Tra i maestri di comicità e umorismo Totò e Peppino De Filippo
Tra i maestri di comicità e umorismo Totò e Peppino De Filippo

La Comicità e l’Umorismo

Si dice che far ridere sia molto più difficile rispetto al far “scendere una lacrima”; la commozione, infatti, sopratutto in persone sensibili, può nascere anche dalla semplice e suggestiva visione di un tramonto, da un bacio appassionato, da una scena d’addio o magari da un semplice abbraccio.

Tra i maestri di comicità e umorismo Totò e Peppino De Filippo
Tra i maestri di comicità e umorismo Totò e Peppino De Filippo

Il comico è una persona davvero molto particolare, una persona dalla mente sempre in movimento, che studia la quotidianità, episodi di vita reale e li trasforma in battute.

Non è per nulla semplice calcare un palco e strappare un sorriso o addirittura una risata, situazioni, talvolta, rese difficili da periodi e stati d’animo particolari, il classico: “ The show must go on”.

C’è una sottile differenza tra comico e umorista; secondo Pirandello autore del saggio: ” L’umorismo”, la comicità è quasi un “Avvertimento del contrario”, l’’umorismo” è invece il “Sentimento del contrario”.

Il concetto diventa palese facendo l’esempio di una signora matura che veste con abiti succinti e giovanili. Praticamente la signora è il contrario di ciò che è… e per questo la si vede in versione comica, versione che potrebbe indurre alla risata.

Analizzando il tutto, però, possiamo accorgerci che subentra il “Sentimento del contrario” e quindi una situazione quasi di sofferenza volendo essere la signora ciò che non è più… ovvero giovane e creando in lei un senso di frustrazione o illusione. In questo caso la comicità ha ceduto il posto all’umorismo.

Il comico genera una risata più immediata perché mostra la situazione reale con evidenza senza tanta riflessione ed è talvolta anche più “spietato” nel deridere o prendere in giro un determinato soggetto. L’umorista invece genera la riflessione sul “perché” accade una determinata cosa e più che una risata potrebbe “strappare” un sorriso.

Ad ogni modo, il mestiere di far ridere è davvero difficile. Bisogna lavorare sempre su idee e battute nuove, pronti con la mente a scovare, pensare ed elaborare. Stai bene o stai male con il tuo umore non ha importanza, il pubblico non deve saperlo, il comico deve far ridere… indipendentemente da tutto.

Non è da tutti generare ilarità e la cosa che più gratifica e il sentire quel mormorio o quella fragorosa risata che unita ad una, due, cinque dieci , cento, ti fa venire la “pelle d’oca” e ti fa avere la soddisfazione di dire “Ce l’ho fatta”.

Autore: Silvana De Dominicis

Vice direttore di La Gazzetta dello Spettacolo, amante degli animali, la natura e la cucina veg. Umiltà e sensibilità sono nel contempo i miei pregi e difetti.

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