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Sabrina Tutone, poetessa in teatro

A tu per tu con Sabrina Tutone

Sabrina Tutone debutta a teatro! Proveniente dal mondo della poesia grazie al quale ha già ottenuto buoni consensi Sabrina, nipote del celebre attore Lando Buzzanca, si lancia con passione nella recitazione con un ruolo intenso e complesso in Padre e Figlio.

Tratto da un testo teatrale del Professor Antonio Saccà nell’adattamento teatrale di Sandro Calabrese, la piecè tratta di un duplice fallimento, quello di un padre e di un figlio e dei loro fallimentari rapporti, in scena in anteprima nazionale al Teatro Petrolini in Via Rubattino, 5 a Roma il prossimo 5 giugno alle ore 18,30. Una sfida artistica per l’affascinante Tutone che sembra sempre più intenzionata a seguire le orme della sua famiglia e a dedicarsi a pieno titolo alla carriera d’attrice…

Sabrina Tutone, la tua prima soddisfazione in campo artistico l’hai avuta grazie alla poesia, vero?

Sì, mi sono classificata al secondo posto al I° Concorso della Casa Editrice Serena di Viterbo con le mie Poesie Surrealistiche. E pensare che non volevo nemmeno partecipare a quel concorso, è stato un amico che mi ha convinto ed incoraggiato. Sarà che io sono una persona molto riservata, quasi gelosa di tutto quello che scrivo perchè nelle mie poesie metto quello che sono. Certo, alcune cose che scrivo sono inventate, altre invece mi appartengono di più e quando le persone le ascoltano, è un po’ come se ti spogliassero…

L’attività di poetessa ti impegna parecchio…

Sì ma partecipo spesso anche a delle conferenze, faccio riprese, fotografie. Da quando collaboro con il Professore Antonio Saccà docente di Sociologia delle forme espressive nella scuola di perfezionamento di ricerca sociale nella Facoltà di Statistica all’Univeristà di Roma La Sapienza, con il quale studio, mi sono riavvicinata alla poesia, all’arte. Tra l’altro è lui l’autore di Padre e Figlio, il testo con il quale debutto a teatro.

Già più di una volta ti è capitato di “recitare” le tue poesie di fronte al pubblico…

Sì, grazie a Corrado Croce, direttore artistico del Teatro Stabile di Ostia, ho letto le mie poesie d’amore durante la serata Presenta il tuo Libro. Poi è iniziata la mia collaborazione, se così possiamo chiamarla, con la Maisons des Artistes un’associazione culturale e artistica che lo scorso 19 maggio mi ha voluto omaggiare con una serata evento dedicata ai miei scritti alla biblioteca Villa Leopardi di Roma.

Arriviamo finalmente al tuo debutto a teatro con Padre e Figlio. Di cosa parla questo spettacolo?

Ognuno degli attori porta sul palcoscenico un problema e tutto gira intorno ad un ragazzo che di problemi alla sua famiglia ne crea tantissimi. Diciamo quindi che ognuno di noi del cast è protagonista a proprio modo.

Il tuo ruolo?

Io interpreto una prostituta e simboleggio il problema che ha questo giovane a relazionarsi con le donne in modo “normale”. Per cercare di liberarsi di questa difficoltà lui ricorre ad una compagna a pagamento. Arriva a perdere la testa per lei, non la considera soltanto una prostituta, ma viene rifiutato.

Come ti sei avvicinata al teatro?

Intanto ho sempre letto testi teatrali ed ho sempre frequentato il teatro, fin da quando avevo 10 o 11 anni. Ci andavo almeno un paio di volte alla settimana. Poi per due anni ho frequentato la Scuola di Portamento e di postura quindi ho acquisito una certa esperienza su come pormi e come muovermi. Essendo la nipote di Lando Buzzanca, quando ero ragazzina mi capitava spesso di trascorrere a casa sua le vacanze estive e quindi lo vedevo imparare testi teatrali, fare esercizi per impostare la voce…Anche questo mi ha avvicinato al teatro. La vena artistica io ce l’ho nel sangue!

Quali sono le tue emozioni a pochi giorni dal debutto?

Diciamo che sono un po’ provata da questo ruolo perchè ovviamente il mio personaggio non mi somiglia affatto. Sto comunque impegnandomi per portarlo sul palcoscenico nel migliore dei modi. Le prove finora mi hanno confortata anche se ci sono stati dei momenti complessi e molto intensi. Ci sono attimi in cui il mio personaggio tratta molto male Luca, il ragazzo protagonista, e devo dire che sono stata costretta ad essere molto realistica sia nelle parole che nei movimenti. Ecco, tutto questo non fa parte della mia personalità perché io sono una persona molto sensibile.

Dunque adesso per il futuro, Sabrina Tutone si vede proiettata nella veste di attrice?

Sì. Ho iniziato dal niente e sto andando avanti grazie soprattutto ad alcune persone che lungo il mio cammino stanno avendo fiducia in me. Sono due anni e mezzo che mi sto dedicando a questa attività e inizio a vedere i risultati. Ho già diversi copioni che mi hanno sottoposto e deciderò sul da farsi. E’ tutto frutto del mio duro impegno ma devo dire che nonostante tutto non me l’aspettavo.

Pensi di aver ereditato il talento d’attrice dalla tua famiglia?

Credo proprio di sì. Come ho già detto sono nipote di Lando Buzzanca e dovete considerare che nella famiglia c’è una specie di anomalia, visto che mio zio e mia zia sono cugini quindi siamo doppiamente parenti poi alcuni dei miei cugini sono anche loro attori. Insomma, la recitazione è nel mio DNA!

Autore: Susanna Marinelli

Giornalista pubblicista, ha scritto tra le altre per le riviste Cioè, Debby, Ragazza Moderna, Vip, Eva 3000, Grand Hotel, Gossip, Tutto, Nuovissimo...Ha partecipato come ospite a varie trasmissioni tv tra cui La Vita in Diretta e in radio per Radio2Rai.

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