Marco Guerzoni, reduce dal successo di The Voice Senior, le cui repliche sono in onda il sabato su Rai, ed indimenticabile Coplin di Notre Dame de Paris.

Marco Guerzoni - A bordo

Benvenuto Marco, è sempre un piacere ospitarti. “A Bordo”, è il tuo nuovo progetto discografico di brani inediti. Come nasce la scelta del titolo?

“A Bordo” nasce quasi spontaneamente, in quanto un mio caro amico, il DJ Kris Cooper, ex allievo di canto e che ora lavora  a Radio 15 minuti, ha deciso di trasmettere i brani a rotazione su una radio ufficiale di una nave da crociera; in seguito ho pensato di metterli sulle piattaforme in modo da coinvolgere un più vasto pubblico che potesse essere incuriosito nell’ascoltare le mie canzoni.

Il titolo a questo punto è venuto proprio spontaneo, più ci pensavo e più mi sembrava adatto.

Per esempio, nella traccia numero uno che si chiama “Akim”, c’è la storia di un immigrato che va a bordo di una nave carretta ed è costretto ad attraversare il mare per raggiungere le nostre sponde.

“A Bordo” mi è venuto spontaneo anche perché, per me, c’è stata la decisione di salire a bordo del mondo della discografia e di essere autore, un ruolo che per pudore non avevo mai ricoperto.

“A Bordo”, quindi, è anche un modo per affrontare le cose. Riflettendo, poi, quando si è in mezzo al mare è meglio avere sempre una rotta da seguire, una strada da perseguire che possa semplificare la vita o addirittura salvarla.

Akim, Non ti devi rilassare mai, Magica, Diva, sono solo alcuni dei bellissimi brani che compongono “A bordo”. Ascoltandoli si percepisce siano stati ispirati da esperienze di vita vissuta; è così?

Certo, tutto è ispirato dalle mie sensazioni, dalle mie emozioni, da tutto ciò che mi colpisce fortemente, da una vibrazione attraverso la quale può nascere una frase o una melodia. Molti dei miei pezzi sono legati anche alle figure femminili che hanno attraversato la mia vita.

Un sentimento d’amore, di abbandono, di tristezza, di felicità improvvisa… questi sono i motori che spingono a scrivere e comunicare agli altri le proprie sensazioni, e qual mezzo migliore se non attraverso l’arte, attraverso la musica?

C’è, tra le canzoni pubblicate, una a cui sei particolarmente legato?

Sono tutti pezzi a cui sono legato perché appartengono a varie fasi della mia vita.

Ad esempio, sono molto legato ad “Akim” in quanto è un brano che appartiene ad un periodo fertile della mia realtà e parla di un argomento che ha sempre attraversato la mia esperienza musicale: quello dei clandestini, come si può evincere in Notre Dame de Paris o “Soli al bar” con Aleandro Baldi a Sanremo.

E’ una specie di live motive della mia posizione, un punto di vista personale su questo argomento.

Un altro brano che mi piace molto, e dove esprimo bene la mia vocalità ed ha un bellissimo ritmo rock, è Diva, un pezzo che non è una hit da “primo ascolto”, ma una canzone che va man mano scoperta.

Una quasi ritrovata normalità. Cosa rappresentano per te i concerti live?

I concerti live sono importantissimi, la linfa che ti dà il contatto con il pubblico, e soprattutto ti fa capire cosa significa per gli altri quello che tu fai.

Non ho ancora presentato dei live con mie canzoni, faccio molti concerti ma interpretando canzoni di altri artisti. Sarebbe un’esperienza totalmente nuova quella di presentarmi davanti ad un pubblico con brani miei.

E’ stata a dir poco emozionante riprendere l’attività dei concerti, c’è una grinta speciale, paragonabile alla liberazione di un animale da una gabbia, ma con una consapevolezza in più: capire l’importanza di quello che facciamo, del messaggio che trasmettiamo.

Una consapevolezza che ti permette di avere un maggiore equilibrio anche nella comunicazione, che non sia solo uno sfogo, un mezzo liberatorio personale, ma un qualcosa che arrivi agli altri, che sia costruttivo.

I concerti devono essere un veicolo per far circolare energia positiva, uno scambio per creare qualcosa che rimane impresso.

Sabato c’è stato un concerto e poco prima dell’inizio si è palesato un bellissimo arcobaleno in cielo che aveva assunto, a sua volta, dal lato opposto, una colorazione dalle sfumature pesca.

Una serie di coincidenze che mi hanno fatto capire la bellezza di quello che stavo facendo, l’importanza di quello che andavo a fare.

C’erano circa 300 persone, ed a tal proposito volevo citare il Comune di Albignasego, in provincia di Padova, grazie al quale è stato possibile sviluppare un copioso programma estivo con la presenza ed il coinvolgimento di vari artisti, musicisti, cantanti che in questo momento storico hanno bisogno di presentarsi al pubblico. Un programma veramente ricco di musica dal vivo e spettacolo.

Come hai anticipato, le canzoni di “A Bordo” sono state composte tempo addietro. Come mai solo ora hai deciso di condividerle con il tuo pubblico?

Ho pensato di condividerle anche per dare una continuità alle nuove idee che stanno venendo fuori, e che spero possa tra poco condividere.

Attualmente sto scrivendo nuovi pezzi, molto interessanti, molto belli. Si è risvegliata una vena creativa che si era un po’ assopita, i brani di “A Bordo” li avevo già composti ma nessuno li aveva mai sentiti, nuovi per il pubblico ma non per me; il prossimo disco sono sicuro che sarà un successo! Ci sono brani davvero particolari, dei pezzi davvero forti.

