Andrea Agresti: tutti uniti contro il Covid19

Tra i volti più apprezzati e più rappresentativi de Le Iene, Andrea Agresti, è uno dei tre “moschettieri” insieme a Davide De Marinis e Claudio Lauretta, a proporre l’ironico ed irresistibile singolo Mi Sono Rotto!

Andrea Agresti. Foto di Stefano Rizzi
Andrea Agresti. Foto di Stefano Rizzi

Cantautore, presentatore, comico, ancora una volta lo storico inviato de Le Iene ha sfoggiato il proprio talento eclettico misurandosi in un’interpretazione vivace e divertente di questo pezzo. Mi Sono Rotto! è una specie di valvola di sfogo che mette il dito nella piega del Covid19 cercando di sdrammatizzare l’angosciante situazione della pandemia con l’aiuto di un po’ di sano umorismo, senza prendersela con nessuno, ci mancherebbe, se non con il terribile virus che sta variando i comportamenti delle persone in tutto il mondo limitandone la libertà e rendendo tra l’altro impossibili gli spettacoli dal vivo. Per il bravo Andrea Agresti una bella occasione per esprimersi nel modo in cui ama di più, davanti al microfono, strappando un sorriso ai suoi fans e ribadendo il suo concetto verso il Covid ovvero: Mi Sono Rotto! (Photo Credits: Stefano Rizzi)

Benvenuto ad Andrea Agresti su La Gazzetta dello Spettacolo. Con questo pezzo tu, De Marinis e Lauretta vi divertite a “sfidare” il virus con il senso dell’umorismo, senza temi politici o negazionisti. Come hanno reagito le persone che per prime hanno ascolto Mi Sono Rotto?

Appena l’ho fatto sentire tutti hanno detto: c’hai ragione lo pensiamo anche noi. E’ un libero sfogo riguardo ad una cosa che tutti pensano e che noi abbiamo messo in musica. La reazione è stata di sorrisi delle persoe che hanno subito compreso il senso della canzone che è quello di sdrammatizzare e dire la nostra. Poi la nostra si può dire in vari toni. Noi abbiamo abbandonato la via polemica per prendere quella dell’ironia ma senza tanti giri di parole. Pensa all’umana moltitudine, ci siamo rotti i co….ni del Covid e della situazione che questo ha creato, allontanandoci dagli affetti, mettendo degli steccati altissimi tra le persone, togliendo la comunicazione negli incontri e altro, obbligandoci ad uno stile di vita che non è del tutto naturale e ad osservare delle regole che sono necessarie come la mascherina, il gel e il distanziamento ma che però a lungo andare…Uno si rompe anche le palle. Non è naturale non abbracciare una persona cara quando la incontri, viaggiare con la mascherina, non è naturale doversi preoccupare di mettere il gel non appena ti sei banalmente appoggiato ad una ringhiera. Qualsiasi cosa tocchi sembra che tu abbia toccato il veleno, come se il dna del polonio potesse passare tra le cellule e ammazzarsi due giorni dopo. Non se ne può proprio più. Tutte queste misure creano dei fastidi, cose tipo: ti sei dimenticato la mascherina, dannazione torna indietro che non puoi uscire!

C’è tanta insofferenza perchè non è normale anche stare in casa senza aver commesso nulla. Agli arresti domiciliari ci sta se hai fatto qualcosa di illecito, lo sai da prima e poi se ti beccano fa parte del “gioco”. Noi ci siamo presi gli arresti domiciliari senza aver fatto niente.

Insomma, si sono rotti un po’ tutti ma a parere tuo tra di voi tre chi si è rotto di più?

Io sono uno che si adatta, ho uno spirito di adattamento abbastanza alta, soffro un po’ poi mi abituo. Caratterialmente io, Davide e Claudio siano totalmente diversi. Io sono il meno casaling, forse anche per vi del lavoro a Le Iene e non poter andare in giro mi fa soffrire. Davide ha un carattere più pacato, più casalingo, più sereno. Che poi è quello più preoccupato di tutti, lui vive guardingo come se il virus dovesse ghermirlo dietro l’angolo come un lestofante per strappargli via l’orologio dal polso. Anch’io ovviamente come Claudio sono preoccupato ma le cose le prendo più di petto, a gamba tesa direi. Fa ridere perchè abbiamo tre caratteri che non c’entrano niente uno con l’altro ma ci prendiamo molto e andiamo tanto d’accordo.

