Corti Scelti-Trittico carnale

Corpi scelti-Trittico carnale: empatie ed emozioni per riflettere

La nostra recensione di Corpi scelti-Trittico carnale

Tre donne, tre artiste Laura Borrelli, Gioia Miale ed Imma Pagano che hanno dato vita a tre personaggi Giulia, Imma e Mena, tre autori che narrano tre storie, storie di donne forti o semplicemente storie di donne che fanno delle opportunità una scelta di vita, scelte che forse mai si sarebbero aspettate di vivere.

Corti Scelti-Trittico carnale

Corpi scelti-Trittico Carnale si compone di un unico atto che scorre fluido e che abbraccia tre monologhi: Volevo gli occhi blu di Angela Matassa, Taglio netto di Anna Mazza e Cu-lotteria di Roberto Russo.  Tre trame che poi si fondono con un unico messaggio, tre vissuti che ognuno degli autori e delle attrici hanno voluto trasmettere lasciando una libera interpretazione.

Laura Borrrelli, in Volevo gli occhi blu dell’autrice Angela Matassa, aveva avuto timore di non riuscire a vivere in pieno la sua Giulia, il ruolo da lei interpretato, il suo timore era quello di non avere un gancio di riferimento, cioè il vivere un’ esperienza sulla propria pelle per poi riportarla in scena. Il suo personaggio è molto particolare, un uomo che si sveglia una mattina ritrovandosi nel corpo di una donna, una cosa del tutto surreale… per cui dove prendere lo spunto? Ma il gancio in realtà c’è e si può ritrovare nell’età adolescenziale, dove è normale il cambiamento del corpo, un mutamento naturale che magari inizialmente non si riconosce e non si accetta. Cambiamenti che spesso imbarazzano e che di conseguenza si mascherano con vestiti ed abiti larghi per nascondere fianchi e seni floridi. Solo con il tempo si  scopre, la sensualità, la femminilità e quello che vuol dire essere donna. Evoluzioni che passano attraverso delle “crisi” dovute a trasformazioni. Il corpo femminile in cui si ritrova Giulia ha una funzione molto importante per cui bisogna gestirlo nel miglior modo possibile, una potenzialità da curare, preservare, e scoprirne tutti i vantaggi e la caratura, oltre che essere colui che ospita la vita.

Il secondo personaggio è Imma interpretato da Gioia Miale in Taglio netto della talentuosa Anna Mazza, la quale sacrifica se stessa, attraverso l’uso del proprio corpo, per assicurare il futuro ai propri figli.

Gioia, a tal proposito, ha sottolineato l’importanza dell’epoca in cui viviamo, un’epoca dove siamo immagine, noi “siamo Facebook” e su di esso pubblichiamo pezzi di noi come mani, piedi, bocche… l’attrice non vuol fare della polemica, non vuole analizzare facendo uso di psicologia spicciola, ciò che osserva è semplicemente una verità.  La protagonista di Taglio netto, probabilmente vive in un corpo esteriore che non vede, forse perché la sua fisicità, secondo lei non ha valore, non è all’altezza di una fotomodella, lei è una persona normale e per questo non si rende conto delle sue reali facoltà, preferendo vendere solo quello che lei ha al suo interno, i propri organi che cura con attenzione affinché non si sciupino.

Il terzo personaggio è Mena che si definisce “Un servizio di pubblica utilità” in Cu-lotteria di Roberto Russo e recitato da Imma Pagano. Lei usa il suo corpo, o meglio una specifica parte di questo, come strumento di lavoro. Un modo per sbarcare il lunario, che nasce da un equivoco e che magari regala anche speranze alle persone o semplicemente lucra su di queste. La donna non è una prostituta (ma non anticipiamo nulla) come teme una moglie gelosa che segue il marito e lo vede entrare a casa per l’appunto di Mena, una moglie che giustamente pensa: “Se mio marito è venuto qua è solo per il sesso”, stereotipo ricorrente che se un uomo va da una donna è  solo ed esclusivamente per quello.

Una rappresentazione riuscitissima e lo dimostrano anche le interazioni del pubblico il quale ha partecipato attivamente dando la propria singola interpretazione alle varie vicende alternatesi.

Gli autori, gli artisti hanno il compito di dare una chiave, una sorta di soluzione a tutto quello che vediamo e che ci rende attenti. Il teatro offre la possibilità di vedere un meccanismo interno psicologico in ognuno di noi, di trasmettere emozioni e far vivere situazioni.

Un attore, uno scrittore, per poter interpretare e raccontare un personaggio, deve “entrarci dentro”, calarsi fino in fondo in quel ruolo, per cui il suo non sarà un lavoro semplice, ma richiederà uno studio attento che consentirà, di conseguenza, a noi spettatori di recepire un messaggio in maniera più digeribile, più soft, magari immedesimandoci nella situazione.

Il teatro è una vera e propria esperienza, noi non ci limitiamo solo ad osservare… perché il teatro, i suoi protagonisti riescono a suscitare emozioni ed empatie.

In Corpi scelti c’è stata una perfetta fusione e come precedentemente sottolineato, gli autori lasciano tutto nell’interpretazione del pubblico, un canale aperto attraverso cui è possibile vivere un’esperienza personale sia in negativo che in positivo.

La bellezza del teatro è anche questo, quando lo spettacolo funziona, quando un testo è seguito e conquista la platea, ognuno libera la sua fantasia a seconda del proprio mondo interno e della propria personalità. La non staticità, la partecipazione, la poliedricità, varie visioni, opportunità ed andamento, tutto questo si può vivere al Nuovo Teatro San Carluccio fino a Domenica 20 Novembre.

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