Laura Maddaloni: il segreto? Non fermarsi mai

Laura Maddaloni durante una sessione di allenamento

Ho incontrato Laura Maddaloni alla Clemente Russo and Maddaloni Brothers, in un’atmosfera rilassata dove ho percepito subito la sensazione di una donna forte, decisa ma soprattutto di una madre, che con passione e quell’impegno che solo le donne sanno portare avanti, ha deciso di affrontare un percorso con chiunque abbia bisogno di motivazione unendo l’aspetto fisico a quello psicologico.

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Laura Maddaloni. Sei una donna multi-tasking a tutti gli effetti, sei una mamma, una sportiva, un’imprenditrice, una moglie, come fai a trovare il tempo anche per il sociale?

Grazie a voi… E’ una cosa che mi dicono in tanti, ma dove trovo il tempo non solo per il sociale, ma soprattutto per gestire tre figlie, un marito “poco normale” (ndr il pugile Clemente Russo), in quanto come atleta ha bisogno di una persona affianco, dietro e davanti, ed io cerco di esserci sempre per lui come amica, come compagna e anche come mental coach.
Abbiamo bisogno un po’ tutti di una guida, quindi ti dico, come faccio? Eh, il mio segreto è correre, non fermarsi mai. Quindi, nel momento in cui tu ti fermi e pensi a quello che stai facendo, significa proprio che in realtà ti sei fermata ed è finito il tuo percorso. Quindi il mio segreto è non fermarmi!
Non sono mai d’accordo quando mi dicono: prima di andare avanti, devi fare un po’ di chiarezza sul passato. Credo invece che il non deviare nei problemi, nei discorsi sia la soluzione: affrontarli, nel momento giusto ed andare avanti!

Laura Maddaloni mentre gioca con il marito Clemente Russo
Laura mentre gioca con il marito Clemente Russo

Instancabile ma i momenti di calo?

Hai sonno? Si? Quindi dormi? No, non posso dormire. Mangio in piedi in modo da non perdere tempo. Questo è per dirti “la filosofia” del come faccio. Tra me e te però ti confesso: non lo so nemmeno io come resisto! (ndr ride)

Non tornare mai indietro, ma un passettino indietro, lo dobbiamo fare. Torniamo alle origini, parliamo di papà atleta, parliamo di una famiglia di atleti, e ti faccio una domanda che può sembrare scontata e che magari ti hanno fatto in tanti, però è d’uopo: che cosa significa essere figlia, in positivo di Gianni Maddaloni, e cosa significa in negativo, ovvero portare il peso di un cognome così importante?

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Ne ho sentite tante, in quanto figlia di, sorella di, e anche moglie di. Ricordo sempre che mio padre è Gianni Maddaloni, poi c’è Pino Maddaloni, Medaglia Olimpica, mio fratello Marco e poi c’è Clemente Russo, mio marito che ne ha vinte due di Medaglie Olimpiche. Dico che il segreto sta proprio in queste persone, queste immagini.
In primis, parlo di mio padre che è stato bravo a non farmi pesare, in modo negativo, oppressivo, questa immagine, ma bensì, è riuscito a starmi vicino, a portarmi, a farmi crescere, a farmi diventare una donna forte.
Il suo segreto sta proprio nel fatto che lui il percorso lo ha fatto accanto a me, quindi non davanti, nessuna posizione. Mi ha insegnato che se vuoi il rispetto, devi rispettare dal bambino di tre anni all’anziano. Quindi io non ho mai sentita il peso delle persone che mi sono state vicino, in quel momento che magari erano un po’ davanti a me o dietro. Non c’è un ruolo, non c’è mai stato un ruolo in queste persone che ti ho elencato, i miei fratelli, mio marito, mio padre. In realtà credo che siamo stati fondamentali uno per l’altra, quindi è stato un gioco di squadra anche in un momento che eravamo distanti, quindi singolarmente.

Quattro persone che camminano insieme della stessa famiglia, uno accanto all’altro.

Si, assolutamente, perché poi ricordiamo che anche Marco, il fratello più piccolino, che seppur non ha vinto Medaglie Olimpiche, ha vinto due titoli Europei, dei Titoli Italiani, ha partecipato ad un reality che ha vinto, insomma veramente ti dico che abbiamo unito le nostre forze, quindi l’altra faccia della medaglia (ndr quella negativa) non l’abbiamo sentita perché abbiamo fatto un percorso assieme.

Quanto incide, secondo te, la Napoletanità “del Sud” sulla tua famiglia?

Eh tanto! Allora parliamo dell’educazione, dei principi, delle basi ed in un certo senso, penso che questa nostra “famiglia del Mulino Bianco”, mostri che non c’entra ne chi sei e da dove vieni. Io vengo da Scampia, e anche questo può essere visto in negativo o in positivo, debole o forte dal punto di vista. Neanche su questo mio padre ci ha giocato tanto, perché comunque inizialmente sei piccolo, e questa cosa puoi viverla come un disagio, vedi appunto la zona che ti circonda, e invece lui diceva che in realtà, se superi quella fase la, se sopravvivi in quella giungla, dopo non ti ferma più nessuno, va vista come una salita in quel momento ed aveva ragione perché così è andata.

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

In merito stai aiutando tante persone a risalire, diversi sono i temi che hai trattato, per esempio “il bullismo”, “la bulimia”. Cosa ti sta rimanendo di tutto ciò: delle persone che aiuti, cosa ti resta dentro?

