Sole a catinelle, l’ottimismo ad oltranza di Checco Zalone

Checco Zalone con Sole a catinelle ha stabilito, all’uscita della pellicola, un nuovo record al botteghino, ma questo è già Storia; vero è che la variabile Natale ha fatto il suo dovere, spingendo al cinema una fetta di pubblico ben disposta verso la commedia fatta in Italia (la commedia all’italiana è ben altro, appartiene a buon titolo alla Storia della Cinematografia non solo italiana ma europea). Come ebbe a dire Vincenzo SalemmeLa gente vuole ridere” e pochi riescono a fare sold out per intere settimane come è riuscito al comico pugliese.

Checco Zalone in una scena di Sole a catinelle
Checco Zalone in una scena di Sole a catinelle

Come spesso accade, il trailer non è all’altezza del film; parziale per sua natura, riduttivo per forza di cose, esso è utile specchietto per le allodole. La sorpresa, per il pubblico in sala, consiste nell’assistere ad una proiezione dove si ride di gusto mentre si legge, tutti insieme,  una buona parte della nostra storia, del nostro presente. La crisi incombe su un rappresentante e la sua famiglia, oberata di finanziamenti per la volontà di aspirare ad uno standard di vita superiore dal punto di vista dell’immagine, del possedere; Equitalia risolve la faccenda e spazza via ogni dubbio, costringendo la famiglia a lasciare l’appartamento. E’ il momento in cui la formica e la cicala si confrontano e la formica  serra i ranghi per proteggere il cucciolo di casa.

Da qui ha inizio un viaggio fisico che attraversa l’ Italia e l’ Europa, in cui i ruoli tra padre e figlio si invertono; viaggio nel passato (l’infanzia di Checco dalla zia in Molise) ma anche viaggio nel presente parallello al nostro, dove forse l’altro ha un problema più grande del nostro (il mutismo selettivo di Lorenzo); nel gesto di inconsapevole e gratuita solidarietà di Checco verso Lorenzo (lo sblocca e fa in modo che il bambino torni a parlare) c’è tutto il senso del film: la crisi non si supera con il coraggio dei grandi gesti, né mettendosi dietro al carro del vincitore.

E passare, più o meno indenni dal punto di vista etico, nel mondo dorato dell’Alta Finanza, dimorando in lussuose ville e facendo piccolo cabotaggio su yachts da favola, serve al protagonista per comprendere che ciò che desidera veramente è la sua vita di prima, l’amore che aveva, la sua famiglia. Solo il coup de scène finale gli permette di avere anche la ricchezza, a prezzo, però, di un drastico cambio di atteggiamento nei confronti dell’ eterno femminino. Il tutto viene condito dalle battute veloci e spiritose di chi ha scritto soggetto e sceneggiatura (C. Zalone e Gennaro Nunziante) e servito con una colonna sonora che rivela, a chi ancora non lo sapesse, che bravo musicista sia il Dott. Luca P. Medici, che, per festeggiare la nascita di sua figlia, termina questo lungometraggio con il video di “Dall’ovaia a Gaia”.

Il pubblico sovrano ha già decretato il successo di questo film con il premio “Biglietto d’oro”, surclassando l’americano J. Cameron (regista di Avatar e Titanic ). La comicità intelligente non è, evidentemente,  solo per chi frequenta il cinema d’essai.

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