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Mario Maellaro, regista di Grand Tour D’Italia

E’ uno dei registi più apprezzati e più richiesti, Mario Maellaro ci parla in esclusiva del successo di Grand Tour D’Italia, il programma condotto da Lucilla Agosti e Cataldo Calabretta, in onda su Rete 4.

Mario Maellaro e la compagna Francesca Aiello di AF project. Foto dal Web
Mario Maellaro e la compagna Francesca Aiello di AF project. Foto dal Web

Mario Maellaro, sei il regista del programma di successo “Grand Tour D’Italia”, in queste tre edizioni hai viaggiato tra le bellezze d’Italia. C’è una puntata alla quale sei più legato?

Sarebbe scontato se rispondessi “l’ultima è sempre la più bella”, per un regista è sempre così, però dico la mia adorata Puglia. Girare la puntata (della scorsa edizione) tra Bari, Alberobello e Polignano è stato un colpo al cuore. Scorci bellissimi, profumi e sensazioni che ti riportano all’infanzia, quando sognare era la prima cosa che ti veniva in mente, e farlo in quei posti ti aiutava parecchio. Purtroppo i tempi televisivi di quella puntata erano ristrettissimi e non abbiamo avuto la possibilità di registrare in altri luoghi come, Locorotondo, Ostuni, Lecce e Otranto al quale sono molto legato!

Fare il regista è sempre stato il tuo sogno?

Si, e vi dirò di più: da bambino mi divertivo a costruire delle piccole telecamere in legno nel laboratorio di falegnameria di mio padre e dopo averne fatte a sufficienza le coloravo e ci giocavo simulando di fare il regista. Ho cominciato giovanissimo facendo veramente la gavetta: ho iniziato la mia carriera nel 1992 come responsabile formativo e direttore organizzativo di eventi multimediali al mondo dell’editoria, della moda, della cosmesi e dello spettacolo su testate giornalistiche.

Dal 2000 mi sono avvicinato alle produzioni televisive nelle principali emittenti nazionali e a oggi ho diretto programmi e spot pubblicitari principalmente per Mediaset, Rai, La7, Discovery e Sportitalia. Collaboro con Paolo Bonolis dal 2010 per Avanti un Altro e da due edizioni con Salvo Sottile per Mi Manda Raitre. Negli ultimi anni ho diretto la regia di “Ricette all’Italiana” con Davide Mengacci per Rete4, “Tacco 12” e “Bellezze in Bicicletta” per La7, “Undergames” su Deakids e da tre edizioni sempre su Rete4 il nostro “Grand Tour D’Italia”. Quindi più sogno realizzato di così!

Quindi, negli ultimi anni hai firmato la regia di diversi programmi sia Mediaset che Rai. C’è qualche aneddoto divertente di “vita da set” che puoi raccontare ai lettori della Gazzetta dello Spettacolo?

Parto dal presupposto che il set è una grande famiglia, almeno per me: un gruppo solido che condivide le gioie e i dolori di questo lavoro. Guai a chi tocca la mia squadra! Appunto per questo vi racconto un aneddoto accaduto durante la prima tappa, a Torino, di Grand Tour D’Italia: eravamo sul set, registravamo un lancio con Alessia Ventura, conduttrice delle prime due edizioni del programma, all’improvviso arriva un “pazzo” con un fucile di plastica lanciarazzi che spara un colpo all’addome di Alessia. Ne nasce una lunga discussione molto animata, tra spintoni, insulti e minacce.

L’uomo non ha intenzione di andar via e viene allontanato, dopo tantissimo tempo, da gente accorsa sul set e dalla Polizia. Apparentemente la vicenda finisce lì, ma scopriamo, però, dopo 1 mese, che il “pazzo” era un famoso YouTuber con milioni di follower che aveva realizzato un candid camera con telecamere nascoste in giro per Torino. Ci siamo finiti in mezzo e addirittura pubblicati con migliaia di visualizzazioni. La cosa che mi ha fatto sorridere di più è che il tizio ci ha scambiati per un programma Rai (insultandoli) e non Mediaset.

Un consiglio ai giovani che vorrebbero intraprendere il tuo stesso mestiere.

Passione, dedizione, serietà e cuore! Se non hai almeno queste 4 qualità, sconsiglio vivamente a tutti di intraprendere questo mestiere. Sono i principali punti di forza che mi contraddistinguono in questo difficilissimo mondo della TV. Non è tutto oro quello che luccica!

Mario Maellaro hai lavorato sui set con un produttore esecutivo d’eccezione, la tua compagna Francesca Aiello, Ceo della Af Project. Quali sono i pro e i contro di lavorare con il proprio compagno?

Di solito la vita sentimentale non va pari passo con il lavoro, soprattutto se si ha a che fare con uno come me. Lei è quella che mi tiene con i piedi per terra, io sono un fiume in piena, lei la parte razionale! Lavoriamo spesso su progetti televisivi condivisi e andiamo molto d’accordo, ognuno fa il suo, e il suo lo sa fare molto bene! Precisina al punto giusto!

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Progetti televisivi in partenza e in fase embrionale c’è ne sono tantissimi… Ho ancora dei sogni nel cassetto da realizzare però! Quasi tutti legati alla musica, un programma dedicato a Lucio Dalla che riguarda i giovani, una prima serata all’Arena di Verona e dirigere il Festival di Sanremo. Un giorno quel palco sarà mio!!!

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