Ludovica Nasti, un insegnamento per le giovani donne

Raccontare e provare a spiegare il successo di una serie TV come L’amica geniale è difficile, complicato.

Ludovica Nasti. Foto fornite da Studio Emme di Sergio Martinelli
Ludovica Nasti. Foto fornite da Studio Emme di Sergio Martinelli

Provare a racchiudere in poche righe le motivazioni che hanno spinto più di otto milioni di telespettatori italiani a seguire le vicende di due amiche chiamate Lila ed Elena, provenienti da un contesto storico e sociale di una Napoli difficile degli anni del dopoguerra richiede un grande sforzo. Semplicemente il successo de L’amica geniale era prevedibile.

Tutto parte dai libri scritti da Elena Ferrante, nome di fantasia di una scrittrice che ha scritto un’intera saga ottenendo il consenso di lettori italiani e lettori americani, fino ad arrivare nelle case dei paesi di tutto il mondo. La figura di questa scrittrice, che ha scritto in modo così dettagliato, unico e intenso la storia di una Napoli ferita, crudele, povera e indifesa, è una figura sconosciuta da troppo tempo. Spesso ci chiediamo se realmente ha importanza conoscere il viso, il nome, l’origine e la vita di questa scrittrice. Ha davvero così importanza conoscere il suo sguardo, ascoltare la sua voce e ogni dettaglio della sua professione e vita privata?

L’arte di Elena Ferrante è tutta nei suoi libri, in ciò che ha voluto esprimere e portare nella vita di chi ha letto i romanzi prima, e di chi sogna attraverso la visione di ogni episodio.

Conoscere il viso di Elena Ferrante è forse un’utopia che per ora non meritiamo di stravolgere. La serie tv, invece, ha riscosso quel successo meritevole e prevedibile grazie al sostegno di un regista attento e professionale come Saverio Costanzo, figlio di Maurizio Costanzo. Il regista ha raccontato di aver scambiato, nel corso delle riprese, varie email con la Ferrante che lo ha consigliato e spronato nel difficile compito di rendere veritiere, umane e dirette le figure femminili di Elena e Lila. In un rione difficile e complicato come quello napoletano vive e cresce un’amicizia destinata a durare per sempre. La vita di queste due giovani bambine, destinate a diventare donne, ha il volto delle attrici Ludovica Nasti e Elisa Del genio, da bambine, e il volto da belle e difficili adolescenti interpretate da Gaia Girace e Margherita Mazzucco.

La Gazzetta dello Spettacolo ha voluto incontrare la giovane Ludovica Nasti, che ha interpretato la piccola Lila nei primi episodi della serie.
Gli occhi scuri, la carnagione olivastra, la bellezza napoletana e quello spiccato senso di semplicità è visibile in ogni parte della sua persona. Sorridente nell’ingenuità dei suoi dodici anni afferma: “Sto vivendo tranquillamente e normalmente il successo. Continuo a fare quello che facevo prima, solo che adesso per strada tutti mi riconoscono e mi chiedono una foto!”

Ludovica Nasti. Foto fornite da Studio Emme di Sergio Martinelli
Ludovica Nasti. Foto fornite da Studio Emme di Sergio Martinelli

Quando gli episodi sono andati in onda, Ludovica è torna subito a scuola e ci ha raccontato: ” I miei compagni mi hanno accolto con uno striscione con su scritto: “sei la nostra amica geniale” e in sottofondo c’era la colonna sonora del film”. La sua interpretazione ha convinto tutti. Il personaggio di Lila non era semplice da far rivivere. Le parole taglienti e decisive della Ferrante la descrivevano come l’amica geniale, forte ma al tempo stesso fragile.

In molti aspetti io e Lila ci assomigliamo, come nella determinazione, nella furbizia, e nella scaltrezza“, ha confessato Ludovica.
Per Ludovica questa rappresenta la prima vera esperienza su un set, il suo primo ruolo importante: “Tra casting e set sono passati 10 mesi con mia madre sempre presente affianco a me. A livello umano questa serie mi ha fatto comprendere come in quel periodo si viveva nella povertà e miseria. Le donne e i bambini erano oppressi e sottomessi agli uomini. A livello professionale mi ha dato molte soddisfazioni in quando la serie TV è stata vista da milioni di persone“.

Le lunghe settimane di riprese sono state molto impegnative per Ludovica che ci ha raccontato: “Le settimane passate sul set sono state lunghe e faticose, che però sono state compensate perché ho incontrato amiche con cui abbiamo legato molto. Saverio dal primo momento mi ha detto di essere me stessa, e con i suoi consigli mi ha aiutato tantissimo. Entrando nel rione costruito apposta dalla troupe, sono rimasta incantata e stupida perché quei palazzi sembravano veramente reali, mi sembrava realmente di vivere in quel periodo“.

Il personaggio di Lila ha ispirato e fatto riflettere la giovane attrice che ha affermato: “Lila era intelligente e bravissima ma purtroppo non ha potuto proseguire i suoi studi. Questo deve essere un insegnamento per le ragazze e le donne che devono lottare per quello che credono sia giusto per la propria vita“.

La vita di Ludovica Nasti è sicuramente cambiata oggi, la giovane vive a Napoli con la sua famiglia: “Vivere a Napoli è bellissimo, hai la sensazione di conoscere tutti e poi c’è il mare, il sole, il cibo“.

Ma come si descrivere Ludovica quando non recita? Lei non ha dubbi: “Dolce, simpatica, intelligente.sensibile e altruista. Mi piace aiutare la gente che hanno bisogno“.

La sua spontaneità e semplicità sono tangibili e spiazzanti. Ludovica ha dovuto affrontare una prova molto importante, in questi anni, la lotta contro la malattia. In questi anni in ospedale, Ludovica non ha mai perso la sua estrema forza e vitalità, a La Gazzetta dello Spettacolo ha voluto ribadire la sua battaglia: “Tutti noi siamo guerrieri e sconfiggeremo il mostro“.

Anche Sophia Loren ha apprezzato la bella interpretazione di Ludovica Nasti, Ludovica ama profondamente questa attrice e si ispira a lei e alla sua carriera. Cosa si augura per la sua vita questa giovane ragazza diventata ormai un’attrice pronta a ricoprire nel futuro ruoli sempre più di rilievo? Ludovica risponde entusiasta: “La prima cosa è di vivere serenamente con la mia famiglia. Mi auguro di proseguire la carriera di attrice anche se è molto dura“.

Grazie all’agenzia Studio Emme di Sergio Martinelli

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