Camilla Ferranti si racconta “Oltre la Soglia”

Camilla Ferranti ritorna su Canale 5 in prima serata, a partire dal 6 novembre, con la fiction Oltre la Soglia.

Camilla Ferranti
Camilla Ferranti. Foto da Ufficio Stampa

Da “I Segreti di Borgo Larici” a “Distretto di Polizia 10”, da “Don Matteo 9” a “L’Onore e il Rispetto Ultimo Capitolo”, “Che Dio ci Aiuti 3” e “La Dottoressa Gió”, la fiction con Barbara D’Urso, Camilla Ferranti ne ha fatta di strada e con il tempo si sta sempre di più imponendo non soltanto per il suo fascino ma anche per il suo talento. Adesso Camilla approda in prima serata su Canale 5 con la fiction “Oltre la Soglia”, protagonista Gabriella Pession, nella quale interpreta un’assistente sociale. Un ruolo che per la Ferranti inizialmente è stato particolarmente impegnativo ma che poi l’ha vista “uscire dal set” vincitrice.

Noi l’abbiamo intervistata per chiederle come sono andate le cose…

Camilla Ferranti , come ti sei trovata a recitare in “Oltre la Soglia”?

Ad essere sincera non è stato semplice. Si tratta di un progetto di alto livello e poi questo ruolo, dal mio punto di vista, non sapevo se potevo accettarlo o meno perché era lontano da tutto ciò che avevo interpretato fino ad allora. Avevo un po’ paura, ma questo ha a che fare con il fatto che io ho una visione sbagliata di me stessa. Guardandomi allo specchio mi vedo sempre piccola anche la gente quando mi incontra mi dice che sono giovanissima, quindi pensando a questo ruolo in “Oltre lo Sguardo” mi sono detta: non ce la faccio! Ero preoccupata proprio dall’approccio fisico al personaggio ma poi tutto si è risolto e le perplessità hanno lasciato lo spazio a quella che è stata un’esperienza divertente ma anche dura. Gabriella Pession in conferenza stampa parlava del fatto di “togliere”, di essere il più semplici possibile nella recitazione e da lì siamo partiti. Nella fiction, essendo io un’assistente sociale che ha sulle proprie spalle il peso di un miliardo di casi, dovevo mantenere un grande distacco emotivo. Spero di aver fatto del mio meglio.

La TV tu l’hai frequentata moltissimo, poi ti sei dedicata alla recitazione. Torneresti al piccolo schermo, magari per la conduzione di un programma?

Dipende se si trattasse di cose interessanti. La conduzione non mi dispiace e non penso nemmeno di essere negata ma anche in questo caso dovrebbe trattarsi di qualcosa di mirato, non il rimasuglio di una carriera, tipo che non riesci più a fare l’attrice allora tu metti a fare la conduttrice. Allora no, non va bene, non devo mica starci per forza in televisione!

Quali sono i tuoi punti di riferimento come attrice sia in Italia che all’Estero?

In Italia Laura Morante che mi piace proprio molto, perché è genuina e per la sua espressione degli occhi e l’approccio ad ogni ruolo. Per quanto riguarda l’America invece direi Meryl Streep ma li parliamo di mostri. Vederla come si avvicina, e con quale naturalezza, a qualsiasi tipo di ruolo dal comico al drammatico, per me è bellissimo. La vedi padrona del set in ogni occasione e quello è talento, non solo esperienza è talento puro, sono mostri sacri. Loro però sono anche molto avvantaggiati, al di la del talento e della bravura, perché studiano tanto. So che Anthony Hopkins per esempio, prima di ogni ciak chiede il copione cento volte perché deve sapere esattamente le sue battute e dove deve andare a parare. Dispongono di sceneggiature che secondo me sono più complete rispetto a quelle che abbiamo noi a disposizione in Italia. Questa serie ad esempio è scritta molto bene, c’è proprio una differenza rispetto a tutto quello che ho fatto precedentemente.

Ti è mai capitato di incontrare un divo hollywoodiano con il quale ti sei trovata in sintonia?

No. Ho avuto la fortuna di incontrare Al Pacino mentre stavo facendo un corso, un laboratorio di teatro e recitazione da Francesca De Sapio. Lui è arrivato con il massimo dell’onesta e della semplicità. E’ un divo che stai li, lo guardi e ti dici è lui o non e lui? Non riesci neanche a realizzare di averlo davanti. Mi ha lasciato in ricordo la grande semplicità e linearità. Magari come tutti i divi di Hollywood avrà anche lui le sue stranezze per carità, però con noi ha avuto un approccio assolutamente umile, remissivo, quasi titubante, mi è piaciuto moltissimo.

Ti piace la musica? Ti piacerebbe partecipare a “Ballando con le stelle”?

Magari ma non me lo fanno fare perché io come ho detto vengo dalla danza quindi sarei avvantaggiata. Amo molto la musica, in generale tutto a 360 gradi, mi piace il rock melodico e sono una fan dell’opera che a casa sento a manetta, poi la musica classica. Vengo da quello e quando la ascolto sono gli unici momenti in cui mi rilasso.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto aspettando che mi arrivi la stesura di una sceneggiatura per un film francese del quale però ancora non posso dire niente, va tutto definito. Per il resto non c’è altro all’orizzonte, ma sono in un bel momento, in un momento di cambiamento. Ho cambiato chi mai rappresenta e sono molto fiduciosa.

Quanto pensi che Camilla Ferranti somigli al personaggio nella fiction?

No, non abbiamo nulla in comune, a partire dal tipo di lavoro, l’assistente sociale, che non avrei mai potuto fare, con quel distacco emotivo per le cose quotidiane che occorre. Io sono tutta emotiva, se vedo un film commovente inizio a piangere, se vedo delle persone che hanno dei problemi piango. Per me è tutto amplificato forse è un periodo così che sto passando ma mi viene molto difficile estraniarmi. Mantenere la freddezza fisica e una cosa che non mi appartiene.

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