Lando Buzzanca, essere attore è energia

Con noi oggi un grande del cinema italiano il mitico Lando Buzzanca. Chi non lo conosce. Appare opera impervia fare una sua presentazione, ma non possiamo non ricordare che questo grande attore palermitano ha recitato davvero in una infinità di film persino ai suoi esordi fa la controfigura in Ben-Hur.

Lando Buzzanca. Foto da Facebook
Lando Buzzanca. Foto da Facebook

Il debutto ufficiale è nel ‘61 con il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all’italiana. Recita poi in Sedotta e abbandonata, film entrambi diretti da Pietro Germi.  Nel 1967 è la volta di Lattuada che lo dirige nel Don Giovanni in Sicilia.  Da sempre il pubblico lo ama per il suo empatico e spontaneo modo di porsi sia nella vita, così come nella recitazione.

Il passo sulle scene internazionali è nel 1971 con il film di Pasquale Festa Campanile “Il merlo maschio”. Recita con le più grandi attrici come Barbara Bouchet, Claudia Cardinale, Joan Collins, Catherine Spaak,  Senta Berger e molte altre. In TV, un programma di enorme successo, è stato “Signore e signora”, nel 1970 in cui è al fianco di Delia Scala. Nel 2005 ecco un ulteriore programma di grande successo la fiction “Mio figlio”, nel quale interpreta il padre di un ragazzo omosessuale.

Nel 2007 con il lungometraggio “I Viceré” di R. Faenza, viene candidato al David di Donatello per il miglior attore protagonista e vince il Globo d’oro al miglior attore. Nel 2012 con la fiction “Il restauratore”, ottiene un ulteriore grande successo. La fiction è seguita da oltre 6 milioni di spettatori. Successo ripetuto anche nella seconda serie che andrà in onda due anno dopo nel 2014.

Lando Buzzanca benvenuto e grazie davvero per essere con noi per questa intervista. Tu ami ed hai davvero tanto amato questo mestiere, lottando per fare l’attore, anche soffrendo la fame. I tuoi esordi sono stati difficili, una vera gavetta, che ti ha poi reso un grande. Ci vuoi raccontare un aneddoto di quel periodo?

Di gavetta ne ho fatta e tanta! Dormivo nei portoni ed una notte, affamato, sono entrato in un bar e, evitando sguardi indiscreti ho preso (in prestito) poche lire dalle mance ed ho ordinato cornetto e cappuccino, rimettendo doverosamente il resto li’ dove era giusto che ritornasse. L’amore per questo “mestiere” per me non ha avuto mai fine e mai l’avrà.

La tua risata, il tuo sorriso aperto sono comunicativi, ma hai passato anche periodi di enorme difficoltà emotiva. Il lavoro che tanto tu ami, ti aiutato a superare i brutti momenti?

Essere attore è un’energia, una forza infinita che riesce a darti la giusta dimensione anche nei momenti più tristi della vita così com’è stato dopo la morte della mia adorata moglie Lucia.

Hai vinto, lo dicevamo nella tua presentazione, il Globo d’oro al miglior attore, quali emozioni ti ha dato vincere questo premio?

“I Viceré” è un capolavoro. Vincere un Premio del genere è la conferma che anche se qualche David di Donatello non ti viene assegnato il “Golden Globe” te lo meriti tutto.

Oggi rispetto agli esordi le cose che fa Lando Buzzanca sono senza dubbio di grande livello, e sospetto cose che ti piacciono, altrimenti non le faresti. E’ così?

Io ho sempre scelto di fare ciò che volevo. I miei esordi sono stati segnati da grandi film con grandi registi e anche tutto il filone dei film anni ‘70 erano piccole opere cinematografiche realizzate da veri registi che, contrariamente al pensiero dell’epoca, sdoganavano in pieno il mito del super uomo: la superiorità della donna veniva fuori in maniera straordinaria.

Hai fondato con Francesca Della Valle la “Buzzanca e Della Valle Production” come ci si sente nell’essere dall’altra parte della barricata, non attore ma produttore e regista?

Ho fondato con Francesca della Valle la Production perché era nell’aria la voglia di creare per la Tv ed il Cinema qualcosa che mi vedesse “padre” dalla nascita. Io rimango attore ed il regista l’ho fatto tante volte pur non firmando nulla perché io sono così, senza fronzoli. Che sia chiaro … le rogne sono solo di Francesca … io prendo il meglio del Production (occhiolino Buzzanchiano !!!!)

Qualche domanda un pochino più personale me la consenti? Ad esempio una qualità che apprezzi sopra a tutte, nelle persone che incontri per lavoro o meno, qual è?

La qualità che apprezzo al di sopra di tutto è l’onestà che credo sia anche una mia caratteristica.

Sei siciliano, anche se da anni vivi a Roma, quanto sei legato alla tua terra natia?

Alla mia Palermo sono molto legato tanto che ci torno volentieri. Ultimamente eravamo lì con Francesca per girare un trailer per un futuro lavoro cinematografico “Non Toccare Quella Casa!!!” di cui sono anche regista oltre che protagonista … insomma, una bella storia!

Un’ultima domanda, ad un emergente, attore o regista che sia,  che vuole intraprendere la strada della settima arte, cosa consiglieresti?

Di non fare questo mestiere … dovrei dire ma se sei convinto di doverlo fare Il mio consiglio è: lavora, lavora, lavora, studiando seriamente e con serietà.

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