Mormone ed Esposito: quale futuro per i teatri post Covid-19?

Incontriamo due voci autorevoli del teatro in Campania: Nando Mormone e Mario Esposito, rispettivamente direttore artistico e direttore generale del Teatro Cilea di Napoli.

Nando Mormone e Mario Esposito per il Teatro Cilea
Nando Mormone e Mario Esposito per il Teatro Cilea

Con loro, approfondiamo la questione “teatro nella fase del CoronaVirus“. Tanti dubbi, tante incertezze e tante proposte per questo settore che è tra i più colpiti in periodo di pandemia. Ma ascoltiamo dalle loro dichiarazioni, quali sono i risvolti per questo segmento dello Spettacolo.

Nando Mormone e Mario Esposito, benvenuti su La Gazzetta dello Spettacolo. Da imprenditori di Spettacolo, come avete vissuto “la situazione” che il Governo abbia chiuso per prime le attività di Intrattenimento come cinema e teatri, ma sta parlando dei lavoratori dello Spettacolo solo adesso?

NM: Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi ad aprire, ma lo abbiamo fatto nel rispetto delle regole e soprattutto per la salute di tutti. Naturalmente c’è grande preoccupazione per il futuro e per tutti i lavoratori.

ME: Non mi sento di muovere critiche nei confronti del Governo, ci siamo ritrovati in tutto il Mondo in una situazione disastrosa a causa della Pandemia, e salvare vite umane era la prima cosa da fare e soprattutto la più importante.
Per quanto riguarda i lavoratori dello Spettacolo: si… forse non se ne è parlato subito, ma l’importante è che se ne stia parlando.

Aspetti restrittivi per la riapertura. Voi che vivete il mondo del teatro da anni, siete sicuramente a conoscenza più di qualsiasi tecnicismo politico, del “cosa avviene” quando il pubblico entra in sala.

NM: Il teatro è emozione unica: la più grande che una persona possa provare. Possiamo avere tutta la tecnologia del mondo, ma nessuna emozione sarà mai uguale a quella di assistere ad uno spettacolo dal vivo.

ME: Il teatro da sempre è luogo di aggregazione socio-culturale, dove si sta insieme, e fare uno spettacolo con distanziamento siciale è per tutti noi qualcosa di nuovo, lo faremo nei prossimi mesi seguendo le indicazioni e le disposizioni che ci verranno date.

Quali sono le proposte pratiche da avanzare secondo voi per riaprire con un minimo di pubblico senza soffrire troppe perdite?

NM: E’ improponibile riaprire con poco pubblico, ma qualora sia necessario ci adegueremo. Sarà possibile farlo ospitando compagnie ridotte, eventualmente mettendo in scena monologhi e quindi con meno pubblico in sala.

ME: Non abbiamo tantissime proposte in questo momento da fare, per l’ingresso del pubblico e per capire come rendere lo spazio del teatro fruibile secondo le nuove regole di sicurezza.
E’ difficile, ma ci adegueremo a quello che ci diranno. E’ per noi una cosa nuova fare uno spettacolo con pubblico a distanza, perchè da sempre il teatro è aggregazione. Ciò che ci diranno sarà qualcosa di giusto e lo rispetteremo. Aspettiamo che ci vengano date indicazioni.

Nando Mormone e Mario Esposito. Foto da Facebook
Nando Mormone e Mario Esposito. Foto da Facebook

Distanziamento è sinonimo di diminuzione di pubblico e aumento di costi. Secondo voi, quale sarà il futuro delle 13.000 persone tra addetti ai lavori e artisti solo in Campania, e delle circa 300.000 in Italia (nuemri che comprendono circensi e coloro che fanno animazione)?

NM: Potrebbe essere un futuro disastroso, ma ci auguriamo che le proposte da noi avanzate insieme alle Associazioni di categoria, possano servire a risollevare questo settore.

ME: E’ un momento delicatissimo per migliaia di lavoratori, siamo stati i primi a chiudere e forse saremo ultimi a aprire. Abbiamo chiesto insieme alle Associazioni di categoria, in 10 passi, alla Regione Campania come sostenere tutto il comparto dello spettacolo per garantire a noi tutti un presente ma soprattutto un futuro: per il teatro, per lo spettacolo, per la danza e siamo fiduciosi nella risposta di chi ci è sempre stato vicino in questi anni e ripartiremo con entusiasmo ed una consapevolezza della vita diversa, tornando a fare ciò che abbiamo sempre fatto: regalare emozioni.

