Intervista a Teresa Farese, Fashion Designer

Teresa Farese è una giovane fashion designer. Giovane sì, ma con le idee ben chiare, che dal suo atelier, viaggia in tutta la penisola portando il suo messaggio di freschezza e Fashion rigorosamente Made in Italy.

Teresa Farese

Numerose le occasioni che l’hanno vista protagonista, come la finale del concorso “La bella e la voce” a Saint Vincent e  “La Grotta dei Desideri”, evento di moda di primaria importanza nel panorama nazionale ed internazionale, dove la stilista lucana ha presentato la sua collezione e che la vedrà in veste di giurata nella prossima edizione. Teresa Farese presenta collezioni costituite da capi unici, caratterizzati da tagli asimmetrici, drappeggi e ricami preziosi, in bianco e nero i colori che caratterizzano la sua produzione. Conosciamola meglio.

Teresa, per parlare di lei, inizio chiedendole delle sue collezioni, dei capi unici, del suo black and white che contraddistingue il suo stile. Ce ne vuole parlare?

Certo,  bianco o nero, sono intramontabili una garanzia di stile…I miei capi unici sono un lavoro del tutto sartoriale su ogni capo che realizzo parto dallo studio del bozzetto con accostamento di tessuto al cartamodello alla prima prova fino al capo finito, seguendo tutto al dettaglio rimanendone un  unico esemplare.

La donna di Teresa Farese com’è? Come la immagina? Come si incontra poi con la “donna reale”? Quella che entra tutti i giorni nel suo atelier?

La donna che vesto ama l’eleganza senza tempo, è sicura di sé, sa quello che vuole. La donna che entra nel mio atelier vuole essere ricordata per la sua eleganza e cura nei dettagli.

Come stilista lei ama un mood raffinato ed elegante e respinge l’ostentazione, anche dalle grandi passerelle c’è un ritorno all’essenzialità, uno specchio dei nostri tempi. Dopo tanto ostentare, si ritorna all’essere, qual è il suo punto di vista?

Credo sia ciò che la donna vuole o, comunque, ora ricerca raffinatezza, la sobrietà, ma questo non significhi che non vuole distinguersi. Da parte mia non è proprio un respingere perché se parliamo di sculture sartoriali allora adoro ostentare.

Lei è una designer giovane, anche se affermata, com’è il panorama attuale per voi stilisti emergenti?

Credo che bisognerebbe dare più spazio ai giovani designer. Esistono bei concorsi di moda, ai quali io stessa ho partecipato,  ma da soli non bastano. C’è bisogno di una realtà più ampia che dia ai giovani designer la possibilità di crescere, una volta perfezionati gli studi e vinto premi prestigiosi. C’è bisogno che si creda molto di più nei giovani, in generale.

Cosa ci riserva per il futuro?

Per ora una nuova collezione ispirata al mondo dei fiori. La morbidezza dei petali, l’armonia dei colori e l’eleganza delle forme. I fiori accompagnano i momenti più felici della vita, coniugando semplicità e ricercatezza: è così che gli estremi s’incontrano,  esaltando gli aspetti più diversi e variopinti. Proprio per questa ragione il motivo floreale è apprezzato nell’alta moda italiana. Esso infatti accorda le stravaganze stilistiche dei fashion designer all’eleganza voluta in un capo.

Il fiore in ambito sartoriale si “veste” di leggerezza: dal taffetà allo chiffon, dalla seta all’organza per decorare abiti, calzature e accessori moda con particolari eleganti e ricercati. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, sono pochissimi oggi i laboratori in Italia che realizzano questo tipo di lavorazione. I fiori vengono realizzati con strumenti ottocenteschi che permettono la lavorazione dei petali uno alla volta, potendo così variare le forme, rendendole più simili a quelle naturali oppure creandone di diverse, nuove. Ho imparato questa particolare tecnica grazie agli insegnamenti di Adriana Ghisolfi, artigiana piemontese che nutre un amore profondo per l’arte floreale in stoffa. Insieme abbiamo condiviso la passione per i tessuti preziosi e per i colori.

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