Diletta Laezza, concentriamoci ad amare

A tu per tu con l’attrice Diletta Laezza, che ci racconta delle sue prossime avventure lavorative, a partire da “Nati 2 volte”.

Benvenuta Diletta Laezz, sarai al cinema nel film “ Nati 2 volte”. Ci presenti questo progetto?

Innanzitutto ti ringrazio per questa occasione. “Nati 2 volte” è il primo film alternativo che racconta per la prima volta la storia di Maurizio, un transgenico. Già dal semplice titolo si può dedurre un forte desiderio di rinascere, di re iniziare una vita dove ci può sentire se stessi a prescindere dal proprio corpo.

Diletta Laezza. Foto Bianchi
Diletta Laezza. Foto Bianchi

Prima di questo film non si è mai parlato della trasformazione da donna a uomo e di tutte le difficoltà che si possono incontrare.   A differenza dell’uomo che trasformandosi in donna,  diventa “esuberante” ed a volte “esibizionista “ , la donna che diventa uomo tende a chiudersi e diventare diffidente. ‘’Nati 2 volte’’ è basato su una storia vera. Nel film abbiamo cercato di raccontare questo dramma in maniera brillante.

Ho avuto l’onore di interpretare Teresa, cioè Maurizio prima della trasformazione, nell’età dell’adolescenza che vive  un momento di crisi, di indecisioni e sofferenza. Nel cast troviamo Fabio Troiano nel ruolo di Maurizio. Marco Palvetti nel ruolo di Giorgio (il primo amore e l’unico amico di Teresa) . Euridice Axen che sarà di grande aiuto per Maurizio. E molti altri come Rosalinda Celentano, Francesco Pannofino nel ruolo di mio padre, Gabriele Cirilli nel ruolo di Don Franco.

 Come descriveresti il tuo personaggio?

Teresa ha 16 anni un’età critica, dentro si sente un perfetto ragazzo ed è costretta a mentire e a reprimersi, è molto  forte nonostante gli abusi, le critiche e i genitori che non l’accettano per come è. Ha voglia di esprimersi ma viene sempre buttata giù.  E’ stata una grande scoperta per me. Amo Teresa. Ho potuto usare tutta la mia parte maschile per realizzarla e soprattutto la rabbia repressa che la caratterizza. La considero una guerriera!

Ha avuto il coraggio di lottare per quello che sentiva dentro. E’ molto chiusa, non si sente a  suo agio con il suo corpo e nei suoi occhi si legge molta confusione, caos e crisi. Cosa inevitabile quando quello che hai dentro non è in equilibro con quello che fai. E’ costretta a mentire, a fingere. E’ piena, pienissima di segreti. Soprattutto con i suoi genitori e usa Giorgio (il suo migliore amico che poi diventerà qualcosa di più) per fingere di essere come tutti la desiderano.

“Essere come tutti ti desiderano” è una tematica che unisce un po’ tutti gli adolescenti. Lei avrà il coraggio di accettarsi e cambiare solo in età adulta, appena avrà concretizzato che non ha una malattia, che non è sbagliata, che non è la vergogna della famiglia e nel corso del film finalmente riuscirà ad amarsi e troverà chi l’amerà cosi com’è.

 In cosa ti assomiglia e in cosa credi di essere diversa da lei?

Bè di diverso, sicuramente la sua scelta (ndr. ride)

Di simile abbiamo la confusione, il caos che ci portiamo dietro. Come un cappotto vecchio che tutti dicono che dobbiamo buttare ma non riusciamo.  L’insicurezza ci accomuna  ed entrambe la mascheriamo con la grinta e la forza. Entrambe abbiamo la voglia di essere accettate così come siamo.

Come ti sei preparata per interpretare questo ruolo?

Ho lavorato sul suo grande dolore e i suoi ostacoli che l’accompagneranno per tutto il film. L’abbandono da parte del padre che non l’accettava e l’abbandono emotivo della madre che non riusciva a difenderla. Tutto questo dolore e questi ostacoli saranno per Teresa la benzina per trasformare la sua vita.

 Quale speri sia il messaggio che vuole dare “ Nati 2 volte”?

Ci sono tanti grandi messaggi importanti in questo film. Lancia anche una speranza a chi abusa e schiaccia il prossimo, ma è una catena difficile da spezzare. Provo a canalizzarli in due grandi emisferi. Il primo è sicuramente il coraggio di lottare per essere felici, per vivere cercando la propria identità, eliminando le idee e le aspettative di tutti, soprattutto dei genitori.

Ognuno è un essere unico e irrepetibile e ha il diritto e il dovere di esprimersi per come è . Solo ragionando  con una coscienza perfetta un individuo può crearsi e  dare il meglio di sè al mondo per nutrirlo. Il secondo messaggio, il più profondo e commovente è : amare. Avere il coraggio di amare senza possessione e aspettative il proprio figlio. Non vedere il proprio figlio come una piccola proiezione di se stessi ma riuscire ad elevarsi e amarlo così com’è. Amare  significa lasciare. Con il vero amore si può creare una catena che insegna ad amare e accettare  ed è la forza più grande, così da rompere e la catena degli abusi verso il prossimo. Concentriamoci ad amare.

