Teatri di Pietra: quando archeologia ed arte si uniscono nell’Anfiteatro Campano

Per festeggiare i 20 anni di attività della rete culturale dei Teatri di Pietra, dopo ben 2 mesi di successi già vissuti nei siti archeologici e monumentali di Lazio, Sicilia e Toscana, ecco che il nuovo scenario tocca la Campania.

Insieme alla Direzione Regionale Musei Campania, con il patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Santa Maria Capua Vetere, la prossima meta evento sarà l’Anfiteatro Campano, l’arena famosa per le gesta del gladiatore Spartacus, che vedrà l’esecuzione di tre spettacoli dal 28 agosto all’11 Settembre 2020.

Teatri di Pietra all'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere

Tra danza e teatro, andranno in scena Tempesta, Medea e La Danza di Zorba.

Le dichiarazioni

Il direttore artistico Aurelio Gatti racconta: “Crediamo nel rilancio culturale e sociale in Terra di lavoro, partendo da Santa Maria Capua Vetere, città che 20 anni fa diede i natali al progetto dei Teatri di Pietra. Realizzare una manifestazione all’Anfiteatro, oggi, assume una valenza particolare: significa riposizionare il patrimonio culturale e archeologico al centro della ripartenza, dare fiducia alla cittadinanza attraverso il suo monumento più rappresentativo affinché il distanziamento sanitario fino ad oggi richiesto, non si muti in un distanziamento sociale e culturale“.

Teatri di Pietra

Nata nel 2000, negli anni si è sviluppata in molte regioni del centro Sud riuscendo a coniugare arte e archeologia, paesaggio e produzione culturale ospitando sui propri palcoscenici artisti come Dario Fo, Giorgio Albertazzi, Tato Russo, Lello Arena, fino al corpo di ballo del Teatro Bolshoi di Mosca.
In occasione dell’importante anniversario, l’iniziativa prevede tre imperdibili appuntamenti, con opere ispirate al tema classico e del mediterraneo.

Il cartellone eventi

Si partirà venerdì 28 agosto con “La Tempesta” tratta dall’ Eneide di Virgilio, regia e coreografia di Aurelio Gatti.

Il 2 settembre andrà in scena “Medea” da Euripide a cura di Maria Venuso, regia e coreografia di Edmondo Tucci, già primo ballerino del Teatro San Carlo di Napoli.

La chiusura l’11 settembre sulle note del Sirtaki con “La danza di Zorba” un omaggio alla fiducia nella vita, liberamente ispirato al romanzo di Nikos Kazantzakis, per la regia di Giulio Pesacane.

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