Tra ragione e sentimento

Tra ragione e sentimento al Ferrara Art Festival

In scena Tra ragione e sentimento

Tornano per il terzo anno consecutivo le mostre e gli eventi culturali del Ferrara Art Festival organizzato da Zamenhof Art con la direzione artistica e la curatela di Virgilio Patarini. Gli spazi quest’anno sono quelli delle Grotte del Boldini che per l’occasione, si trasformeranno in un grande e suggestivo contenitore di mostre, concerti e presentazioni di libri. E tale inedita location offre l’occasione per ridefinire il titolo del Ferrara Art Festival 2016 che diventa, così, “Underground Art Festival”.

Il primo degli eventi in programma alle Grotte del Boldini è Lunedìì 11 Luglio alle ore 18  si inaugura la mostra “TRA RAGIONE E SENTIMENTO.Dall’Astratto Geometrico all’Informale”. Una carrellata di circa cinquanta opere di quattordici artisti contemporanei che indagano  il rapporto dialettico, nell’arte contemporanea, tra Astrazione Geometrica e Astratto Informale. La mostra è curata da Virglio Patarini è si potrà visitare fino al 21 luglio 2016. Dopo Ferrara la mostra la si potrà vistare anche a VENEZIA, alla Galleria ItinerArte – Dorsoduro 1046 accanto alle Gallerie dell’Accademia, in versione “ridotta”, dal 23 luglio al 5 agosto. Catalogo Zamenhof Art.

Tra di loro alcuni artisti di caratura nazionale e internazionale già protagonisti in passato di importanti mostre a Ferrara, come l’ukraina Lyudmila Vasilieva presente al Festival con una mostra personale due anni fa, Elena Schellino e Michelle Hold entrambe presenti con una personale in edizioni passate o Giovanni Basso e Mark Cattaneo vincitori di due importanti riconoscimenti sempre l’anno scorso nell’ambito della Settima Edizione del Premio Il Segno. In esposizione opere di Giovanni Basso, Alberto Besson, Marco Bozzini, Mark Cattaneo, Liana Citerni, Raffaele De Francesco, Bruno De Santi, Claudio Fazzini, Carlo Fontanella, Michelle Hold, Ezio Mazzella, Elena Schellino, Lyudmilla Vasilieva, Rita Vitaloni.

Come scrive Virgilio Patarini :In questa mostra si squadernano opere che vanno da una razionalità di strutture compositive di matrice geometrica a una ricchezza inquieta e fortemente emotiva di stesure cromatiche e materiche di matrice informale. Senza soluzione di continuità e con una lunga teoria di passaggi “intermedi” in cui la geometria non ostacola, ma asseconda il pulsare dell’emozione che soggiace, e al tempo stesso ne scandisce il ritmo, passaggi  che dimostrano, in maniera plastica ed evidente, che i due poli opposti –Astratto geometrico e Informale, o, fuor di metafora, Ragione e Sentimento- non sono in realtà né davvero opposti né tanto meno inconciliabili.

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