Arena di Verona: 2019, stagione di successo

All’Arena di Verona, Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, Plácido Domingo, Daniel Oren, Ezio Bosso, Vittorio Grigolo, Lisette Oropesa, Roberto Bolle, Aleksandra Kurzak, Saioa Hernández, l’immenso genio del compianto Franco Zeffirelli e tanti altri: sono solo alcuni dei grandi nomi della musica e opera internazionale che hanno fatto, in perfetta armonia con la direzione e i complessi artistici e tecnici areniani, la stagione 2019 di nuovo imperdibile per i grandi media mondiali e per un pubblico sempre più numeroso.

La Traviata all'Arena di Verona del 21-06-2019. Foto Ennevi
La Traviata all’Arena di Verona del 21-06-2019. Foto Ennevi

La positività e l’entusiasmo già si riflettono sulla programmazione 2020 con importanti riconferme, prime fra tutte Domingo, Bosso e Bolle, a cui seguiranno sorprese di indiscutibile impatto internazionale, e che già ora muovono l’interesse del pubblico con una rinnovata vivacità.

I risultati

51 alzate di sipario per 5 titoli d’opera, tra cui l’acclamata ultima Traviata del Maestro Zeffirelli, nuova produzione areniana in diretta mondiale Rai1; 1 settimana evento per i 50 anni di Plácido Domingo in Arena, culminato con la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, secondo maggior incasso in tutta la storia areniana; la doppia serata di danza Roberto Bolle and Friends con 21.000 spettatori in 24 ore, e gli acclamati Carmina Burana condotti dal Maestro Ezio Bosso in una serata sold-out con 13.555 spettatori, record per la sinfonica a Verona nelle ultime sei stagioni.

In tutto 426.649 biglietti venduti con l’8,56% di incremento delle presenze rispetto all’anno precedente, con 26.674.454 euro di fatturato di biglietteria, il miglior risultato degli ultimi sei anni, con una media di 523.028 € a serata, superiore dell’11,13% rispetto alla stagione precedente, il miglior incremento annuale degli ultimi sei anni. Sempre analizzando solo gli ultimi sei anni, abbiamo in assoluto:

  • maggior incasso del Festival,
  • maggior numero di spettatori totali,
  • maggior numero totale di spettatori per le recite effettuate nelle giornate di giovedì e domenica,
  • con Il Trovatore e La Traviata in testa agli incassi e all’affluenza medi del 2019.

Dunque la nuova gestione ha centrato pienamente i target di rilancio, sotto l’aspetto artistico e di conseguenza economico, che ha gratificato la città, un ampissimo pubblico italiano e internazionale e sviluppato un virtuoso percorso comunicativo coronato da ben 3 collaborazioni con televisioni internazionali quali Rai Mondovisione, Unitel, ZDF/3Sat, Bel Air Media/France Télévisions rimettendo così al centro del turismo veronese il suo monumento più celebre, strumento sempre più efficace di cultura viva e attuale, in linea con il sogno dei fondatori, la cui centesima edizione del Festival si avvicina, così come l’attesa Olimpiade del 2026, sfide a cui l’attuale dirigenza vuole presentare un’Arena sempre più forte, vincente, consolidata e centrale nel panorama culturale del paese e del mondo.

Il cartellone

Inaugurato il 21 giugno, il 97° Arena di Verona Opera Festival si è concluso lo scorso 7 settembre contando 51 alzate di sipario complessive. E un enorme, inedito sipario rosso si è letteralmente aperto sull’imponente nuova produzione de La Traviata, all’attenzione dei media soprattutto per il colossale allestimento, l’ultimo sogno progettato da Franco Zeffirelli, scomparso pochi giorni prima dell’inaugurazione. Dello stesso maestro e sempre nel segno di Verdi il Festival ha allestito anche Il Trovatore, produzione tra le più riuscite della Fondazione e quest’anno come non mai banco di prova delle star internazionali. Per Aida il pubblico è stato ricondotto alla magia della prima notte dell’opera in Arena nel 1913, con l’allestimento curato da Gianfranco de Bosio. Hugo de Ana è invece la firma degli spettacoli Carmen e Tosca, rispettivamente la produzione inaugurale dello scorso Festival con l’originale rilettura dell’opera di Bizet nella Spagna anni’30 e il titolo pucciniano potente e simbolico grazie al monumentale arcangelo Michele armato di spada.