“A Bordo”, che per me è un progetto davvero importante, è un prologo, l’inizio di un qualcosa che desideravo da sempre.

Tanti inediti, a cui tengo moltissimo, che cammineranno spediti e che accompagnerò facendo il possibile per promuoverli, anche se il periodo è un po’ difficile, essendoci molta competizione.

Mi auguro di cuore che “A Bordo” possa essere apprezzato, che possa piacere e diventare importante per chi mi segue come lo è per me, anche se non avrò l’ossessione di martellare i miei fan.

Ho ritrovato l’entusiasmo e quindi i due progetti si aiuteranno a vicenda.

Davvero spero vivamente che il pubblico possa percepire il mio percorso.

Marco Guerzoni. Foto di Alessandro Fabbri
Marco Guerzoni. Foto di Alessandro Fabbri

A chi vorresti dire “Grazie”?

Ci sono tante persone che devo ringraziare per questo “disco”, quindi perdonatemi se l’elenco sarà un po’ lungo.

Prima i pezzi:

Akim

Clara Dellavia è la vera autrice del brano, io me ne sono solo appropriato, essendone stato, penso, l’ispirazione, e gli ho dato voce, forma, contesto. Diciamo che l’interfaccia è la mia, ma la sorgente poetica è la sua, e comunque in quel tempo mettevamo ingredienti nella stessa ricetta, come i nostri due figli testimoniano.

Come il protagonista della canzone, la canzone stessa viaggiava da uno studio di registrazione all’altro senza trovare una patria. Alla fine è stato Roberto Tucciarelli ad aiutarmi a dargli la sua forma sonora definitiva, come quando si ricompongono i milioni di particelle dispersi dal teletrasporto.

Non ti devi rilassare mai

Freddy Del Curatolo è coautore del pezzo e Luciano Ripamonti me lo ha fatto incontrare e mi ha fatto sentire il suo ritornello. Luciano lo devo ringraziare per mille altre buone ragioni, non ultima quella di aver prodotto a suo tempo delle registrazioni del mio gruppo Martinique, preziosi masters ancora inediti che presto vedranno la luce, ma questo è un altro capitolo…

Salvo T Correri che mi sentirete citare spesso, ha magistralmente finito di arrangiare il brano e lo ha ulteriormente impreziosito con il suo solo di chitarra.

Magica

L’atmosfera intima del brano è perfettamente resa dall’arrangiamento di Salvo Correri, dalle sue scelte ritmiche e di suono.

Diva

Anche qui mi hanno dato una mano Salvo Correri e Fabio Casali, di quest’ultimo lo splendido solo di chitarra.

Ringrazio la mia amica Nadia Manara che mi ha aiutato a trovare alcuni passaggi del testo nella C (terza parte) del brano.

Ti amo e mi basta!

Ringrazio Mauro BAZZINI e la sua band per l’esecuzione del brano, inoltre Mauro mi ha levato le castagne dal fuoco dando un degno finale alla mia storia, con le parole dell’ultima strofa.

Mi ha anche scritto lui le note del mio solo di tromba. Maldido!

Ringrazio di cuore anche Pino Rizzi che ha dato pregio armonico a questo pezzo.

Sara Chiara

È il turno di Paolo Saraceno che ha arrangiato ed eseguito questo pezzo, anche se abbiamo scopiazzato un po’ da un brano di Ron Carter.

Dedicato a Shining Star

Ringrazio gli Earth, Wind & Fire al cui omonimo pezzo è dichiaratamente ispirata la musica del mio brano.

Ringrazio ancora una volta Clara Dellavia che mi ha aiutato con il testo del ritornello.

Ora l’album:

Ringrazio Kris Cooper che avendo deciso di mandare i miei pezzi in rotazione sulla radio ufficiale di una nave da crociera mi ha fatto pensare al titolo “A Bordo”, frase che poi ha tante sfumature diverse…

Ringrazio mio padre, che è nella foto con me, a bordo del battello che naviga il lago Maggiore, sulle cui sponde sono nato, e che sento che mi sta seguendo in questo percorso di cui questo disco è solo una tappa.

Ringrazio Gianluca Barbero per la bella grafica di copertina e anche Nanà Oktopus Dalla Porta e Donatella Lavizzari Della Torre che mi hanno aiutato ad affinare le scelte estetiche.

Ringrazio inoltre Francesco Adessi che mi ha accettato nel suo ricco catalogo musicale.

Infine ringrazio le muse ispiratrici delle mie canzoni, spero che si riconoscano e che faccia loro piacere esserlo stato.

In conclusione Marco Guerzoni, cosa augura a Marco Guerzoni?

Io mi auguro che la mia carriera come interprete possa continuare, di avere la salute per affrontare questo lavoro, mi auguro un percorso di crescita in quanto mi sento forte in questo periodo… ma vorrei augurarmi altresì quello che desidero da tanto: scrivere una canzone che tutti riconoscano.

Non l’ho ancora fatto, forse chissà lo sto facendo adesso… ma vorrei tanto avere una canzone mia che possa diventare un vero e proprio successo, un brano mio che possa essere sulla bocca di tutti e che possa diventare patrimonio comune.

Questo è il mio grande auspicio. Il mio grande desiderio.

E noi de La Gazzetta dello Spettacolo, con la sottoscritta capostipite, auguriamo di cuore che il sogno tanto ambito possa trasformarsi quanto prima in realtà, perché il talento, la bravura e l’umiltà vanno sempre premiati.

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