Stendhal il corto di James La Motta

Stendhal è lo short-movie girato lo scorso 23 Agosto all’interno del Mann, il Museo Archelogico Nazionale di Napoli, realizzato dai giovani filmakers di CinemadaAmare (Campus itinerante di cinema internazionale giunto alla 16esima edizione) ideato dal giornalista della La7 Franco Rina e proiettato dagli organizzatori negli spazi Cinecittà al  Lido di Venezia, in occasione della 75esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

James La Motta, regista di Stendhal a Venezia. Foto da Facebook.
James La Motta, regista di Stendhal a Venezia. Foto da Facebook.

James La Motta è l’autore e regista di Stendhal, arrivato alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia (per il secondo anno) fuori concorso e proiettato nella sala Pavillion, spazio Cinecittà.

Le protagoniste del video sono tre anime fanciullesche che rappresentano il presente, le quali giocando e ridendo prendono corpo e vita nelle bellissime e storiche sculture di marmo (il passato) fino a godere davanti a quest’ultime.

Le tre attrici scelte per il nuovo ed originale lavoro cinematografico sono Clara Benador, Federica Pirone e Cristina Alby che insieme a La Motta, in 3 ore, hanno creato altresì uno spettacolo per i visitatori presenti che incuriositi seguivano quanto stava accadendo attenti a non farsi riprendere dalla macchina da presa.

Stendhal vuol essere un omaggio da parte del regista La Motta all’ononimo scrittore francese grande amante dell’arte e appassionato dell’Italia dove visse per lungo tempo.

Come è noto la Sindrome di Stendhal è una affezione psicosomatica che provoca in soggetti sensibili messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, fenomeni di tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni. Situazioni che avvengono generalmente in posti più ristretti e limitati. Lo stesso James la Motta racconta che quando si trova in un luogo o in un museo ama perdersi e lasciarsi catturare da tutto ciò che lo circonda fino a vivere nell’immensità dell’arte, sensazioni non comuni a tutti, infatti la chiusura del corto Stendhal termina con una frase che sottolinea il suo pensiero: L’arte è di tutti ma non per tutti.

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