Maria Giovanna Elmi: il sorriso che ha conquistato la TV

Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini

Chiacchierare con Maria Giovanna Elmi è molto più di ascoltare le storie di una professionista. Sentirla raccontare aneddoti sulla sua carriera e le sensazioni che ha provato, grazie al pubblico che le ha dimostrato il proprio affetto, ti porta a chiudere gli occhi ed interiorizzare tutto ciò che racconta, come un libro da leggere tutto d’un fiato.

Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini
Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini

Presentatrice ed annunciatrice tra le più amate della TV italiana, martedì 25 agosto ha spento ottanta candeline e a dimostrazione dell’affetto della RAI e del suo pubblico, la puntata a lei dedicata di Techetechetè ha raggiunto uno share del 17,90 per cento (con picchi di oltre il 20 per cento) e ben tre milioni e mezzo di spettatori. Noi l’abbiamo incontrata per fare un bilancio insieme dei suoi primi 80 anni.

Benvenuta a Maria Giovanna Elmi su La Gazzetta dello Spettacolo. La notorietà le è giunta come “Signorina Buonasera”, al giorno d’oggi ripercorrerebbe la stessa strada?

Grazie a voi. Sicuramente si! E’ stato un modo di entrare nelle case delle persone e farmi voler bene. Poi sicuramente cominciando a condurre programmi televisivi è stato tutto un crescendo e la conferma dell’affatto delle persone l’ho ricevuta proprio in questi giorni, in quanto un compleanno così non me lo ricordavo. Infatti mi domando: “Possibile che mi scrivono delle cose così belle?” (ndr ride).

Quello che più mi fa piacere è sicuramente l’essere ricordata… fanno addirittura dei club su di me! Forse ho fatto le trasmissioni giuste al momento giusto, o forse sono dei nostalgici dell’educazione che in una TV diversa non è più all’ordine del giorno.

La puntata di Techetechetè a lei dedicata ha fatto ascolti molto interessanti ed è stata una conferma allora…

So che è una trasmissione molto guardata e sapere che ha fatto anche “picchi di ascolto” in una puntata a me dedicata… si mi fa sentire orgogliosa.

Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini
Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini

Sono tante le pietre miliari della sua carriera, per citarne alcune: Stallone, Sanremo, Andreotti, una carriera ricca di incontri. Ma qual è stato quello che ha segnato Maria Giovanna come persona?

Ognuno a modo suo mi ha lasciato qualcosa… Ci sono anche incontri “non televisivi” che mi hanno lasciato tanto. Ricordo che eravamo “Al Matriciano” a Roma insieme ad una decina di registi ed attori e c’era anche Vittorio Salvetti (all’epoca patron di Sanremo). A fine pasto, mentre andiamo via, vediamo Audrey Hepburn seduta ad un tavolo da sola (ed ovviamente tutti a guardare). Lei fa un cenno ed arriva da me il cameriere, che mi dice che la signora Hepburn voleva conferire con me. Io mi guardo stranita perché pensavo ci fosse stato un malinteso e lei volesse parlare con qualcuno dei registi, qualche attore… ma non me. Ed invece io mi avvicino e le chiedo cosa posso fare per lei, e mi risponde: “Potrebbe fare un autografo per il mio bambino Luca? Perchè lui guarda sempre ‘Il Dirigibile’ ed è innamorato di Azzurrina!“.

Poi c’è Tony Curtis incontrato al Taormina Film Festival e una sera a cena, mentre si parlava della mia passione per il nuoto, lui mi dice che nel suo albergo c’era la campionessa di nuoto Esther Williams, e che se il giorno dopo avessi voluto, potevo andare in hotel e nuotare con lei. Ebbene io il giorno successivo avevo da lavorare e non ho telefonato per avvisare della mia assenza. Ebbene Tony Curtis la sera successiva aveva una mano aperta con il mio nome scritto sopra e chiedeva io dove fossi. (ndr sorride)
Per non essere prolissa ti dico che ho scoperto tutte queste grandi star internazionali, sono di una semplicità incredibile… magari uno meno conosciuto “se la tira di più”.

