Max Piro separato dal suo Beethoven per colpa di chi non sa amare

Max Piro è un bravo musicista e cantautore che vive in provincia di Varese, e fino a qualche tempo fa condivideva le sue giornate con un fidato e fedele amico di nome Beethoven, un bellissimo labrador di soli 7 anni, che “qualcuno che non sa amare” ha ucciso, avvelenandolo.

Benvenuto Max Piro, non ho parole per quello che è accaduto a Beethoven… mi spiace davvero immensamente. Vuoi raccontare cosa è successo quel triste 23 febbraio scorso?

Buongiorno; il 23 febbraio scorso, dopo oltre 5 giorni di agonia, mio figlio Beethoven è morto per arresto cardiocircolatorio dovuto alle gravissime conseguenze subite agli organi interni.

La causa è da imputare ad un avvelenamento da topicida dopo esserci recati, il giorno 17 febbraio, come ogni mattino, nel parchetto/parcheggio di proprietà della Chiesa di San Gaudenzio di fronte alla mia abitazione di Fagnano Olona. Era quello l’unico punto dove vi fosse un po’ di verde e qualche albero… e Beethoven amava muoversi tra quelle piante e respirare un po’ di profumi della natura.

Ci siamo trasferiti qui a Fagnano Olona nel novembre 2014, e in tutti questi anni non vi era stato nessun problema. Quel mercoledì, dopo la passeggiata, eravamo rientrati a casa e già in tarda mattinata, soprattutto la sera, Beethoven aveva accusato una stanchezza fuori dal normale.

La notte a cavallo tra mercoledì e giovedì, intorno alle 4.20, ho sentito Beethoven alzarsi e vomitare copiosamente, così mi sono immediatamente alzato e l’ho soccorso; quando sembrava che tutto fosse terminato, ho provveduto a tranquillizzarlo. Per la preoccupazione non ho più chiuso occhio.

Il giovedì, convinto che fosse stato solo un episodio dovuto forse al cibo, l’ho lasciato tranquillo, ma durante il giorno ha nuovamente e ripetutamente vomitato succhi gastrici. Ho, così, chiamato la veterinaria che mi ha detto di tenerlo sotto controllo dandomi appuntamento per il giorno dopo.

Venerdì Beethoven sembrava essere più tranquillo, ma il sabato mattina io e mia figlia lo abbiamo comunque portato dalla veterinaria per un controllo. Dopo la visita ed alcune terapie, gli era stato diagnosticato una probabile indigestione o comunque un problema gastrointestinale, anche durante la visita Beethoven sembrava stare un pochino meglio, nonostante continuasse a non mangiare.

La notte tra sabato e domenica tutto è precipitato!

Beethoven ha iniziato ad avere problemi respiratori, si è alzata la temperatura corporea e alle 5 di mattina, dopo aver provato ogni cosa, ho chiesto aiuto alla clinica veteriaria di zona.

Tra mille difficoltà siamo riusciti a portarlo in clinica, dove è giunto con dolori addominali fortissimi.

Ricordo ancora il suo dolore, ricordo che mi vedeva piangere e mi dava la zampa, forse in segno di coraggio o forse come richiesta estrema di aiutarlo.

Dopo una domenica trascorsa in maniera stabile, il lunedì mi hanno telefonato dalla clinica dicendomi che avevano fatto ulteriori accertamenti ed avevano individuato un corpo estraneo nello stomaco.

Il martedì sera avrei potuto, finalmente, portarlo a casa con me dove avrebbe portato avanti una cura, per poi riportarlo in visita dai medici successivamente.

Purtroppo, a distanza di soli venti minuti, ricevo un’altra telefonata attraverso cui vengo avvisato del suo aggravamento: aveva avuto due scariche abbondanti di sangue… e avevano così capito che era stato avvelenato con un topicida! Nell’immediato gli era stato iniettato l’antidoto e messo le flebo, ma la sua prognosi era riservata… e per avere certezza del suo stato di salute occorrevano almeno 24/48 ore…

Purtroppo in me avvertivo che la situazione era molto grave. Ho passato tutta la notte a piangere e pregare.

Alle prime ore del mattino ho telefonato in clinica, i medici-veterinari mi hanno avvisato che Beethoven era a rischio vita… non ho perso tempo e mi sono messo alla guida della mia auto, chiedendo aiuto a Dio, ma quando sono arrivato in clinica il mio piccolo cuore d’oro era morto da pochissimi minuti…

La mia disperazione ed il mio pianto hanno commosso anche la dottoressa!

Ho abbracciato forte mio figlio e l’ho baciato come mai avevo fatto in tutti questi 7 anni… ripetutamente gli ho detto che lo amavo e che papà ora era con lui… e sono certo che lui mi abbia sentito…

La sera di quel martedì, insieme a mia figlia e al suo fidanzato, abbiamo seppellito mio figlio in un posto dove nessuno mai più potrà fargli del male. Beethoven riposa ai piedi di un bellissimo albero, vicino ad un campo molto grande, dove la sua anima potrà correre per sempre, fino a quando lo raggiungerò…

Come spiegheresti il tuo legame con Beethoven a coloro che non hanno mai beneficiato dell’amore di un cane?

La nostra bellissima storia è iniziata nel dicembre del 2013 in Sicilia, dove mi ero trasferito per amore di una donna. La vita ha voluto che proprio la donna che mi ha lasciato, quasi subito, mi abbia fatto conoscere il piccolo Beethoven.

