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Marco Capretti e le comiche preoccupazioni

A tu per tu con Marco Capretti

Oggi siamo in compagnia di Marco Capretti, simpaticissimo attore e comico romano conosciuto anche grazie al suo tormentone “Sono preoccupatissimo” che ha avuto modo di presentare al pubblico durante le Edizioni di Made In Sud che lo hanno reso ulteriormente popolare ed amato dal pubblico.

Marco Capretti. Foto da Facebook
Marco Capretti. Foto da Facebook.

Benvenuto Marco, iniziamo con una domanda di rito: da dove nasce la tua passione per la comicità?

Nasce dalla naturalezza, già quando andavo a scuola  alle medie  facevo l’imitazione dei personaggi famosi. Al tempo era uscito Gigi Sabani e quindi io imitavo l’imitatore, sostanzialmente… e gli improbabili Mike Bongiorno, Enzo Tortora… e vedere che i compagni di scuola ridevano ad una mia performance mi rendeva felice.

La cosa è proseguita, a scuola, infatti, ero quello sempre pronto con la battuta e non vedevo l’ora di essere maggiorenne per poter partire e vivere l’esperienza dei primi villaggi d’animazione, dove poi ho appreso un po’ l’arte della “faccia tosta”. La differenza,  credo, tra un comico ed uno solamente simpatico… sono quei gradini che dividono il palco dal tavolo degli amici. Chi riesce a fare questi gradini ed avere la “faccia tosta” poi diventa un professionista.

Marco il tuo personaggio a Made in Sud si occupa di ironizzare e rispondere alle domande di Yahoo Answers ma sono reali i messaggi che trovi in giro sul web o alcuni sono stati inventati?

Made in Sud mi ha dato la ribalta nazionale, io avevo già avuto altre esperienze tra Maurizio Costanzo Show,Stracult, Matinee, Seven Show …  Made in Sud è stato il battesimo Nazionale, ho fatto 86 puntate più le repliche … oltre 100 puntate su Rai2.

Sicuramente è stato un mio portafortuna ed è una trasmissione a cui voglio un bene dell’anima.  Nelle mie prime performance a Made in Sud ero “l’uomo delle domande strane della rete”, avevo un  tablet dove leggevo le domande trovate su siti e forum di domande impossibili.

Le domande erano vere, le uniche che modificavo erano soltanto a livello di musica, a livello di metrica. Spesso  mettere una parola prima di un’altra può dare la forza alla battuta, sia nella domanda che nella risposta stessa, quindi c’era solamente un gioco grammaticale e non un discorso autorale dietro. Ovviamente per cercare di dare la forza comica al pezzo, bisogna saperla anche colorare. Il 90% era tutta ciccia dei miei primi autori che sono appunto tutti gli “internauti”.

Nel corso delle tue esperienze professionali ti sei cimentato anche come scrittore: “Ma come si riproducono i Puffi?” è il titolo del tuo libro … da cosa è nata la voglia di scrivere?

Tutto ciò è sempre figlio del pezzo che facevo a Made in Sud, nel senso che io facevo  quattro/cinque domande a puntata. Le prime edizioni di Made in Sud  le ho fatte tutte con gli Answers , quindi avevo un repertorio di centinaia e centinaia di domande stranissime, non ho fatto altro che catalogarle al momento e inserirle in un testo, in un libro. Mi sono divertito a fare in modo che ogni pagina del mio libro è un tablet  e come faceva “Capretti” durante la trasmissione, e sfogliando le pagine si possono scorrere tutte le domande più strane della rete. C’è anche una parte narrativa, che ho scritto in testa al libro stesso, dove vado ad immaginare tutta la nostra storia se ci fosse stata sempre la rete. “Il giro del mondo in 80 domande” l’ho chiamato, perché poi sempre di domande strane si tratta, quindi ho immaginato Cristoforo Colombo se avesse avuto un tom tom, se gli antichi romani avessero avuto Google Maps e via dicendo. Anche il nome del libro stesso “Ma come si riproducono i Puffi?”, non è altro che una delle domande più strane trovate in rete.

Parlaci di “Sono Comici Questi Romani”

SCQR è l’acronimo di Sono Comici questi Romani ed è un format  comico, ovviamente.

Sai,  io sono il romano di Made in Sud , ne sono passati tanti ma sono rimasto sempre e solo io per tutte le edizioni, però, c’è anche una realtà casalinga di comicità dove  conduco una kermesse fatta di comici romani che in questo momento sta andando in onda sul canale 12 del digitale terreste, dove  si parla di comicità nel senso capitale del termine, per capitale non si intende il denaro ma della capitale di Italia, e quindi si vanno a prendere in giro vizi e virtù del popolo capitolino.

Ma Marco Capretti di cosa è realmente “preoccupatissimo”?

Preoccupatissimo poi alla fine è stato un tormentone trovato casualmente, perché nella prima Edizione di Made in Sud aleggiavano questi tormentoni fantastici: Teng e lentin’, Fai schifo, Pubbliche vi voglio bene, Sdeghedè, sdeghedè… ognuno aveva il suo tormentone. Io francamente leggendo delle domande in rete avevo un po’ di difficoltà…  sono entrato con naturalezza e mi è venuto lì per lì la frase sono preoccupatissimo, e la gente già rideva  e cosi mi son detto: “Dai forse l’ho trovato” e così me lo sono portato dietro fino ai monologhi, perché poi  sono preoccupatissimo è anche l’incipit dei monologhi che mi hanno visto protagonista nelle successive edizioni di Made in Sud.

In realtà non sono preoccupatissimo di niente, è solamente un suono, solo un colore per dare un segno di riconoscibilità ai miei pezzi, oltre alla cravatta rossa che porto sempre.

Marco Capretti ringraziandoti del tempo dedicato ti chiedo un saluto ai nostri lettori e se puoi farci partecipe dei prossimi progetti.

Sono io che ringrazio te e saluto tutti i lettori de La Gazzetta dello Spettacolo, per quanto riguarda progetti futuri adesso stiamo girando la seconda edizione di SCQR, ci sono delle sorprese in arrivo per fine primavera, ma non ve le dico perché sono scaramantico e poi sicuramente ci vediamo durante la tournée estiva che mi vedrà calcare parecchi palcoscenici del Centro-Sud Italia.

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