So che sei preparata da Patrizia de Santis, la prima insegnante certificata di Tecnica Chubbuck in Italia. Come descriveresti il suo insegnamento?

Necessario. Perché è un integrante e un canalizzate per qualsiasi attore. Aiuta a non perdersi  ad essere consapevole sul viaggio emotivo che stai facendo. Essendo una tecnica e non un metodo ti aiuta a essere specifico e molto importante aiuta ad eliminare l’aspettativa e l’ansia del provino, perché con la tecnica porterai sempre con te la tua anima piena, pronta per aiutare.

Frequenti  HT STUDIO DE SANTIS, il primo centro di formazione attoriale bilingue con la Tecnica Chubbuck. Cosa ti ha dato  a livello umano e professionale questo centro?

Mi ha insegnato  cosa è veramente l’attore, il suo compito, il suo dovere e i meccanismi universali dell’essere umano. Mi ha spinto ad usare tutto quello che ho dentro di me, soprattutto quello che odio e nascondo di me stessa. Mi ha donato il potere di trasformare il dolore in arte.  A lottare con delle armi forti.

Ad entrare completamente nel viaggio emotivo che compie il tuo personaggio. In fondo il compito dell’artista è trovare un antidoto per la futilità dell’esistenza. Mi ha reso sicura di me. La tecnica oltre a canalizzare la tua vita su un unico obiettivo, rende la tua recitazione curativa per te e per gli altri.  Lavora sul non detto ed è quello l’importante. In fondo l’attore lavora sull’invisibile, su ciò che non si può toccare, ma se è vero tutti possono sentirlo. Ho ancora tanto lavoro da fare.

Come nasce la tua passione per la recitazione?

Diciamo che è nata prima la passione che io. Sono nata il giorno di Carnevale. Mio padre lavorava già nel cinema e mia madre faceva teatro. La vita è stata dura con loro, quindi io mi sono sempre obbligata a non prendere la loro stessa strada e ho fatto altro.

Viviamo in una società dove ci fanno credere che è quasi impossibile raggiungere i propri sogni. Ma grazie al cielo, quando c’è la passione vera che bussa forte dentro di te è impossibile non seguirla. Bisogna lasciarsi andare a ciò che ispira davvero. A scuola ero la prima sempre nelle recite, con le majorette, ero il miglior Pulcinella della scuola.

Ho sempre lavorato per pagarmi scuola di teatro e laboratori. I soldi mi servono solo per scopo creativo. Crescendo mi sono appassionata molto all’arte di strada, perché mi sono resa conto della potenza che creava. Adoravo l’idea di essere artisticamente indipendente e viaggiare con il mio show.

A Teatro una persona sceglie di entrare a teatro e cambiare la realtà. Per strada sei tu  solo, con la tua immaginazione e devi cercare di catturare le persone, coinvolgendoli in un’altra realtà.  Con l’arte di strada ho conosciuto dei registi francesi, che mi hanno fatto entrare per la prima volta nel cinema a Parigi con un cortometraggio. Da lì non ho mai smesso e mai smetterò di studiare e voler fare cinema.

C’è un ruolo che vorresti ottenere, adesso?

Sono  curiosa di trasformarmi e mi sento pronta a tutto. Sono molto felice già di aver interpretato Teresa, un personaggio complesso molto maschile, era il mio sogno. Vorrei continuare con questi personaggi dalle personalità complesse. Ho il sogno di interpretare un pugile, o  un artista di strada come i cari film di Fellini, sono una fan di Gelsomina . Ho appena finito di girare il docu-film “ Luce oltre il silenzio” di Giuseppe Racioppi che uscirà a Maggio, con Eva Grimaldi e Mario Ermito. Dove il personaggio è stato completamente diverso da Teresa, una modella che lotta contro l’ombra di quel mondo.

Ed anche lì è stato molto interessante entrarci dentro. Sono assolutamente pronta a conoscermi lavorando. Per il momento sto prendendo dei ruoli su delle corde sempre drammatiche, mi piacerebbe anche potermi divertire in qualche personaggio brillante comico, visto che sono una comica nella vita. In fondo si sa, la commedia deriva sempre da una grande tragedia.

Progetti futuri e sogni nel cassetto…

“Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere di essere niente. Ma ho dentro di me tutti i sogni del mondo” Mi hai fatto venire in mente questo citazione di Fernando Pessoa nella poesia “Tabaccheria”. Mi ritrovo molto in questa frase. Ho tantissimi sogni e tantissimi progetti. Mi auguro di avere il coraggio di continuare e di RIALZARMI SEMPRE.  Mi auguro di diventare indistruttibile grazie allo studio. Mi auguro di continuare a studiare presso L’HTSTUDIO e prendermi la borsa di studio e volare a Las Angeles a studiare con i migliori.Fare un film con Tim Burton. (risata) Lavorare così tanto  da non avere più tempo per respirare, sia in teatro sia nel cinema. Mi auguro di poter ampliare il mio show diventando una perfetta performance, così da poter entrare nei Festival in Europa. Migliorare il mio tiptap, il mio canto e diventare una brava danzatrice aerea. I miei sono tanti progetti ricchi di sogni. Auguro a tutti d’inseguirli. Perché chi insegue i sogni ha  trovato la via per l’immortalità.

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