Viviana Lentini

Viviana Lentini, il cinema indipendente è libertà

A tu per tu con Viviana Lentini

La Gazzetta dello Spettacolo incontra Viviana Lentini, la regista del film indipendente 4021, che in questi giorni è al Cinema. Con lei parliamo della libertà di espressione, di come un film indipendente riesce a raggiunge il pubblico ponendo in esso pensieri, opinioni diverse che si uniscono in un unico valore: la libertà di fare semplicemente del Cinema.

Viviana Lentini

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Viviana Lentini. Parlami del film 4021, Come nasce questo progetto?

L’idea nasce da uno spettacolo teatrale messo in scena tre anni fa insieme a Simone Pulcini ed Elisa Billi, con la mia regia. Simone sentiva l’urgenza di portare in scena un po’ il suo lavoro, ovvero l’agente di commercio. Abbiamo collaborato insieme a lui e ad Elisa alla trama e, quando ci siamo accorti che il pubblico trovava l’idea interessante, abbiamo pensato di farne una trasposizione cinematografica per poter raggiungere una fruizione più ampia possibile.

Ho, così, lavorato ad una sceneggiatura che fosse di più ampio respiro, rispetto a quella teatrale, e che all’interno avesse il giusto mix di dramma, commedia e suspense, o almeno ci ho provato.

Viviana LentiniChe esperienza è stata per te?

È stata una bellissima esperienza, anche se molto faticosa. Un film no-budget realizzato in solo 13 giorni, seppur circondata da un cast tecnico e artistico di professionisti, richiede una grandissima organizzazione, quasi maniacale, poiché nulla può essere lasciato al caso o andare storto, compromettendo la riuscita del film. Prima di arrivare sul set, gli attori hanno provato le loro scene per settimane insieme a me; volevo che ognuno sapesse quanto il suo ruolo fosse importante all’interno della storia che volevamo raccontare.

Devo dire che insieme al tanto lavoro e alla determinazione ci ha assistito anche un po’ di fortuna e tutto è andato bene alla fine.

Come ti sei trovata con il cast?

Sono felice di dire che sul set si è subito creata una forte alchimia tra cast tecnico e artistico, me compresa, sin dal primo giorno. Credo ci abbia legati molto la voglia di raccontare qualcosa di genuino che potesse riguardare la vita di ciascuno di noi. 4021 è un giovane uomo messo in crisi della vita e della società che continua a considerarlo solo un numero, chi di noi può non riconoscersi in questo?

Quale pensi e speri possa essere il messaggio che 4021 vuole trasmettere?

Più che un messaggio, credo che il film urli la necessità di trovare una soluzione alla totale mancanza di diritti in cui siamo costretti a vivere ogni giorno. Ci induce a ribellarci, in un certo senso, anche solo al considerare tutto questo come “normale”, senza compromettere la nostra dignità e il rispetto che abbiamo per noi stessi.

Ho lasciato che 4021 abbia un finale aperto appunto perché ognuno ci veda qualcosa di diverso in linea con ciò che desidera e vorrebbe si avverasse, ed è stato molto bello ascoltare versioni così diverse da parte del pubblico alla fine di ogni proiezione.

I tuoi progetti futuri e sogni nel cassetto

Sorrido perché il mio sogno si è già avverato, in verità. Partendo solo come un piccolo film indipendente, 4021 ha partecipato e vinto parecchi festival internazionali di cinema indipendente, ha trovato una distribuzione ed è in uscita in quasi tutta Italia. Non potrei davvero chiedere di più. Adesso sto lavorando ad altri progetti che trattano sempre una forte tematica sociale e incrocio le dita che tutto prosegua bene, anche se mi considero davvero già molto fortunata a fare un mestiere che amo profondamente e questo è già molto per me.

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