E poi la cosa in comune è, come dicevamo, che vi siste rotti tutti e tre…

Questo ti accumuna come il sangue. Si possono fare le trasfusioni purchè si abbia lo stesso gruppo sanguigno tra persone di nazionalità diverse, dal colore della pelle diverso, di etnia diversa e questo è uguale: tutti abbiamo in comune che ci siamo rotti i co….ni ed è la verità. Indipendetemente dalla razza, dall’orientamento politico o sessuale o altro non se ne può più. Fammi inserire anche un tono polemico dicendo che in questo periodo di tutto avevamo bisogno ora tranne che di concentrarci sulle elezioni si’ o no, ma chi dovrebbe darci una mano in questo, invece, sembra pensare a tutt’altro. !

A proposito del contrasto al Covid19 con tutte le regole dal punto di vista professionale tu come te la stai cavando?

Io avevo una tourneè con la band a febbraio dell’anno scorso di 23 date che dovevano svilupparsi nei mesi estivi e praticamente una sola ne è rimasta in piedi. L’attività live è schiacciata, morta, congelata, sono tutte date che poi non andremo nemmeno a recuperare. Io suono in giro per l’Italia con una band da tanti anni ma farlo adesso non è più possibile. Mi manca molto il rapporto con il pubblico, pensa che io nemmeno ci sto sul palco, ci stanno i musicisti. Io vado a cantare in mezzo al pubblico, i nostri spettacoli sono una festa che facciamo tutti insieme, noi suoniamo e il pubblico canta insieme a noi. Ma le misure di sicurezza non consentono gli assembramenti e questo mi fa molto soffrire. Per fortuna le Iene vanno avanti e riusciamo seppure con molta fatica a preparare i nostri servizi. Io sto pensando a fare degli spettacoli nuovi, con un’altra formula, nella speranza che si possa tornare presto alla normalità…chissà quando. Però cerco di arrivare già preparato quando la possibilità di ripartire si ripresenterà alla porta.

Le Iene sono spesso molto polemiche e graffianti ma questa volta il tuo approccio con Mi Sono Rotto è un po’ diverso. Per te è stata una cosa insolita?

No, no, per me è stato molto normale perchè io vengo dalla vecchia scuola de Le Iene quando l’approccio era goliardico e ironico. Io arrivato 20 anni fa e facevamo servizi con lo stesso stile e lo stesso impianto mentale di come abbiamo scritto la canzone Mi Sono Rotto. Abbiamo voluto proporre una cosa di rottura che potesse piacere a molti o dar fastidio a molti perchè forse non tutti sono felici di sentire la parola co….ni ma noi andiamo avanti lo stesso. Quindi il mondo de Le Iene che mi apparteneva tanti anni fa io continuo ancora a perseguirlo anche se poi mi sono adattato ai nuovi temi, a fare servizi d’inchiesta più seri portando alla luce storie meno comiche e più forti. Però Mi Sono Rotto ha proprio il sapore del Le Iene di tanti anni fa.

Nella tua carriera hai fatto tante cose, presentato, cantato, recitato….Ma qual è la cosa che ti piace di più?

La musica è ciò che mi ha sempre appassionato. Io ho già pubblicato tre album in studio e tra breve, a marzo, uscirà il quarto. Andare a suonare e cantare con la band e fare musica mi è sempre piaciuto più di tutto. Ho fatto solo una trasmisisone musicale, Tale e Quale con Carlo Conti dove facevamo le imitazioni anche se io non sono un’imitatore ma sempre di musica si trattava perchè si cantava dal vivo. Per cui la musica è l’aspetto che mi ha sempre accompagnato e che comunque preferisco. Anche se sono lavori che richiedono molto tempo, io di volta in volta ho sempre un progetto musicale che ho voglia di sperimentare. Ora ad esempio sto sperimentando un progetto di musica jazz, che poi è un genere che nemmeno mi appartiene ma che mi stuzzica, insieme a Paolo Picutti. Paolo Picutti da ragazzino, a otto anni, cantava le sigle dei cartoni animati ora che di anni ne ha 45 fa il pianista jazz ed è molto bravo. Tu dirai: che c’entra con il tuo stile? Forse non c’entra ma lo voglio fare perchè è divertente.

Come se fosse una medicina, da prescrizione medica, quando consigli l’ascolto di Mi Sono Rotto?

Lo consiglierei dopo ogni pasto principale, colazione pranzo e cena, accompagnati da una bella compagnia di persone care alle quale vuoi stare vicino, tipo moglie, figli, amici, parenti ed altri magari con la versione “clean” senza la parola co….ni. Spero diventi un canto liberatorio che possa prendere il posto della danza maori fatta dagli All Blacks, io sogno un’Italia calcistica che scenda in campo con tutti i giocatori con la mano sul cuore che si mettono a cantare Mi Sono Rotto i co…..i riferendosi ovviamente al Covid19!

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