Iniziative di protesta contro la mattanza degli agnelli

Il Movimento animalista Napoli in collaborazione con le maggiori Associazioni animaliste campane con volontari di strada, VIP&BAU e la dottoressa Garante dei Diritti degli Animali Stella Cervasio, organizza due date, due giornate, il 16 marzo (Stazione Metro Toledo dalle 16 alle 19) ed il 13 Aprile, per protestare contro la mattanza degli agnelli e ricordare che l’olocausto degli animali è un avvenimento che appartiene al nostro quotidiano, ma per il quale non prestiamo attenzione, non ci facciamo mai caso … Eppure l’alimentazione a base di carne è un fatto discusso dalla notte dei tempi, da quando Pitagora professava di non volersi cibare di animali perché ingiusto, immorale e innaturale. 

L’agnello sacrificato a Pasqua è, in realtà, Gesù stesso che, conoscendo molto bene gli usi sacrificali del popolo in cui era cresciuto se ne distaccò, affermando che Dio non voleva la morte di indifese creature per realizzare un rapporto di comunione con gli uomini.  

Protesta contro la mattanza degli agnelli

Il suo è quindi l’unico sacrificio valido per ristabilire l’amore verso gli altri. Con l’avvicinarsi della Pasqua purtroppo su molte tavole verrà servito l’agnello. Quell’agnello che spesso, anche attraverso i video sui social, vediamo saltellare felice ma che per molti è visto solo come pietanza da cucinare in base ad una “tradizione” che dovrebbe, ormai, appartenere ad un lontano passato.

Oltre 500mila agnelli saranno massacrati in nome di una Pasqua che dovrebbe essere sinonimo di vita, di resurrezione ma che invece risulta essere l’inizio di atroci sofferenze di poveri animali, che come anticipato, subiscono quotidianamente un trattamento disumano che si acutizza con l’avvicinarsi delle festività.

Riflettiamo su come queste creature siano soggette a dolori atroci: i piccoli vengono strappati con la forza alle loro mamme per iniziare un viaggio terribile sui camion della morte. Molti di essi già durante il trasporto perdono la vita, per stenti, per fatica, per malinconia e disperazione o per un viaggio in condizioni al limite della sopravvivenza e per chi riesce a superare la prima atrocità non c’è ugualmente scampo perché nel mattatoio ad attenderli c’è una morte violenta di cui eviteremo il racconto.

Riflettiamo tutti su questo, pensiamoci bene … troppo spesso ci giustifichiamo con la frase “Si è sempre fatto”, come se fare una cosa da sempre risultasse automaticamente “Buona e giusta”, non è cosi, dobbiamo evolverci e dobbiamo soprattutto avere pietà di creature che non chiedono nulla… se non di vivere.

Ovviamente il nostro non vuole essere un momento di compassione per gli agnelli uccisi senza motivo ma la denuncia verso una forma di crudeltà che attanaglia tutti gli animali e soprattutto vuol essere un momento di riflessione sull’ingiustizia, l’immoralità e l’insensatezza di azioni che l’uomo non avrebbe mai dovuto commettere, nemmeno nell’antichità.

E’ irragionevole, come sostiene Plutarco nel suo  “Sul mangiar carne”, che tutto ciò sia accaduto e inspiegabile come la società sia così lenta a sviluppare pensieri che sono stati formulati già nelle prime civiltà. In Occidente, noi ci riteniamo civili ma, se la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui si trattano gli animali, come sostiene il Mahatma, possiamo ritenerci piuttosto retrogradi.

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