Dignità Autonome di Prostituzione 2023
Dignità Autonome di Prostituzione 2023

Dignità Autonome di Prostituzione: imparare a non nascondersi nell’ipocrisia

Non c’è una stagione teatrale che si rispetti senza una replica di Dignità Autonome di Prostituzione, lo spettacolo di Luciano Melchionna, che quest’anno ho avuto modo di vedere nello scenario di Castel Sant’Elmo a Napoli.

Il mio punto di vista

Con 49 edizioni, le oltre 450 repliche, 50 attori e 700.000 spettatori di numerose città italiane, lo spettacolo continua a mietere successi, e probabilmente proprio per il modo “crudo” in cui racconta le storie degli “attor* che prostituiscono la propria arte” in faccia a chi all’esterno conduce una vita borghese.

L’immersione in un mondo che comincia all’esterno di Castel Sant’Elmo e prosegue all’interno, negli enormi spiazzali, nelle sale, negli ancoli, in in ogni spazio o anfratto che il Castello che guarda Napoli dall’alto possa offrire.

Un momento introduttivo che vede i protagonisti gestiti dal regista Luciano Melchionna (che recita anche all’interno del format), e che si offrono al pubblico di “assetati d’arte”, ai quali all’ingresso sono stati consegnati “i dollarini”, tanto ambiti per pagare la prestazione non negando una contrattazione sul prezzo.

Il regista di Dignità Autonome di Prostituzione, Luciano Melchionna
Il regista di Dignità Autonome di Prostituzione, Luciano Melchionna

Uno spettacolo quindi che porta in se una denuncia sociale e culturale di grande impatto e che avresti la necessità di rivedere in tutte le sue repliche per assistere a quello che tutti “i protetti” di Dignità Autonome di Prostituzione hanno da raccontare, svendendo se stessi e soprattutto la propria arte.

Daniele Russo che "adesca" gli spettatori-clienti durante Dignità Autonome di Prostituzione
Daniele Russo che “adesca” gli spettatori-clienti durante Dignità Autonome di Prostituzione

Per quanto ho potuto, volendo visitare tutto il “bordello di Dignità Autonome di Prostituzione”, sono riuscito ad assistere come cliente ad una sola prestazione: quella di Daniele Russo, che nel suo angusto spazio ha raccontato oneri o onori di una vita d’attore, in maniera cruda e autentica, senza tralasciare la risata amara, ma regalando ai presenti emozioni, sorrisi e qualche lacrima grazie alla padronanza del suo trasporto emotivo.

In conclusione, i monologhi che portano gli artisti “nelle anguste camere”, servono a tradurre quelle emozioni che sono dentro le case della nostra anima, e che sono quando si è soli, faccia a faccia con una realtà che ti ha spogliato di tutti i sentimenti belli e brutti, riesci a tirare fuori.

Il motivo per cui c’è sempre necessità di repliche su repliche è sicuramente il fatto che gli spettatori-clienti, non si saziano del singolo performer, ma hanno una necessità tacita di vedere, sapere, ascoltare cos’hanno da grattare sotto al baratro le altre storie.

Dignità Autonome di Prostituzione in foto

Qualche momento “rubato” nella visita del bordello di DADP:

Doveroso però menzionare tutti i circa 45 interpreti, di più generazioni, tra attori, performer, cantanti e musicisti animano le antiche mura del Castello: Raffaella Anzalone, Raffaele Ausiello, Maria Avolio, Lorenzo Balducci, Antonio Barberio, Maria Bolignano, Davide Borrelli, Carlo Caracciolo, Betta Cianchini, Riccardo Ciccarelli, Cinzia Cordella, Valeria Cozzolino, Veronica D’Elia, Marika De Chiara, Giampiero De Concilio, Valentina De Giovanni, Rossella De Martino, Renato De Simone, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Carla Ferraro, Martina Galletta, Mariano Gallo (Priscilla), Raffaele Giglio, Luciano Giugliano, HER, Irene Grasso, Daniela Ioia, Vincenzo Leto, Viviana Lombardo, LUK, Daniele Mango, Claudio Marino, Dolores Melodia, Gianluca Merolli, Raffaele Milite, Francesca Morgante, Daniele Russo, Sabba, Simona Seraponte, Pierfrancesco Scannavino, Irene Scarpato, Sandro Stefanini, Toto Traversa, Gianluca Vesce, Annarita Vitolo, Wena.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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