Clementino e Raffo Art: aspettando il grande show, non si dimenticano le origini

Metti una sera qualche giorno di Natale, metti insieme tanti ospiti e aggiungi un grande evento con protagonista Clementino, uno dei talenti rap più apprezzati della scena musicale italiana.

Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov
Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov

Non essere al Teatro Palapartenope di Napoli Lunedì 23 Dicembre 2019, diventa impossibile. Ed è così che dopo due anni dall’ultimo disco, Clementino presenterà il suo nuovo lavoro in una chiave “più matura”, insieme a tante guest star. Infatti, per questo ultimo lavoro, le collaborazioni sono state con nomi giovani e illustri della scena rap italiana come la giovane promessa Nayt, Fabri Fibra, Gemitaiz e Caparezza.

Noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più sulla su questa sua crescita musicale, ma soprattutto su cosa è cambiato dal Clementino che faceva free-style in strada, rispetto a quello che oggi riempie i grandi palazzetti della musica. Insieme a lui in questa chiacchierata a sei occhi, l’amico Raffo Art.

Benvenuto Clementino su La Gazzetta dello Spettacolo. Un percorso il tuo che parte da lontano, che ti porta al successo ma che non ti fa mai dimenticare le tue origini…

Si grazie ragazzi, come vedi questa sera sono con uno degli amici che sarà presente al concerto del Palapartenope, Raffo ART. Lui per me è uno dei più grandi artisti che abbiamo in Italia ed io chi reputo un fratello “umanamente e professionalmente”, proprio perché chi parte dalla strada per crescere non dimentica mai il suo passato. Ci accomuna l’hip-hop, il writing, il rap… tutto quello che nella mia carriera è stata una spinta in più per portarci lontano dalle “brutte strade”. Una cosa che può salvare tutti è proprio l’arte: fare teatro, fare rap, fare sport, fare attività e tenere in primo piano l’amicizia.

Raffo, sei d’accordo con Clementino?

Raffo: Certo! La cultura ti può salvare e fortunatamente nasciamo con un dono: abbiamo capito quale era il nostro dono e lo abbiamo fatto diventare il nostro lavoro. Noi ci prendiamo spesso in giro perché siamo amici, ma abbiamo le stesse fondamenta.

Raffo Art - Se puoi sognarlo puoi farlo. Foto da Facebook
Raffo Art – Se puoi sognarlo puoi farlo. Foto da Facebook

Clementino: Noi spesso ci prendiamo in giro, ma veniamo dalle stesse fondamenta, quelle dell’hip-hop che si divide in sketch, break-dance, writing e rap ed abbiamo seguito quella strada che ci ha salvato, ma specifichiamo il senso. Non è che diventi un rapinatore se non lo fai, però sicuramente ti aiuta a trovare un futuro… la cosa che forse poteva mancare a noi perché non avevamo una “Assicurazione per il futuro”, essendo noi ragazzi di provincia.

Voi siete professionisti che partono da una gavetta. Oggi tanti ragazzi arrivano tramite i social e non tramite gavetta. Che ne pensate?

Clementino: Io penso che già per venire dalla provincia devi fare un passo in più rispetto ad una grande città come Roma, Milano o la stessa Napoli. Però qualsiasi cosa tu decida di fare, devi studiare, devi seguire il tuo percorso. Raffo dipinge dagli anni ’90, il faccio Rap dagli anni ’90… penso che nel nostro abbiamo studiato e vissuto. Se arriva uno che fa Rap o Writing da un giorno all’altro, anche se può totalizzare “tot” views o “tot” ingaggi, devi mettere in conto che di base deve studiare.

Costruirsi una carriera con lo studio, a prescindere dal lavoro che scegli di fare è qualcosa di molto importante.

Raffo: Io mi sento forte proprio perché ho 25 anni di trascorso alle spalle di costruzione di una carriera. Non è che uno deve raccontare frottole o fare magie per arrivare al successo: costruisci una cosa che piano piano hai portato a galla.

Clementino: …che poi è una cosa che senti dentro di te e la porti a galla man mano. Magari volevo fare break-dance o writing, ma poi quando mi sono accorto che il Rap era la mia strada, ho preso quella! Sono andato a cercarla la mia strada.

Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov
Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov

Avete toccato un argomento importante: gli anni ’90. Quelli definiti il periodo della qualità: che differenza c’è tra ieri e oggi nel vostro mondo?

Clementino: Oggi è tutto più veloce, prima la popolarità dovevi conquistarla, io dovevo fare le gare di free-style, se volevo fare un pezzo e farlo ascoltare ad un noto produttore del Nord, dovevi registrare la canzone, vedere quale studio te la registrava, poi inciderla, poi fare mix e master. Poi dovevi mandare la cartolina con all’interno la cassetta e sperare che arrivasse a destinazione. Io oggi in 5 minuti con uno smartphone, faccio la canzone, il video e lo metto sui social.

Raffo: Io prima dovevo scendere e conquistare ogni singolo muro, oggi faccio un grafito, lo metto on line e lo vede tutto il mondo con 1 milione di visualizzazioni.

Clementino: Noi che veniamo dagli anni ’90 siamo spesso chiamati dai giovani “Leggende” e questa è una cosa importante perché vuol dire che ad un obiettivo ci siamo arrivati, ora tocca mantenere quell’obiettivo.

Parliamo del concerto del 23 Dicembre al Teatro Palapartenope…

Clementino: Ci stiamo lavorando, lavorare sempre perchè nessuno ti regala niente, nemmeno le persone a teatro. Organizzeremo una bella sorpresa: tanti ospiti li ho già annunciati, come i 99 Posse, Peppe Soks, Ntò dei Co Sang, Enzo Dong e tanti ancora non li ho annunciati…

Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov
Clementino by Bogdan _@Chilldays_ Plakov

Assicuriamo uno spettacolo incredibile perché è la prima volta che mi cimento sul palco con una band live, ed è la prima volta che mi trovo quindi con basso, chitarra, batteria, tastiere e DJ alla Linkin Park.

E’ una cosa che ho sempre voluto fare perché dopo tanti anni Rapper e DJ, mi sono detto: facciamolo con la band e vediamo cosa succede e tiriamo fuori una cosa figa!

Ovviamente La Gazzetta dello Spettacolo sarà all’evento in prima linea, per raccontarvi quello che sono le emozioni che un giovane talento arrivato dalla strada, porterà sul palco per i suoi fans, in veste di “leggenda”!

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