Raimondo Rossi
Raimondo Rossi. Foto da Ufficio Stampa

Raimondo Rossi: quando lo street style styling fa scoprire un artista.

Personaggio poliedrico, Raimondo Rossi, conosciuto anche come Ray Morrison, è sotto le attenzioni dei fotografi di street style asiatici, europei, e americani, ed è stato appena scelto dalla rivista svizzera NZZ come una delle 10 icone di stile per la Moda Uomo.

Raimondo Rossi
Raimondo Rossi. Foto da Ufficio Stampa

Ciao Ray, hai iniziato come street style stylist e ora fai molto di più.

Buonasera, innanzitutto felice per questa intervista con voi. Si vero, ho iniziato curando il mio styling personale e fin dalla prima uscita alla Firenze Fashion Week (Pitti Uomo) e alla Milano FW i fotografi, a inizio 2015, mi hanno scelto fra i migliori style degli eventi. Il primo è stato il New York Times, e ovviamente per me è stata una grande sorpresa.

E poi che è successo?

Nulla di strano, ma più o meno sempre, da quella volta, agli eventi di Moda Uomo vengo selezionato dai vari fotografi internazionali fra le persone da postare negli articoli di “best of”. Da lì poi iniziai comunque a far foto e blog, per poi passare a fotogiornalismo per riviste inglesi o direzioni artistiche per shooting.

Lavori in più settori quindi

Beh sono tutti aspetti diversi di una stessa cosa, un’espressione di armonie, poco conta poi su quale tipo di lavoro. Sono indipendente comunque, accetto i lavori interessanti che mi vengono proposti e cerco di realizzarli al meglio. Vorrei orientarmi sull’estero però, in particolare più a Los Angeles, che conosco e mi piace.

Hai già incontrato celebrities?

Raimondo Rossi
Raimondo Rossi. Foto da Ufficio Stampa

Beh si, da Orlando Bloom a Tilda Swinton, da Tess Holliday a Chris Hemsworth. Gigi Hadid o Lineisy Montero. Solo qualche colloquio, non siamo certo in contatto, ma devo dire che ognuno di loro ha una bella personalità. Sono interessato però, più che alla facciata, a fare reportage che diano a tutti la possibilità di vedere gli eventi come se fossero là in prima persona, raccontando la parte più vera dei dietro le quinte.

Questo è il tuo scopo principale?

Si vorrei che ogni persona capisse che può creare bellezza, esprimendola in uno styling, in una foto, nel disegnare un abito, nello scrivere un qualcosa. Vorrei fare capire che il sistema che nella moda viene imposto, riuscire a essere notato solo se si esce da scuole apposite e con conoscenze giuste, è un sistema sbagliato, che non da spazio ai veri nuovi talenti e lascia passare solo quelli con le spalle coperte. Allora si che si vedrebbero cose belle. Le sfilate, al momento, sono tutte, contaminazioni senza direzioni precise. A mio parere, poche sono le cose davvero originali.

Progetti prossimi?

Devo riprendermi da forti mal di schiena, ma ormai la Moda Uomo è alle porte, a inizio Giugno, e più o meno tutte le riviste saranno là. In particolare andrò a salutare una delle personalità più importanti per la Moda a livello mondiale, che mi segue. E, tempo rimasto permettendo, disegnerò, solo per diletto, un paio di abiti da indossare. Quando l’ho fatto sono stati molto apprezzati, e pubblicati, e mi ha fatto piacere. In fondo anche questo è dare spazio, senza pressioni, alla creatività.

Un saluto?

Grazie mille a La Gazzetta dello Spettacolo. Un onore essere scelto e notato dal vostro magazine.

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