I 10 punti proposti dalle realtà associative Campane per lo spettacolo, a Regione e Mibact, sono per lo più normativi, ma dal punto di vista pratico, attuabile dalle Aziende di Spettacolo, cosa si potrebbe fare?

NM: Abbiamo sottoscritto (come Teatro Cilea), le proposte in cui crediamo fermamente e siamo fiduciosi, che insieme alle Autorità competenti, si possa garantire un futuro per tutti questi lavoratori e aiutare quel bene comune che è la Cultura.

ME: I 10 punti sono fondamentali per la vita delle strutture. Siamo fermi da Febbraio e forse riprenderemo l’anno prossimo. Quei 10 punti sono un buon inizio non solo per ripartire, ma per non morire, e siamo sicuri che la Regione ci sarà accanto, come è sempre accaduto in questi anni. Praticamente dobbiamo aspettare per vedere cosa accadrà e quando poter riprendere la nostra attività che manca tanto a tutti noi.

Noi de La Gazzetta dello Spettacolo siamo partiti il 10 Marzo con la proposta di indire un “Fondo Cultura e Spettacolo” da destinare alle famiglie affinchè subito dopo la ripresa, abbiano un budget da spendere in cinema, teatri, mostre e luoghi culturali. Che ne pensate della nostra iniziativa?

NM: Bella iniziativa, in altri Paesi un investimento simile esiste già in forma Statale, e ci auguriamo che possa in futuro anche essere esteso all’Italia, magari rivolto ai ragazzi.

ME: Un’iniziativa meravigliosa. Complimenti a voi della “Gazzetta” per averla lanciata. Dare un piccolo contributo agli italiani da spendere nei luoghi dello Spettacolo, potrebbe rappresentare qualcosa di straordinario… Se ciò dovesse accadere, tanto di merito per questa idea.

Si parla di trasmissioni in TV senza pubblico. Sono già ripartite “Vieni da me” con Caterina Balivo, “Mattino 5” con Federica Panicucci e “Uomini e Donne”. Voi siete le menti di un programma come “Made in Sud”, non un programma di fluido, ma un varietà con “artisti” che devono fare comicità, c’è una prospettiva per questa tipologia di programmi senza pubblico?

NM: Per chi fa televisione il pubblico è anche quello a casa. Qualora decidessimo di tornare in TV, in certe condizioni, troveremo una mediazione con un linguaggio diverso, cercando di portare (come sempre) allegria a tutti.

ME: Sicuramente trasmissioni di comicità senza pubblico sono difficili, ma noi, soprattutto al Sud, siamo abituati ad affrontare imprese ardue e qualora dovessimo tornare, sicuramente grazie alla “testa geniale” di Nando, riusciremo a realizzare una grande trasmissione che regala sorrisi a tutti gli italiani.

Ultima domanda legata al cinema: i Festival stanno rimandando le edizioni del 2020, ma Venezia ha deciso che questa edizione si terrà (molto meno in presenza e più in streaming). Già sono impazzite le proposte dei player per ospitare la kermesse come Netflix, Amazon ed Apple (senza dimenticare che anche YouPorn si è offerto come partner tecnico grazie ai suoi megaserver per Cannes che però ha rifiutato). Secondo il vostro punto di vista, un “Festival mutilato degli incontri”, ha un senso culturale e sociale per il mondo del cinema?

NM: L’interconnessione è importante durante questi eventi, perchè al di la dei premi, ci sono incontri tra Produttori, attori, distributori e con la Stampa stessa. E’ possibile sicuramente trasmettere un Festival solo in streaming, ma potrebbe cadere l’anima dell’evento.

ME: Bisognerebbe valutare bene quale potrebbe essere il danno minore, ovvero, se fare il Festival secondo tali condizioni, o abolire l’evento del tutto. Di conseguenza prendere una decisione in base a questa tesi.

Ringraziamo Nando Mormone e Mario Esposito, per la disponibiltà ed il tempo concessoci.

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