Rosario Terranova omaggia Franco Franchi in L’Ultimo dei Comici

Con il suo talento artistico, il suo piglio e il suo essere profondamente siciliano e attaccato alle proprie radici, Rosario Terranova è diventato uno degli attori più interessanti ed apprezzati della scena attuale.

Rosario Terranova
Rosario Terranova. Foto da Ufficio Stampa

Si è distinto sia a teatro, dove risiedono le sue origini, che in TV con trasmissioni popolarissime come Tribbù, Tintoria, Made in Sud ma anche con seguitissime fiction come Distretto di Polizia, Squadra Antimafia, Il Commissario Montalbano, Don Matteo e al cinema con Sicilian Ghost Story, Buona Giornata di Carlo Vanzina,

Il Professor Cenerentolo di Leonardo Pieraccioni e recentemente Bene ma non Benissimo, scritto da Fabio Troiano e prima prova da regista di Francesco Mandelli. Ma il futuro immediato di Rosario Terranova è di nuovo al teatro, con lo spettacolo L’Ultimo dei Comici che lui ha voluto dedicare interamente al suo mito e maestro, Franco Franchi…

Rosario, parliamo un po’ dei suoi esordi artistici…

Nasco con il teatro con un gruppo di cabaret a Palermo, non a caso è stato Pippo Spinuzza a mettermi su quattro tavole di palcoscenico. Ero adolescente ed ho incontrato quest’uomo straordinario che mi ha plasmato e fatto innamorare, se già non lo ero, del teatro. Poi ho fatto tanto cabaret e teatro comico, io appartengo alla generazione di quando per arrivare ai programmi televisivi bisognava fare i festival e così ho fatto. Ho girato l’Italia vincendo i piu importanti come il Premio Sarchiapone Walter Chiari, il premio Franco Franchi Ciccio Ingrassa, il premio Enzo Biagi, prettamente per il teatro e il Premio Charlot che mi ha materialmente aperto le porte della tv.

E da lì sono arrivate le partecipazioni ai programmi televisivi…

Si’, è arrivato il primo programma su Raidue, Tribbù e contestualmente mentre si lavorava a questo programma Rai nell’hinterland milanese bussammo alle porte di Zelig dove si accedeva ad un laboratorio non finalizzato all’arrivo in tv. Ma quel provino andò cosi bene che fui catapultato in tv direttamente con Zelig Off e quindi con Zelig. Poi da li arrivo il Maurizio Costanzo Show. Costanzo ci aprì le porte del Teatro Parioli, in cartellone con il nostro spettacolo e poi non ci siamo piu fermati…

Lei quindi deve molto a Costanzo…

Tantissimo, lui è una persona che ha creduto in me fin da subito. Purtroppo sono arrivato in un momento in cui aveva già chiuso il Maurizio Costanzo Show, poi quando lo riprese avevo questo appuntamento, una volta alla settimana il giovedì, in cui ero suo ospite…Fu un’esperienza bellissima.

Nei suoi lavori a partire da Rinaldo in Campo ma anche Sicilian Ghost Story o Il Commissario Montalbano c’è una forte impronta siciliana. Quanto è bello portare le proprie radici sul lavoro?

E’ stata quasi una scelta che ho fatto fin da subito. Mi sono detto: non voglio staccarmi dal mio essere siciliano, in ogni caso voglio portare la mia natura e cosi e stato. Tanti miei personaggi hanno avuto quel marchio, la mia “sicilitudine” della quale io mi vanto. Non ultimo nel prossimo spettacolo che farò, L’ultimo dei comici, interamente dedicato a Franco Franchi.

Il suo più recente film, Bene ma non Benissimo, tratta il tema del bullismo. Lei si è misurato nella vita reale con questo dramma?

