Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi, meglio prete che marito. Ditelo ai gay

A tu per tu con Vittorio Sgarbi

Una chiacchierata con Vittorio Sgarbi ti dà due certezze: la prima è che puoi parlare di tutto, saprà cosa risponderti. La seconda è che, data la prima, la conversazione potrebbe prendere una piega imprevedibile.­­

Vittorio Sgarbi

Ci siamo incontrati in occasione della presentazione del suo libro “Nel nome del figlio” avvenuta lo scorso 24 ottobre a Piano di Sorrento all’interno delle manifestazioni per il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito. In questi giorni di nuovo in Campania, a Salerno per la precisione, per inaugurare “Luci D’Artista 2013”. Un libro d’arte, s’intende, quello di Vittorio, in cui si tracciano le linee del Cristo uomo dal ‘500 in avanti con un’intenzione politica: ribadire le radici cristiane del popolo italiano.

Pochi minuti concessi all’ufficio stampa della Città di Piano di Sorrento con Vittorio Sgarbi in cui si è parlato di propensioni umane, Chiesa, paternità e femminismo non senza l’ironia e la spontaneità, a volte eccessive, che caratterizzano il critico d’arte. A voi, Vittorio Sgarbi.

Quanto la soddisfa fare il critico d’arte?

Il critico d’arte è una professione che può investire la vita in modo anche molto coinvolgente. È chiaro che l’uomo nasce per vivere uomo per cui la maggior parte dei lavori che gi uomini fanno sono alieni rispetto alla propria natura umana e alla capacità di decidere del proprio destino. Alcuni lavori, quelli degli artisti ma in qualche modo anche quello del critico d’arte, sembrano però assecondare la natura. Gli uomini che hanno la fortuna di fare un lavoro che corrisponde alla propria natura riescono a vivere una vita migliore.

Uno che ha come piacere quello di guardare delle opere d’arte le sente come parte della propria vita, quindi la differenza sarà meno sostanziale rispetto a chi fa l’uomo di banca o il venditore di automobili o il ristoratore. Fermo restando che anche un cuoco può essere un artista e magari si sente uomo nel fare i piatti che rappresentano la sua creatività. Occorre dire che nella vita ci sono persone che fanno un lavoro alienato e persone che invece fanno un lavoro che corrisponde alla loro vocazione.

Come definirebbe l’attuale momento politico della Chiesa?

Questo è incredibilmente uno dei momenti più fortunati della storia della Chiesa. Innanzitutto va valutato che il patrono d’Italia è San Francesco e nessun Papa aveva scelto prima d’ora il nome Francesco, quasi come in precedenza si volesse rimarcare l’estraneità tra la povertà e l’umiltà di San Francesco rispetto alla vita dei Papi. Nessuno dunque era arrivato ad una scelta così semplice e già questa è una prova di grande intelligenza da parte del Papa.

Per di più Bergoglio ha rinsaldato il rapporto tra la Chiesa e gli uomini mostrando una vicinanza sia nei comportamenti, sia nel carattere, sia nella considerazione della difficoltà degli uomini che hanno tolto alla Chiesa una dimensione un po’ troppo astratta e lontana o, in qualche modo, rituale. Sembra esserci oggi, grazie a questo Papa, una maggiore corrispondenza alle esigenze dei credenti e anche dei non credenti.

La dedica del libro è ai suoi genitori. Ma lei come vive il suo rapporto con la paternità?

Beh hai letto le cronache e sai che sono padre di tre figli. Se io dovessi scegliere tra prete e marito sceglierei di fare il prete, marito mai. Per cui visto che hai fatto questa domanda posso dirti che io sono contro il matrimonio gay non tanto per i gay, ma perché sono contro il matrimonio eterosessuale. Io voglio liberare anche gli omosessuali dal matrimonio, perché quelli che non ce l’hanno e lo cercano mi sembrano dei pazzi. Hanno la fortuna di non avere il matrimonio e vanno a cercarselo! Tu immagina che la mia vita di padre è come sarebbe quella di un prete che guarda i propri figli, da lontano.

In tutto ciò la donna che ruolo ha?

Oggi la donna ha un potere in più rispetto all’uomo. Mentre fino a qualche tempo fa la donna era costretta a rimanere incinta per farsi sposare, oggi la donna lavora ed è indipendente e magari è lei a non volere un figlio mentre l’uomo lo desidera … quindi la donna può decidere che l’uomo sia padre, mentre l’uomo non può più decidere che lei sia madre.

Autore: Costanza Martina Vitale

Giornalista pubblicista e content editor senior, scrivo di cronaca, eventi e spettacolo. Sono specializzata in brand journalism e digital marketing per aziende e liberi professionisti.

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