Dark Polo Gang: arriva Dark Boys Club

Torna a distanza di un anno dall’ultimo album, la Dark Polo Gang, con un nuovo progetto discografico Dark Boys Club (Virgin Records/Universal Music Italia).

Dark Polo Gang. Foto di Damiano Meggiolaro
Dark Polo Gang. Foto di Damiano Meggiolaro

Il trio da mezzo miliardo di stream pubblicherà un mixtape di inediti che raccoglie gli ultimi brani registrati in studio nei mesi precedenti alla quarantena e alcuni realizzati a casa proprio durante questo periodo. Dopo “Trap Lovers” la DPG torna alle origini, tra beat crudi e strofe dalla metrica affilata.

Le sonorità delle nuove tracce riprendono le line della trap più street che lì ha contraddistinti e fatti conoscere nei primi anni della loro carriera proprio grazie a diversi mixtape.

Dark Boys Club

Arriva dopo la collaborazione internazionale con uno dei personaggi di punta della trap spagnola, il rapper Kidd Keo sul suo brano “Loco”, pubblicato a febbraio 2020.

Risale a maggio 2019 l’ultimo album della DARK POLO GANG “Trap Lovers Reloaded”, repack del fortunato disco di Platino “TRAP LOVERS”, con l’aggiunta di 7 inediti oltre ai singoli “British” (disco di Platino), “Cambiare Adesso” (doppio disco di Platino) e i singoli certificati ORO “Gang Shit”, “Taki Taki”, “Sex On The Beach”, “Splash” e “Toy Boy”. Nell’autunno dello stesso anno sono usciti i singoli “Bassotto” di Tony Effe e “GLOCK” di Wayne.

Dark Polo Gang

E’ un collettivo trap italiano, nato a Roma nel 2014 composto da Dark Wayne/Wayne Santana (Umberto Violo), Tony Effe (Nicolò Rapisarda), Dark Pyrex/Pyrex (Dylan Thomas Cerulli).

I componenti del gruppo si conoscono fin dall’infanzia, essendo cresciuti negli stessi quartieri romani, e iniziano a fare rap per divertimento per poi arrivare a produrre seriamente dei brani insieme all’amico e producer Sick Luke appoggiandosi a un’emergente etichetta discografica indipendente chiamata Triplosette Entertainment, i cui fondatori altro non sono che i membri stessi della Gang. Sotto una velata autoironia, il nucleo dei testi cantati dal gruppo è costituito da una critica al rap moderno, definito ormai accessibile a tutti e dal riferimento alla globalizzazione e alla necessità di adattarsi alle sue regole per guadagnare e diventare celebre, da sempre unico obiettivo del gruppo.

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