Eva Henger: ho un sogno (forse) banale e mai scontato, la serenità!

Eva Henger. Foto da Instagram

Incontro Eva Henger in una serata tranquilla al Mama’s Bar di Pomigliano d’Arco (NA), dove tra uno stuzzichino e qualcosa da bere, scopro una persona in grado di trasmettere una grande serenità, ma soprattutto con una maturità importante, che sta contraddistinguendo questa fase della sua carriera tra televisione e social network.

Benvenuta ad Eva Henger su La Gazzetta dello Spettacolo. Nasci da due genitori che vivono d’arte: musica il papà e danza la mamma. Prima di vivere il mondo della moda, hai mai pensato ad una carriera artistica in una di queste discipline?

Grazie a voi… qualsiasi cosa della vita per me era arte. Io ad esempio adoravo disegnare, proprio come mio nonno. Lui faceva tutt’altro nella vita, ma durante l’età più adulta si è dedicato al dipinto amatoriale.
A me piaceva disegnare, anche se non disdegnavo la musica e la danza. Questo anche perché tutte le attività fisiche e che comportavano movimento mi piacevano perché sin da piccola sono sempre stata iperattiva.

Eva Henger alla Castaca delle Marmore. Foto da Instagram
Una foto da Instagram alla Cascata delle Marmore

La passione per il dipinto è rimasta?

Si, mi piace ancora oggi ma non ho tempo per portarla avanti. Magari fino all’età di 25/26 anni a casa ogni tanto mi dilettavo a dipingere. Poi il tanto lavoro e la nascita della piccolina mi ha completamente monopolizzato il tempo. Ora che sono più grandi però, chissà che non decida di riprendere.

Noi ci occupiamo di Spettacolo e non possiamo che parlare di cinema. Anche se per una piccola parte, sei stata diretta nel 2002 da Martin Scorsese accanto a Leonardo DiCaprio in Gangs of New York. Che ricordi hai?

Sono stati momenti bellissimi seppur ho fatto solo la comparsa nel film. Però è stata un’esperienza stupenda perché ho deciso di rimanere più di 30 giorni sul set dalle 5 del mattino per indossare parrucconi e costumi… poi durante la giornata il da farsi era poco, ma mi piaceva guardare Martin Scorzese dirigere e guardare Leonardo Di Caprio e Cameron Diaz… era tutto affascinante.

Invece del cortometraggio “Il postino sogna sempre due volte” cosa ci racconti?

Ho accettato di partecipare a questo cortometraggio del Comune di Milano per sensibilizzare i guidatori a non utilizzare il cellulare in auto. Oltre a quelli in macchina, il pericolo è per i ciclisti, perché chi va in bicicletta è ancora più esposto in quanto non c’è sempre rispetto per gli spazi del ciclista. Il problema diventa ancora più grande, nel momento in cui il ciclista si mette con il cellulare in mano mentre pedala, e li diventa un vero e proprio pericolo anche per se stesso, oltre che per gli altri.
Questo cortometraggio nasce proprio per dire “no a chi telefona mentre guida”, con la metafora del “postino in bicicletta”. Il corto è stato girato da Universitari che studiano cinema, e per me è già il quarto o quinto cortometraggio fatto con gli studenti di cinema. Mi piace aiutarli e soprattutto se con la mia presenza possono avere più riscontro, ben venga.

Eva Henger a Live non è la d'Urso
Ospite a Live non è la d’Urso

Televisione: ti senti più a tuo agio come conduttrice, come concorrente di reality o come opinionista?

Bella domanda… a volte dappertutto a volte da nessuna parte (ndr ride).
Da Barbara d’Urso sto molto bene, la conosco da anni e conosco la trasmissione, quindi un po’ mi sento a casa. Però se trovo simpatica la troupe e le persone intorno a me, sono molto tranquilla. Non mi piace la TV di persone che se la tirano e che hanno pretese.

Ciò esprime la tua semplicità. Quanto è difficile per una bella donna far capire al pubblico che si può essere anche ricche di contenuti?

E’ difficile da un lato, ma dall’altro ti aiuta. Tutte le persone che lavorano in TV e nello spettacolo in generale, vivono la bellezza non come un difetto, perché alla gente piace il bello. Se una cantante è bravissima ma anche bella, come ad esempio Beyoncè, ha sicuramente una attenzione maggiore. Per gli altri, sin dall’inizio invece, devono dimostrare di avere tanto altro e ci vuole più tempo.
Però come ti dicevo, tante volte è un’arma a doppio taglio, perchè le belle donne spesso vengono considerate “incapaci” di fare tante cose… queste favole hanno aiutato le brutte (ndr ride).

Se ti parlassi di body shaming, cosa consiglieresti alle ragazze che ti seguono sui social e ti vedono sempre in forma e magari si sentono “poco adatte”?

Beh, consigliare è difficile! Però la bellezza parte da dentro. Essere proporzionati è una fortuna, però anche una persona non perfetta, può essere bellissima se sta bene con se stessa e se riesce a trasmettere la propria sicurezza e la sua luminosità.
Chi non si sente bene con se stesso, deve lavorare su se stesso per accettarsi e migliorare quel che può nei propri limiti.

Eva Henger all'evento del Mama's Bar. Foto di Gianluca Sambiase
Foto di Gianluca Sambiase

Eva ha un cassetto dove ci tiene nascosti i propri sogni? Vuoi aprirlo un poco poco per noi?

Si ho un cassetto enorme ed ogni giorno trovo dei fogli con sogni nuovi e li metto nel cassetto… e magari ne tolgo altri perché sono realizzati o non mi interessano più.

Come e dove ti vedi tra 10 anni?

Con la realizzazione del sogno della serenità. Cerco quella, con l’amore della mia famiglia in una vita tranquilla… Ecco, il mio sogno è la tranquillità: una cosa non banale e mai scontata.

Eva Henger con Franco e Pasquale Lobefalo, e con il marito Massimiliano Caroletti. Foto di Gianluca Sambiase
Eva Henger con Franco e Pasquale Lobefalo, e con il marito Massimiliano Caroletti. Foto di Gianluca Sambiase

Si ringrazia la disponibilità del titolare del Mama’s Bistrot, Mariano Simonetti, Franco Lobefalo, Event Manager della serata e Massimiliano Caroletti per gentile concessione.

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