Una cosa che ho detto anche a loro, ma prima di tutto dico a me stessa: vai avanti, non ti fermi, io parlo molto con me stessa, più che altro mi analizzo, quando cresci soprattutto, con l’età, quello che devi fare a differenza della gioventù è analizzarti, e non potrei fare una cosa del genere se non avessi avuto questa grande passione dentro, che è cresciuta aiutando le persone… ho capito che in realtà è quello che a me faceva stare bene.
Lo faccio prima per me stessa e nelle storie di ognuno di loro io mi ci rivedo. Ad esempio, quando ho finito la carriera agonistica, proprio a causa del peso, non perché fossi cicciona, ma perché per gareggiare devi entrare in un peso, che sia anche cinquanta grammi di precisione ed io per un lieve extra di peso non sono entrata in una gara nella categoria in un torneo fondamentale, dove si prendeva una decisione fondamentale, e quindi senza andare avanti in questo discorso, ti dico, che quello è il mio ricordo più brutto. Io lo trasformo e vado a pensare che da quel momento ho costruito dentro di me una forza per aiutare gli altri sul problema del peso.

E’ una vittoria personale, una crescita in questo caso.

Esatto, è così!

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Noi stiamo seguendo con tante donne dello Spettacolo il problema del Body Shaming. Dal tuo punto di vista che consiglio daresti a queste ragazze?

Parto dicendo che anche io sono pronta per i social ma abbiamo esagerato anche in questo, torno all’esempio di mio padre di quando ho avuto problemi con l’alimentazione. Quando tu hai un esempio, spesso non puoi sapere cosa quella persona farebbe al tuo posto, e invece lui se io non mangiavo, lui non mangiava. Quindi ti dico i Social ti danno troppo distacco, io vedo quello che non esiste, a volte, quindi scendere in campo, come mio padre faceva con me e scendere in mezzo ai ragazzi e quindi farmi vedere per quello che sono: mi vedi con i miei difetti, i miei pregi… simile, uguale e identica a loro. Quindi far capire a questi giovani, e questo lo dico un po’ a noi “icone” che abbiamo questo potere, dovremmo farlo in modo un po’ più sensibile. Forse parlo così perché oggi sono mamma ed è un mezzo che forse non tutti riescono a pesare, e farmi delle foto ritoccate o non, significherebbe addirittura pensare più al giudizio degli altri che a me.

Parliamo ora di Laura, noi come La Gazzetta dello Spettacolo, scherziamo sui gusti degli intervistati. Il primo è: tanti impegni, tantissime cose da fare ma… ti piace il cinema, vai al cinema o sei la donna da Serie TV?

La verità verità? Non sono ne da cinema ne da serie TV proprio perché non mi fermo, la sedia mi scotta un po’, essendo mamma di tre bimbe, e comunque una donna che non ha intenzione di lasciare il suo lavoro, se non rallentarlo per le mie figlie davanti, o la carriera di mio marito che da ex sportiva mi entusiasma…

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Si ma quando Clemente o Marco stanno in TV, ti fermi davanti alla TV a guardarli?

Vuoi sapere la verità di nuovo? No. Ed ecco che sfrutto i Social come mezzi per rivedere dei momenti.

Allora parliamo di qualcosa che può andare invece in contemporanea con la tua vita frenetica. Parliamo di musica. La musica è di base per voi che fate Sport. Che musica ascolti?

Tutta, di ogni genere e di ogni artista… pensa che quando combattevo, ascoltavo Gigi D’Alessio e poi: perché la musica Neomelodica no? E’ di sangue, è genere che aiuta nelle prestazioni. Poi anche come ti senti, in che periodo sei, malinconico, riflessivo o se sei al punto di contentezza massima quindi inizi a sentire una musica un po’ più potente.
Non c’è una musica in particolare ma ho dei ricordi e per l’appunto ti ho nominato D’Alessio, in quanto ricordo l’ascoltavo quando vinsi una medaglia agli Europei.

Canti? Tipo sotto la doccia? Mentre ti alleni anche se penso sarà un po’ difficile!

Io sono stonata, però canto, ma per fortuna invece c’è una delle mie bambine che è intonata e ha intenzione di studiare canto, e questo mi fa piacere.

Chiudiamo raccontando dove sta andando questa “passeggiata nel sociale”. Tutte queste persone che stai prendendo per mano, dove le vuoi portare?

Ti dico il mio obiettivo, dopo magari ne avrò un altro, ma adesso mi piacerebbe tanto, da madre di tre bambine lavorare contro a tante storie di violenza, bullismo. Mi piacerebbe che le mie bimbe, come i ragazzi, i giovani e tutti credano un po’ di più nel futuro.

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Tu hai avuto esperienze con qualcuno più adulto dove hai notato qualche difficoltà nel loro cambiamento?

Assolutamente si, credo nelle persone che incontri, quindi credo nel percorso che fai, e l’approccio e la passione che ci metti hanno fatto si che le persone mi ascoltassero.

A me interessa che chi mi si siede di fronte stia bene mentalmente e fisicamente. Ad esempio per star bene mentalmente, noi donne, abbiamo bisogno di stare bene con il nostro corpo e di conseguenza essere libere di testa. Anche qui ci vuole un cammino insieme: da donna forte, senza mai perdere però di vista la propria femminilità.

Laura Maddaloni - Intervista per La Gazzetta dello Spettacolo

Nei progetti futuri c’è…

A breve avremo degli incontri con delle persone e spero che il nostro centro sportivo diventi anche un centro di aggregazione.

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