Gli eventi speciali sono stati tre, tra cui uno in doppia serata: per la prima volta nella storia del Festival, Roberto Bolle and Friends ha portato l’étoile con gli altri campioni mondiali della danza per due serate consecutive all’Arena di Verona; nel 2019 inoltre ricorreva il cinquantesimo anniversario del debutto italiano e areniano del mito Plácido Domingo, festeggiato appunto nella sua Domingo 50 Anniversary Night, e solo una settimana dopo sono tornati i Carmina Burana con un organico colossale a risuonare nell’antico anfiteatro sotto la direzione di Ezio Bosso, esordiente illustre.

La Traviata di Verdi, titolo inaugurale del Festival 2019, è andata in scena per 11 serate, con regia e scene del maestro Zeffirelli e i costumi di Maurizio Millenotti, dopo l’ultimo allestimento di otto anni fa. Sono ben 103.069 gli spettatori che l’hanno vista nell’anfiteatro, portando incassi per 6.514.662 € e una presenza media altissima, seconda solo al Trovatore delle stelle. La nuova produzione ha registrato anche il secondo posto nella classifica delle première più affollate degli ultimi anni, alla presenza del Capo dello Stato, di numerosi ministri e varie celebrità dello spettacolo.

Aida, come da tradizione seconda e anche ultima serata del cartellone 2019, qui nell’edizione storica ispirata al 1913, ha registrato 127.024 presenze, con un incasso complessivo di 8.374.638 €, confermandosi il titolo più frequente dall’inizio della storia del Festival (715 recite) e il più frequentato dell’anno grazie alle sue 16 rappresentazioni.

Il Trovatore di Verdi, terzo titolo del Festival, è andato in scena nell’allestimento creato da Zeffirelli per il centenario verdiano e più volte ripreso con successo. Nel 97° Festival ha richiamato ben 47.239 persone incassando ben 3.060.125 €. L’opera verdiana, in sole 5 recite, registra l’affluenza media più alta e l’incasso medio più alto del cartellone 2019, grazie anche a diverse serate quasi completamente sold-out, confermando il percorso intrapreso nel 2018 con la scommessa su Il Barbiere di Siviglia, che grazie ai prestigiosi nomi in cartellone ha ripagato con affluenza e calore di pubblico.

Da luglio il cartellone si è arricchito di Carmen secondo Hugo de Ana, ripresa per 10 serate nella veste dell’ultima inaugurazione: la vicenda della sigaraia di Bizet sullo sfondo dell’inquieta Repubblica spagnola di inizio Novecento, è stata vista da 69.154 persone con un incasso totale di 4.260.103 €.

Ultimo debutto del Festival, Tosca di Puccini ha visto 5 recite nell’allestimento 2006 dell’argentino de Ana, raccogliendo complessivamente 31.708 spettatori per un incasso di 1.920.970 €. Dopo la prima del 10 agosto, i riflettori si sono puntati sulla recita del 29 agosto, celebrazione della 500° volta del maestro Daniel Oren sul podio dell’Arena di Verona a partire dal debutto avvenuto 35 anni fa proprio con lo stesso titolo.

Le due serate di Roberto Bolle and Friends hanno richiamato ben 21.344 spettatori, incantati dall’arte tersicorea di Bolle, étoile della Scala di Milano e principal dancer dell’American Ballet Theatre a New York, insieme a nove illustri friends da tutto il mondo. L’incasso dell’inedito raddoppio della Danza in Arena si attesta sui 1.147.231 €.

Sono due storici sold-out quelli dei grandi eventi di agosto, entrambi attestatisi poco sotto le 14 mila presenze: il 4 si è svolta la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, dove si è visto il leone Domingo, grato e commosso, impegnato come cantante e attore in un nuovo allestimento scenico, protagonista dei verdiani Nabucco, Macbeth e Simon Boccanegra; infine l’11 Ezio Bosso ha scaldato l’Arena con i monumentali Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti da 320 artisti e conclusi annunciando al pubblico, esultante come non si vedeva da diversi anni, il suo ritorno nel 2020 per la IX Sinfonia beethoveniana. Gli eventi rispettivamente hanno registrato 933.825 € (il secondo migliore incasso di sempre in Arena dal 1913) e 462.902 € (raggiungendo insieme il record di affluenza e di incasso per un concerto sinfonico negli ultimi sei anni).

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