Una sera, mentre ero seduto sul divano di casa di questa donna, Beethoven mi annusò e si arrampicò, letteralmente, fino al petto per accucciarsi e dormire sul mio cuore.

Quello fu il segno che lui mi aveva scelto. La mattina successiva lei decise di regalarmelo e da lì iniziò la nostra bellissima avventura.

Lui era il segno tangibile che l’amore non ha regole e, soprattutto, che queste creature meravigliose sono dotate di un cuore nobile e di sentimenti che vanno oltre quelli umani.

Nel settembre 2014 decisi di tornare al nord, in Lombardia, senza la mia ex compagna ma con l’amore di un figlio: Beethoven!

Secondo te esiste un modo affinché il numero di episodi violenti e crudeli nei confronti degli animali possa diminuire? Punizioni più serie, leggi da applicare… potrebbero essere un deterrente per arginare questa orribile piaga?

Sì, esistono molti modi… il primo è sicuramente un incremento delle pene per chi maltratta, molesta o uccide gli animali di ogni specie. Occorre far capire a tutti che tutte le creature vanno rispettate e salvaguardate.  

La seconda cosa sarebbe educare, dalla tenera età, i nostri figli a conoscere e rispettare la natura. Si potrebbero creare strutture-pet in grado di far interagire i bambini con tutti gli animali, insegnando loro il rispetto verso di essi e la necessità di prendersene cura.

Il terzo punto magari potrebbe prevedere una maggiore educazione dei proprietari, in particolar modo dei cani, i quali dovrebbero tenere pulita la propria città. Sarebbe cosa giusta pulire i luoghi dove il cane sporca, un dovere in primis, ma anche un modo per non creare maggior astio in chi odia queste creature… alla fine anche chi non ha sensibilità verso i cani può convivere con loro in pace.

Non ultimo, il punto che dovrebbe coinvolgere le amministrazioni comunali a porre maggiore attenzione a questo problema: aumento delle zone verdi, aumento del numero dei cestini di rifiuti, la presenza di punti dove chiunque può, gratuitamente, avere a disposizione i sacchetti per la raccolta delle eiezioni dei cani, aumentare i controlli da parte della polizia municipale verso i proprietari ma soprattutto verso chi, ogni giorno, minaccia di fare del male a queste creature. C’è poi un’altra cosa che reputo importante, ovvero il rapporto che lo stato dovrebbe avere con i medici-veterinari, in modo da stipulare con essi convenzioni per poter creare una banca dati dei reati verso gli animali.

Tu hai deciso di accogliere con te un nuovo amico pelosotto: Ares. Vuoi presentarcelo?

Ares, è un meraviglioso cucciolo meticcio di 14 mesi, e proviene da un canile di Frosinone.

Nei giorni successivi alla morte del mio Beethoven, ho cominciato a seguire molte storie di cani abbandonati o maltrattati, e quindi anche le storie di tanti canili e volontari che ogni giorno dedicano la loro vita ad accogliere e dare amore a queste creature.

Tra tanti video e foto, mi ha colpito subito lo sguardo di Ares… ho sentito immediatamente l’impulso di dover contattare la volontaria Catia Caracci e, dopo solo due giorni, Ares è arrivato con la steffetta a Milano entrando così nella mia vita… è un cucciolo generoso che regala tanto amore e che ama baci e coccole.

Credo che il mio Beethoven sarà fiero del suo papà… e sicuramente c’è il suo zampino in questo evento: Ares è il mio nuovo figlio… fratellino di Beethoven.

Il periodo estivo spesso è sinonimo di abbandoni di animali… se tu fossi testimone di questa azione così scellerata, come ti comporteresti?

Io e Beethoven abbiamo viaggiato sempre insieme. Tanti e felici chilometri, da nord a sud.

Se dovessi trovarmi nella situazione di assistere ad un abbandono, per prima cosa metterei subito in salvo la creatura abbandonata, e subito dopo avviserei le forze dell’ordine segnalando la targa o gli estremi di chi ha abbandonato, denunciando l’avvenuto.  

Vedo troppe volte video di abbandoni con la gente che filma ciò che avviene… ma senza intervenire…

In conclusione cosa ti senti di dire alla persona che ha seminato morte, uccidendo il tuo Beethoven?

Questo assassino, che non riesco a chiamare persona, deve sapere che non dovrà mai sentirsi al sicuro, perché il sottoscritto, e soprattutto i Carabinieri di Fagnano Olona che ringrazio con tutto il cuore, arriveranno ad identificarlo e dare giustizia al mio amato Beethoven

Lettera di Beethoven

Voglio aggiungere che su ordine del magistrato di competenza, questa inchiesta si sta svolgendo in maniera molto capillare e che non andrà in prescrizione. Sono certo che i cittadini di Fagnano Olona terranno le orecchie e gli occhi aperti e che arriveranno testimonianze. Questo è il giuramento che ho fatto a mio figlio Beethoven.

Grazie a Max Piro per aver condiviso la sua tragica esperienza. Che la morte di Beethoven non sia vana, che possa essere uno sprono per arrivare ai colpevoli, per identificare la mano criminale che ha ucciso una creatura innocente affinché non accadano più episodi di questo genere.

Un abbraccio forte a Max, al quale va il nostro ringraziamento per aver dato nuova vita ad Ares… ed una carezza virtuale al dolce Beethoven ovunque sia.

Agli autori del crudele gesto, possiamo solo augurare di raccogliere lo stesso male che hanno seminato.

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