Valerio Michetti: non solo La Grazia Obliqua

Valerio Michetti: un batterista a 360 gradi! Il talentuoso musicista, infatti, membro del collettivo artistico nato nel 2012 La Grazia Obliqua, negli ultimi tempi sta misurando il proprio talento con una serie di progetti di ampio respiro. Lo scorso novembre ha suonato in Testimone di Passaggio, disco solista di Flavio Ferri dei Delta V per la Vrec Records, registrato insieme ad altri ospiti importanti come Gianni Maroccolo (Litfiba, CCCP, CSI, Marlene Kuntz) al basso e Livio Magnini (Bluvertigo) alla chitarra.

Valerio Michetti

Sempre a novembre Michetti appare nel cd Did swans ever see God dei Submarine Silence per Ma.Ra.Cash Records, progetto parallelo di Cristiano Roversi dei Moongarden. Il batterista ha poi realizzato Concerto per chitarra barocca, liuto, percussioni ed elettronica che la danzatrice contemporanea Marta Labella ha coreografato e diretto in forma di cortometraggio della durata di 15 minuti intitolato Mens Mentis. Tutto questo mentre annuncia la release del prossimo album de La Grazia Obliqua (band composta oltre che da lui da Alessandro Bellotta, Alessandra Trinity Bersiani, Massimo Bandiera e Gianluca Pinelli) che avrà il titolo di Canzoni d’amore e morte e altri eventi accidentali.

Benvenuto Valerio Michetti su La Gazzetta dello Spettacolo. Tu sei il batterista de La Grazia Obliqua ma nello stesso tempo ti impegni da sempre in vari e differenti progetti. Cosa hai fatto di recente e su che cosa stai lavorando in questo periodo?

Ho avuto il piacere di registrare le batterie per Cristiano Roversi (musicista e collaboratore storico di Massimo Zamboni dei CCCP/CSI) per “Did swans ever see God?”, il disco nuovo della sua fantastica band chiamata Submarine Silence uscito a fine 2020 in cd e vinile per Ma.Ra.Cash Records, poi ho suonato su “Testimone di passaggio” di Flavio Ferri, un album davvero bello e ricco di collaborazioni eccellenti, uscito sempre a fine 2020 in cd e vinile per Vrec Records. Attualmente invece sto lavorando al nuovo cd de La Grazia Obliqua, poi vorrei riprendere a fare le prove con Helena Velena e il Tenerissimo Bagno di Sangue perché è una collaborazione a me molto cara ed è davvero interessante, infine porto avanti con vero entusiasmo assieme alla bravissima danzatrice Marta Labella un progetto sperimentale di danza e percussioni che a breve presenteremo in video e poi, speriamo presto, anche sul palco.

Come sei approdato al cd solista di Flavio Ferri del Delta V?

Tutto merito di facebook, per una volta i social sono stati, almeno per me, davvero utili. Ho conosciuto Flavio facendogli una richiesta di amicizia. Abbiamo iniziato a chiacchierare di musica ovviamente, così ho scoperto che oltre ad essere un musicista davvero geniale, è anche una persona alla mano e super simpatica, da lì a lavorare a due brani del suo disco non è stato difficile, piuttosto è stato un onore e per me fonte di grande divertimento.

Al suo cd hanno lavorato anche altri famosi musicisti del panorama musicale italiano tipo Gianni Maroccolo o Livio Magnini. Con chi ti sei trovato di più a tuo agio?

A leggere il mio nome accanto ai loro, per me che sono cresciuto, tra gli altri, ascoltando Litfiba e Bluvertigo, è stato davvero un privilegio. Al di là del Covid comunque il disco è stato registrato a distanza per motivi strettamente logistici visto che Flavio vive in Spagna, in questo caso la tecnologia è stata molto d’aiuto perché ognuno di noi ha potuto suonare le proprie cose separatamente e poi inviarle a lui che le ha lavorate ad uso dei brani. Comunque pur non essendoci mai incontrati in studio durante le registrazioni, sono riuscito a conoscere Maroccolo di persona quando il disco è stato presentato in anteprima al MEI di Faenza a ottobre 2020. C’ero anch’io ed è stata un’esperienza rock già solo a partire dalla colazione, fatta al bar assieme a Flavio e Gianni poco prima di presentare “Testimone di Passaggio” agli addetti ai lavori intervenuti.

