Gli amici se ne vanno al Nuovo Teatro Sancarluccio

Massimo Masiello 1

Dal 28 al 31 maggio nell’ambito della rassegna ‘Maggio D’Arte’ è andata in scena la rappresentazione de ‘Gli amici se ne vanno – le note ineguali di Umberto Bindi’ al Nuovo Teatro Sancarluccio interpretato da Massimo Masiello, scritto da Gianmarco Cesario e Antonio Mocciola.

Parlare di Umberto Bindi , il capostipite della canzone d’autore appartenente alla scuola genovese negli anni sessanta, di cui hanno fatto parte Luigi Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, Bruno Lauzi, è come camminare su pezzi di vetro, quelli della sua fragilità personale, che fanno parte della purezza cristallina del suo talento musicale.

Lo spettacolo proposto accompagna il pubblico per mano, attraverso le fasi della vita dell’artista, con eleganza senza mai scivolare nella banalità della visione moralista o il suo contrario, trattando con una sensibilità ed una sceneggiatura matura e sicura la narrazione della storia.

Copione calzante per Massimo Masiello che ne ha reso ogni drammatica sfumatura con un’interpretazione intensa e raffinata, sopportando con l’ottima intonazione le canzoni più famose appartenenti alla discografia di Bindi, che gli diedero popolarità e successo.

Toccante è la trattazione sull’impossibilità di cantare le proprie canzoni, dove Bindi è una delle prime vittime di ciò che le case discografiche compiranno a scapito degli artisti e delle loro vite, o di come venga spremuto come compositore in quanto ‘slot machine’ ovvero una macchina per fare soldi, anche se l’appellativo che accompagnava il resto della frase era dell’ortaggio riservato a coloro che rientrano nella terza sessualità.

L’essenziale scenografia ideata da Francesco Esposito risalta per il sapiente uso delle luci di Megaride, che sottolineano il bianco e nero, tipico dell’epoca, che sfumano, accolgono o rimbalzano l’eco dell’animo del personaggio-Bindi, che Masiello onora con coreografie di ottima fattura.

Nel racconto dell’ascesa, del trionfo, dello scandalo e dell’oblio dell’artista, emergono frasi come ‘Il peso di una vita già vissuta ma in realtà mai sfiorata’ che rendono aulico il dramma interiore del protagonista, o quando si riferisce all’appellativo di invertito ‘Io un irregolare nella gabbia, nella quale hanno liberato i miei demoni’ riferendosi alla liberazione dal segreto impronunciabile per l’epoca.

Le elaborazioni musicali dei grandi successi da parte dei Letti Sfatti, ha fatto rivivere attraverso la potente voce di Masiello brani come ‘Arrivederci’, ‘Il nostro concerto’, ‘Il mio mondo’, ‘Non mi dire chi sei’, ‘Gli amici se ne vanno‘.

Una storia triste ed intensa che fa riflettere su come le riserve mentali diventino irrispettose della privacy della persona, fino a privarla della dignità. Una storia che appartiene ad un passato non troppo remoto, ma le cui radici non sono ancora del tutto estirpate ancora oggi.

Autore: Laura Scoteroni

Partenopea di nascita, viterbese di adozione. Giornalista con la passione per la cultura, la musica di qualità, la poesia. Attraverso le parole fermo il tempo di avvenimenti, note e immagini. Scrivere per me è come respirare, se possibile senza asma.

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