Cristiano Turato, Tarassaco e altri racconti

Cristiano Turato nasce a Padova, dove vive fino all’adolescenza con i propri genitori nella casa dei nonni. Il nonno e la sua radio, saranno per Cristiano un punto cardine, un faro.

Cristiano Turato
Cristiano Turato. Foto da Ufficio Stampa

Frequenta la parrocchia dove impara a stare con gli altri, quegli altri che per lui saranno sempre una scoperta, un mondo da esplorare. Lì, su di un vecchio palco, strimpella ogni strumento che trova e sperimenta la sua passione per la musica.

Studia canto, chitarra classica e poi la chitarra elettrica, che riceve come dono prezioso per il suo dodicesimo compleanno. Affascinato dal mondo dei sintetizzatori analogici, fa computer music e gira l’Italia con una band di elettro rock. Un musicista eclettico che fa della continua sperimentazione, il suo modus vivendi. Una voce, difficilmente confondibile, un autore che scrive poesie, di getto, con carta e penna. Acquarelli con i quali dipinge scorci di vita. Possono passare anni prima che decida di vestirli di musica e regalarli al suo pubblico, ma quando lo fa incanta.

Tarassaco

“Raccoglierò in silenzio
un fiore per te
senza svegliarti dal tuo dolce
sonno.
Ti lascerò nel tuo campo
pieno di colori
come il gallo del tarassaco.
Riempirò il tuo tempo di parole
che valgono come oro
ora sono vicino
al tuo lento cammino”

Cristiano Turato quando hai scritto questa canzone?

Una poesia scritta in un lontano giorno di maggio. Una gita fuori porta sui monti Euganei, un momento delicato tra me e la mia “morosa”. Ho impresso nella memoria ogni fotogramma: accovacciato sotto una quercia con la consapevolezza di amare già molto Adriana, mi perdo in quella distesa di fiori gialli. L’urgenza di scrivere e le parole che scivolano leggere, a dipingere i miei pensieri. Uno scritto che due anni dopo, ho arrangiato. Un brano che nel 2012 ho reinciso con i Nomadi, con i quali sono stato cinque anni come solista.

Questa canzone fa parte di me, la canto in ogni spettacolo: mi basta una chitarra o il piano per ritrovare quei colori, quei momenti. Mi fa stare bene, mi rimette in equilibrio, quello stesso che a volte fatico a trovare. Un farmaco per me, non a caso il Tarassaco, o Dente di Leone, ha proprietà curative. Adriana fa l’erborista; oggi è mia moglie e la madre dei mie figli, Francesco e Gabriel. Noi, da quel giorno, di strada ne abbiamo fatta tanta. Siamo cresciuti e siamo ancora insieme, perché non abbiamo smesso di crescere e di portare nel cuore quei fiori e i loro colori.

Ti definisci eclettico. Che significato ha questo per te?

Essere eclettico è fondamentale nella vita. Spesso il luogo e l’ambiente in cui cresciamo, ci legano a stereotipi che diventano prigioni. Limitano la nostra capacità di pensare, di essere liberi. Ci atteggiamo con pose, che stravolgono il nostro essere in un “ loop” che è sempre lo stesso. Il mio saggio nonno, mi ha insegnato che l’ascolto è il primo passo per comprendere se stessi ed il mondo. La possibilità di vedere con occhi diversi è un’opportunità che non possiamo sciupare. Ascoltare ci permette di andare oltre i nostri confini, ci arricchisce. Questo insegnamento ha fatto di me un uomo libero, nella vita e nella musica.

Hai una carriera di tutto rispetto. Hai studiato canto, armonia, chitarra classica, elettrica, piano. Collaborazioni importanti, concerti in Italia e all’estero. Non ti senti ancora arrivato?

Da ragazzo io e i miei amici facevamo i camerieri; l’obiettivo era mettere insieme i soldi per comprare gli strumenti e fare musica. I sacrifici, l’impegno, il lavoro costante ci permettono di crescere, di essere consapevoli. Ci rendono migliori. Non si è mai arrivati: la strada da percorrere è la nostra vita. Ho sulle spalle uno zaino, dove ripongo ogni esperienza, ogni sguardo. Un carico prezioso che può rendermi un uomo, un padre un marito e un musicista migliore.

Il 7 Maggio 2019, il giorno del tuo compleanno, è uscito Atlantide. Un caso?

Niente è per caso, Atlantide sancisce anche la mia collaborazione con Thunder Label Germany per la quale lavoro anche come arrangiatore. Atlantide “è un treno da non perdere, vestiti di quello che si è, fieri nell’aspettare in fila alla stazione per cominciare un nuovo viaggio verso un luogo magico e mai così vero”.

Quali sono i tuoi progetti, i tuoi prossimi passi, “Il tuo treno da non perdere”?

Un album che Atlantide ha introdotto e che uscirà in autunno; il progetto ambizioso di portare in giro per l’Europa con le mie canzoni, cantate in italiano. La nostra è una lingua meravigliosa, le mie canzoni in passato sono state tradotte in tutte le lingue; oggi desidero portarle nel mondo così come nascono. Amo scrivere, con carta e penna, ho cominciato molto presto e ho scritto tanto. Testi, poesie, che aspettano da tempo la loro musica. Vorrei inciderle e dar loro voce.

Cristiano sei impegnato in un Tour in giro per l’Italia e l’Europa. Chi ti accompagna in questa grande avventura?

Ricky Portera, alla chitarra, che vanta collaborazioni illustri da Lucio Dalla a Ron, da Eugenio Finardi a Loredana Bertè e Luca Carboni. Nicola Lombardi, alle tastiere, laureato in “Jazz e musiche sperimentali del nostro tempo”; per lui collaborazioni con Gino Paoli, Alex Britti, Neri per Caso, Dionne Worwick, Noa, Lionel Richie e tanti altri. Alberto Roveroni, alla batteria, amico e compagno di sempre. Ingegnere del suono, batterista e produttore, ha lavorato con Mario Biondi, Pooh, Ruggeri, Amoroso, Carta, Tatangelo, Grignani. Francesco Pisana, bassista, laureato al conservatorio in pianoforte e master in basso elettrico, titolare della Thunder Label Germany. Francesco ha lavorato con Dioniso, Frida, Dolcenera, Marco Masini, Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Elio e le Storie Tese, Vibrazioni: un elenco infinito. Un gruppo di musicisti innamorati del proprio lavoro con i quali si rinnova ogni volta la magia.

“E sono semplici, parole semplici
e salgono a te
e sono semplici preziose e semplici
e corrono a te”

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