Quali anticipazioni ci puoi dare riguardo il nuovo lavoro de La Grazia Obliqua, Canzoni d’amore e Morte e altri eventi accidentali?

Tanto per cominciare, il nostro recente EP “Oltre”, uscirà in vinile per la Toten Schwan Records e sarà una vera chicca per collezionisti e conterrà un’opera d’arte inedita del Maestro Ennio Calabria, uno dei pittori italiani più importanti del ‘900 ancora in piena attività dal 1957. Per quanto riguarda il nuovo lavoro posso dirti già che avremo dei graditissimi ospiti: Kota, mitico bassista dei Christian Death e musicista eclettico, Andrea Chimenti, che non ha bisogno di presentazioni e che con la sua voce unica ha interpretato in maniera sublime un nostro brano e il bravissimo Dan “Chewy” Mongrain chitarrista dei mitologici Voivod che ci ha regalato un assolo di chitarra a dir poco eccezionale, il tutto sarà missato dalle sapienti mani di Cristiano Santini dei Disciplinatha/Dish-Is-Nein, altro pezzo da 90 della musica italiana con la M maiuscola

Quanto è importante il ruolo del batterista nella tua band? E qual è il tuo contributo al nuovo disco?

Per la musica di matrice pop-rock, seppur con mille varianti, contaminazioni e sottogeneri la batteria e il ritmo, il groove in generale, sono elementi a dir poco fondamentali,quindi anche per LGO è così, in più io cerco di essere il più possibile originale e visto che il mio contributo nella band spesso si sposta dalla ritmica anche alla musica, agli arrangiamenti e ai testi, mi piace pensare che quello che faccio con i tamburi sia estensione ed espressione di un’immagine, di una fascinazione e di un sentimento ancor prima che tutto ciò diventi suono.

Cosa ti ha spinto a diventare un batterista?

E’ stato un amore del tutto casuale e anche inaspettato, esploso come un fuoco quando avevo 15 anni e che ancora oggi arde intensamente, tanto da essere una delle ragioni primarie che muove con forza la mia esistenza

Tu come musicista quanto sei stato danneggiato dalla pandemia?

Più o meno come tutti sto accusando questa oggettiva situazione di stress prolungato, però io devo dire che a distanza ho potuto comunque continuare a registrare e fare musica, poi tra un lockdown e l’altro con La Grazia Obliqua abbiamo anche fatto dei concerti nel rispetto delle norme e dei divieti, abbiamo presentato la ristampa Contempo del nostro primo CD a Firenze insieme ai Pankow durante una bellissima giornata di firma copie e io, nel mio piccolo, ho anche supportato la scena musicale andando ad assistere a qualche bel concerto sempre ovviamente nel rispetto delle disposizioni di legge. Non mi sono mancate quindi, seppur in numero ridotta rispetto al solito, situazioni di musica e socialità “dal vivo”. Diciamo che per esperienza mia diretta questa drammatica pandemia ha sicuramente rallentato e messo in ginocchio un settore che già era abbastanza in crisi, però con un po’ di sacrificio io credo che ci siano ancora margini per potersi rialzare e magari, perché no, fare tesoro di questa brutta esperienza e approfittarne per migliorare ciò che non funzionava. La pandemia ha messo chiaramente in risalto dei limiti a dir poco disastrosi.

Un album che ti piaceva ascoltare anni fa e che ti piace ancora? A caldo, così, senza pensarci, per me… da sempre e per sempre: Bitches Brew di Miles Davis, è il disco nel vero senso della parola!!!

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