Poi i ricordi comunque sono ancora tanti: il cavallo nero di Sylvester Stallone in Israele, dove l’intervista è stata talmente lunga che hanno dovuto tagliare due domande e due risposte. O ancora personaggi come Giulio Andreotti che mi ha molto colpito, perché a prescindere dal colore politico è una persona molto intelligente e affabile: 5 pagine di intervista che contiene delle risposte che solo una persona con tal carisma poteva dare.

Il sorriso per una conduttrice TV è fondamentale. Qual è il suo segreto per il quale l’abbiamo sempre vista così raggiante?

Il segreto è amare la vita perché oggigiorno è un regalo! Quando nasci tu non sai se sei alto, basso, bello, brutto, buono o cattivo… ma ancor più non sai se sarai felice oppure infelice. Sai solo una cosa: che quella vita ha una scadenza, quindi ogni giorno è bellissimo da vivere ma è comunque un giorno di meno “alla scadenza”.

Quindi quei giorni che tu hai, devi goderteli ed io che sono una “curiosa della vita”, l’ho affrontata così, e questo mi mette il sorriso! Ho letto di un antropologo che raccontava del sorriso come la cosa più naturale di una persona, che abbiamo già da bambini quando siamo nella pancia delle mamme… e bisogna avere timore di chi non sorride.

Se parliamo della televisione di oggi, qual è il suo punto di vista? Cosa aggiungerebbe e cosa magari toglierebbe?

Fino a poco tempo fa dicevo: “la televisione è lo specchio della società”, quindi la società è cambiata e sta cambiando la televisione. Però posso dirti una cosa? Prendo ad esempio proprio Techetechetè (non il mio in particolare), ma la trasmissione in se, che registra tanti ascolti, vuol dire secondo me, che nella gente c’è ancora quel desiderio di gentilezza ed educazione che la TV regalava con Walter Chiari o con Gino Bramieri… dove non c’è una parolaccia, ma si ride ugualmente.

Magari se la gente guarda tanto queste puntate, vuol dire proprio che il pubblico vuole un ritorno a quella “pulizia”. Mi auguro anche che le nuove generazioni apprendano questa “cultura”, ed essendo i giovani lo specchio dei genitori, se questi ultimi sono i primi a parlare magari con un linguaggio non proprio pulito e corretto, è ovvio che i figli finiscono per percorrere questo tipo di educazione.

Con questo non dico che la mia generazione era perfetta, però ricordo che con l’educazione ricevuta in casa si acquisiva il proprio modo di vivere. Io ho tre fratelli più grandi di me e mio papà soprattutto ci teneva tanto al rispetto della “Lingua”. Imparare ad usare tutti i vocaboli della lingua italiana, nel bene e nel male, e capire che si può comunicare tutto in un modo eccellente.

Ricordo che una volta tornata da scuola dissi: “Papà e mo?“, così in maniera dialettale… ero alle elementari, e mio padre nello sgomento mi disse che “e mo?” non andava utilizzato, soprattutto con una Lingua così bella come la nostra… E poi con il tempo ho capito le motivazioni di tutta questa attenzione nei confronti dell’italiano: ci permette di essere forti e decisi senza essere mai fuori luogo.

Possiamo chiederle di aprire il suo cassetto dei sogni e tirarne fuori almeno uno, che Maria Giovanna Elmi ha per il futuro?

Fino ad oggi ho fatto le prove dei sogni… e sembra che siano andate bene dall’affetto che mi state dimostrando con questi 80 anni: in copertina sul Corriere e sotto di me c’è Trump. (ndr ride)

Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini
Maria Giovanna Elmi. Foto di Danilo Piccini

Parlando di televisione, ora ricomincio. C’è Rosanna Vaudetti che ha preparato un programmino per Rai 2, che si chiamerà “Non si preoccupi, ci pensiamo noi”. E saranno delle brevi puntate come telefilm da 10 minuti da realizzare, non appena si tornerà ad un po’ di normalità. Purtroppo essendoci stati dei cambiamenti di studi televisivi, non abbiamo ancora potuto fare delle registrazioni con gli ospiti e soprattutto con i tecnici impegnati in altre produzioni.

Però il sogno era stato già accolto in maniera positiva… io adesso comincio!

Un ringraziamento speciale a Maria Giovanna Elmi per la sua disponibilità, ma soprattutto per aver messo a disposizione il racconto delle sue esperienze ed il suo sorriso, per chi da sempre ama la televisione italiana di qualità!

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