Claudia Campagnola
Claudia Campagnola

Claudia Campagnola: vi racconto Wild Boys

Ritrovare Claudia Campagnola è sempre un piacere, una scoperta, perché parliamo di una donna in continua evoluzione. “Trappola per topi” ci ha concesso di scoprirla in una veste da protagonista, e presto avremo modo di ritrovarla in “Wild Boys”, spettacolo di cui è orgogliosa.

Ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo, Claudia Campagnola. Come stai?

Molto bene, grazie! Felice di ritrovarvi.

Presto avremo modo di vederti nello spettacolo teatrale “Wild Boys”, una nuova, entusiasmante, avventura. Cosa puoi anticiparci?

Definirei “Wild Boys” un bellissimo omaggio alla musica degli anni ottanta, agli Spandau Ballet, ai Duran Duran e non solo, artisti che hanno abitato le nostre vite. Ero piccola ai tempi ma ero, lo sono ancora oggi, consapevole di far parte di un vissuto che voleva poter cambiare il mondo. La domanda che si pone il mio personaggio, “cosa ci faccio qui?” è dovuta proprio al fatto che i suoi sogni si sono appiattiti, togliendo desiderio al suo vissuto, al suo percorso, dando maggiore spazio alla quotidianità, a tutt’altro. Un vivere nostalgico, a tratti combattivo, nel ripensare al fatto che si, il mondo poteva effettivamente essere cambiato.

Quali colleghi saranno al tuo fianco in questo nuovo percorso teatrale?

Al mio fianco ci sarà una bravissima collega, Ivana Pellicanò, e difatti lo spettacolo avrà inizio proprio con lei che, nel recarsi alla consolle, ripercorrerà, attraverso dei bellissimi brani, momenti intensi, importanti. Interpreterà, inoltre, anche dei pezzi dal vivo, con una bellissima vocalità. Proprio come se Ivana impersonasse la mia anima, la mia stessa voce. L’ho scelta per la bella persona che è ed anche per il fatto che fosse proprio una dj.

Sei reduce dalla tournée “Trappola per topi”. Che esperienza è stata?

“Trappola per topi” ha rappresentato un successo inaspettato che ci ha portato a riempire teatri interi, oltre le nostre stesse aspettative. Un periodo di rinascita, specie dopo la pandemia, a conferma che nessuno si è dimenticato del teatro. Ho notato, inoltre, una varietà importante di pubblico, forse anche per la presenza di Lodo Guenzi che comunque richiama una “scelta più giovane”, differente. Un incontro, a livello attoriale, di anime belle con cui stare bene insieme, e con cui ci ritroveremo ad ottobre. Toccheremo teatri non incontrati sino ad ora come: La Pergola di Milano, l’Emilia Romagna, la Sicilia ed oltre. Un ruolo, il mio, che richiede tanto impegno e di questo ne sono felice.

Il teatro è una costante nel tuo mestiere, sin da quando hai mosso i primi passi. Quale ruolo ti piacerebbe portare sulle tavole del palcoscenico?

Ogni ruolo è sempre nuovo, un ruolo che, a suo modo, mancava ed esaudisce, quindi, i miei bisogni. Sicuramente, a rendermi felice, sono i ruoli che ho già avuto modo di impersonare. Prendo tutto come una continua opportunità, un qualcosa in più da aggiungere alle mie esperienze, un tassello importante, un passo in avanti. Non posso lamentarmi di nulla che riguardi la mia carriera perché, in maniera graduale, sta regalandomi la possibilità di crescere e di dedicare amore a tutto ciò che faccio.

Siamo a giugno e, solitamente, per te l’estate corrisponde a “E…state al Wood”, in quel di Fregene. Quali novità bollono in pentola per quest’anno?

E…state al Wood, quest’anno, ci sarà ma in maniera ridotta, anche per via dell’impegno preso con “Wild Boys”. Un primo appuntamento vi sarà a luglio, il 15, proprio con “Wild Boys” e, la successiva data, prevista per agosto, è ancora in via di definizione. Altri festival, voluti dall’amministrazione, prenderanno vita al suo interno, perché voluti dal comune stesso, e mi vedranno spettatrice. Ci sarò, dunque, con meno rilievo ma sempre con orgoglio perché quello resta un posto del cuore, senza alcun dubbio.

Claudia Campagnola, che donna sei oggi, sia dal punto di vista personale che artistico, e cosa sogni di poter concretizzare in futuro?

Sono una donna più consapevole, sicuramente. Sono accadute cose, negli ultimi tempi, che mi hanno mostrato quali sono le priorità del mio essere. Sono, dunque, ancora più matura e capace di lasciare andare ciò che non serve avere. Anche nel lavoro sono più serena, equilibrata, vogliosa di soddisfare un’esigenza invece che corse senza senso. Vivo nel giusto, per il giusto, soddisfatta di ciò che ho.

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