Mirko Jymi pubblica Planets

E’ uscito da poco Planets, il nuovo lavoro discografico di Mirko Jymi, il bravo musicista noto per la sua musica elettronica e sperimentale che sta già riscuotendo un lusinghiero successo in Brasile. Planets è un concept album dai suoni ricercati ed elaborati, che appena possibile Mirko porterà dal vivo anche sui palcoscenici del nostro paese. Ma facciamoci raccontare qualcosa di più da lui…

Mirko Jymi. Foto dal web
Mirko Jymi. Foto dal web

Quando è nata la tua grande passione per la musica e quando hai deciso che saresti diventato un musicista professionista?

Il mio amore per la musica nasce ascoltandone di tutti i tipi fin da adolescente. In casa mia si ascoltava il jazz, il prog, il blues, la fusion…Col tempo iniziai a coltivare questa mia passione. Il primo strumento che acquistai fu una chitarra elettrica con la quale mi dilettavo a suonare il rock e il prog. Successivamente passai al piano e alle tastiere elettroniche. Studiavo tutti i giorni da solo fino a che non mi iscrissi ad una scuola di musica per perfezionare ed impostare il mio stile direzionale. A che tipo di musica ti sei ispirato quando hai cominciato a suonare? Ho iniziato a 13 anni e la mia prima ispirazione fu Il prog, successivamente il jazz.

Ti definiresti un tastierista o un chitarrista? E quali sono stati i tuoi eroi musicali?

Io alterno tastiere e chitarra. I miei Idoli musicali, quelli che mi hanno particolarmente influenzato sono, solo per citarne alcuni, Keith Emerson, Rick Wakeman, Keith Tippett, Gianni Nocenzi, Jon Lord, David Gilmour, Steve Hackett, Pat Metheny, Jon Scofield and Allan Holdsworth.

Parlaci del tuo nuovo album. Come nasce e a che tipo di pubblico è diretto?

Planets nasce dal mio amore per la musica ambient- elettronica, un genere che adoro da sempre, ma non ho voluto fare il classico ambient, ho preferito spaziare tra vari generi e fondere il prog all’elettronica. Questo è un disco molto complesso e strutturato e soprattutto decisamente curato nei suoni e nelle sfumature. Per quanto riguarda il pubblico mi auguro di abbracciare varie generazioni.

Mirko Jymi, quanto tempo hai impiegato ad inciderlo e chi ha lavorato con te a questo progetto?

Ci ho messo 2 anni di lavoro e in linea di massima ho fatto tutto da solo, qualche volta in collaborazione con alcuni miei amici musicisti che mi hanno un po’ stimolato. In pratica in Planets suono da solo tutti gli strumenti, le tastiere e le chitarre in primis. Ho campionato la batteria e il basso, cercando di renderlo più fedele possibile al suono reale. I loops mi hanno aiutato molto.

Adesso a causa del particolare momento storico che stiamo vivendo è tutto fermo, ma quando la vita riprenderà normalmente hai già in mente di esibirti dal vivo con il nuovo materiale?

Assolutamente si’, mi sto organizzando per tenere degli shows anche in Italia. Di recente ho fatto una serie di giri promozionali per le radio in Brasile e anche parecchi concerti. Nella speranza ovviamente che questa difficile situazione che stiamo attraversando passi presto.

Qual è il pezzo che preferisci all’interno del tuo nuovo cd e perchè?

Direi Gravitational Force nel quale suono anche il basso. Questo brano per me è fondamentale perchè ha dato il via al mio concept album, Planets.

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