Si’ anche se in realtà da uomo ormai di quasi 44 anni sono appartenuto ad una,scuola che era ancora ovattata, fatta di tanto rispetto nei confronti degli insegnanti ed anche fra di noi allievi. Quindi nella mia classe non ho vissuto del vero e proprio bullismo. Purtroppo oggi nelle cronache quotidiane si legge e si vede di tutto. Quando Fabio Troiano al quale mi lega un amicizia nata durante Rinaldo in Campo, mi sottopose questa sceneggiatura mi disse di aver pensato a me per il ruolo del papà di questa ragazzina, Candida. Non essendo padre nella vita per me è stato impegnativo misurarmi in questa parte, dovevo essere il papà di una adolescente, quindi un’età particolare, critica bella e importante, che non aveva più la madre. Anche qui doveva esserci la mia Sicilia. Nella storia, infatti, la lasciamo per problemi economici e andiamo aTorino. Io in questo ruolo ci ho messo tutto quello che potevo. E’ una storia risultata molto gradita, infatti ancora la portiamo nelle scuole e la gente si commuove. Non è soltanto una storia di bullismo ma parla anche dell’amore di un genitore nei confronti di un figlio, dell’amore di un figlio nei confronti di un genitore che non c’e piu, come nel caso di Candida, del primo amore tra i banchi di scuola, insomma, di vari tipi di amore. Si tratta di un film molto dolce, ma con tematiche importanti, una svolta nel mio percorso artistico e mi sta dando tante ma tante soddisfazioni.

Tra le sue esperienze c’è anche qualcosa di più leggero, per esempio Il Professor Cenerentolo di Pieraccioni. Cosa ricorda di quel film?

L’allegria del set. Lavorare con Pieraccioni è stata un’esperienza bellissima perchè lui è cosi nella vita. Nel provino dovevo essere me stesso, divertirmi e far divertire. Nel film mi ritrovo con Sergio Friscia a vivere da carcerati con il Professore che ci dirigeva. E’ stata un’esperienza molto bella, un film leggero ma con un bel messaggio di riscatto nei conforti della vita.

Prima ha accennato allo spettacolo teatrale L’Ultimo dei Comici. Quando debutterà?

A fine luglio a Palermo in un luogo particolare, nell’atrio di un palazzo storico nel centro di Palermo a poche centinaia di metri da dove Franco Franchi nacque artisticamente esibendosi per la strada. Lui è sempre stato la mia musa in ogni cosa che ho fatto, per me resta un maestro irraggiungibile e proprio come dice il titolo dello spettacolo, veramente l’ultimo dei comici. L’ho studiato da bambino, ho studiato la sua mimica, me ne sono innamorato guardando i suoi sketches. La sua forza e il suo modo di esprimersi è una lezione di teatro per me, una scuola di recitazione. Durante il mio percorso artistico lui si è presentato tante volte ma io l’ho capito soltanto dopo. Il mio primo regista fu con lui attore ne Il giardino degli Aragonesi, vinsi il premio a lui dedicato ed ebbi il ruolo scritto per lui da Garinei e Giovannini ne Il Rinaldo in Campo, abitando il suo camerino

Insomma, un filo invisibile che attraversa la sua carriera…

Si’, così ad un certo punto ho detto: apro quel cassetto. Avevo questo sogno di fargli un omaggio, di raccontare un lato sconosciuto di Franco Franchi, la sua altra faccia, il suo lato di uomo, scrittore e cantante che quasi nessuno conosce. Dietro ogni grande comico c’è sempre una parte di vita molto drammatica. Io cercherò di raccontare questo lato di Franco Franchi al grande pubblico.

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Un commento

  1. Sergio Mustilli

    Ho conosciuto Rosario Terranova in un contesto diverso da quello artistico. Siamo diventati amici davvero di quel tipo di amicizia che Rosario incarna senza averla mai conosciuta per “logica di calendario” avendo quasi la meta’ dei miei anni, un’ amicizia fatta di valori, di profondi sentimenti , di rispetto dell’ altro che oggi non si ha più tempo e, forse, voglia di praticare. Mi è anche capitato, per caso, di apprezzare alcune sue interpretazioni televisive che, nel contesto in cui si svolgevano, valuto di altissimo profilo. Ma, il Rosario Terranova che mi si presenta ora , l’attore che non coltiva solo una passione giovanile ma incarna, con tutti i crismi, il ruolo di Attore che, da spettatore attento, ritengo gli competa , no, quel Rosario Terranova sono lieto di conoscerlo adesso, e per la prima volta.

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