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Luca Biagini e l’amore per il teatro

Incontriamo Luca Biagini che ci racconta del lavoro oltre la TV

Oggi parliamo di Luca Biagini, attore impegnato in TV nell’esperienza di Sacrificio d’amore, ma con tante cose da raccontare, a partire dalla sua passione per il teatro e per il doppiaggio.

Luca Biagini, attore e doppiatore. Foto da Ufficio Stampa.
Luca Biagini, attore e doppiatore. Foto da Ufficio Stampa.

Benvenuto a Luca Biagini, ricordi le più belle esperienze a teatro?

Direi che per il teatro sicuramente sono molto legato al musical My fair lady, dove interpretavo il protagonista il professor Higgins, ma anche questo personaggio che sto interpretando in Billy Elliot (che è il papà del bambino) mi dà molta soddisfazione. E in teatro anche lo spettacolo sui fratelli Karamazov dell’anno scorso, dove interpretavo il padre dei Karamazov è stata una grande bella esperienza.

Sei stato nel cast di CentoVetrine, una soap italiana che ha fatto storia. Che ricordi hai?

Certamente il personaggio di Centovetrine mi ha cambiato un po’ la vita professionale, mi ha dato una popolarità (che naturalmente con il teatro è difficile raggiungere), quindi è stato un impegno di 3 anni e mezzo ricco di grandi soddisfazioni, in tre anni e mezzo è come se avessi interpretato in realtà, per la quantità di scenico girato, 50 film.

È quindi un’esperienza che ti lascia un segno profondo perché ti permette di interpretare situazioni completamente diverse l’una dall’altra. Ero comunque un cattivo, ma il cattivo naturalmente deve interpretare molteplici ruoli perché ha mille facce e mille risvolti e dunque ho dovuto affrontare mutazioni anche molto contrastanti e molto diverse.

E’ stato un personaggio che mi ha arricchito professionalmente tantissimo, poi naturalmente mi è piaciuto molto anche il personaggio, anche questo terribile, cattivissimo in uno dei RIS che era il professor Adler, una specie di medico paranazista, quindi terrificante, un’anima nera diciamo però dal punto di vista attoriale molto divertente da interpretare.

Il tuo rapporto con il mondo del doppiaggio?

Il doppiaggio è naturalmente una specializzazione del mestiere dell’attore e come tale non è così distante dalle altre forme espressive come cinema, teatro e televisione dove comunque devi sempre attingere al tuo bagaglio attoriale sia come tecnica sia come interprete per le capacità che deve avere di esprimere sentimenti emozioni e quant’altro.

Quindi ogni volta che faccio un buon lavoro in doppiaggio questo mi ritorna positivo per le altre attività e mi arricchisce e così quando faccio una buona cosa in teatro o in televisione o in cinema questo poi mi torna a vantaggio per quanto riguarda il doppiaggio. Quindi sono molto interconnesse non saprei distinguere ognuna ha una diversità che la fa apprezzare la fa essere interessante e apprezzabile sempre però riconducibili al mestiere fondamentale dell’attore.

Che ci puoi raccontare dei progetti futuri a partire dal 2017?

Dunque il bilancio del 2017… sicuramente è stato un buon anno, un bilancio positivo su più fronti. Intanto naturalmente c’è stata la messa in onda di “Sacrificio d’amore” e quindi è stato anche una sorpresa perché addirittura pensavamo che dovesse andare in onda più avanti. Quindi hanno anticipato la messa in onda, questo penso sia una cosa positiva. Poi vedremo i risultati finali anche se adesso c’è qualche perplessità. Poi teatralmente il Billy Elliot che mi accompagnato per molti mesi, per quanto riguarda il teatro; nel doppiaggio poi quest’anno, diciamo tra le cose più interessanti che ho fatto doppiare Michael Keaton in “The Founder”, doppiare Colin Firth in “Kingsman 2” e una nuova serie con Hugh Laurie. Quindi direi che è andato tutto molto bene.

Il 2018 si aprirà sicuramente con la ripreso per il terzo anno consecutivo del Billy Elliot e poi ci sarà da seguire un progetto cinematografico molto interessante e spero che possa andare in porto entro quest’anno perlomeno la fase diciamo preparatoria. Poi naturalmente il doppiaggio che la mia attività quotidiana e un progetto teatrale con un giovane regista con cui ho già fatto alcuni spettacoli. Quindi incrociamo le dita e ci auguriamo che sia un buon anno e poi naturalmente questo mestiere prevede anche delle sorprese che ancora non sono prevedibili.

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