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Paola Savinelli, sconfiggiamo i mostri col coraggio

Incontriamo Paola Savinelli

La Gazzetta dello Spettacolo incontra la sceneggiatrice e scrittrice Paola Savinelli. Pubblicato a febbraio 2017, il suo libro per l’infanzia “C’è un mostro nel bosco!”, edito da Lavieri Edizioni, parla ai più piccoli dei temi importanti come il coraggio e la curiosità.

Paola Savinelli - C'è un mostro nel bosco

Con delicatezza e semplicità, Paola Savinelli porta i bambini e non solo nel magico bosco dove i personaggi hanno più di qualcosa da insegnare. La curiosità, la verità, il coraggio e la bellezza sono i temi e i pilastri di un libro che entrare nel cuore e ti regala pensieri e ispirazioni, anche quando gli otto anni li hai superati da un po’.

Come nasce l’idea di scrivere “C’è un mostro nel bosco?”

Da un’ urgenza di voler dire qualcosa. Il Mostro faceva parte di una piccola raccolta di soggetti per fiabe che avevo scritto, quando si trattato di scegliere quello che sarebbe diventato il primo libro sono andata un po’ in crisi. Quindi ho chiesto a me stessa, facendo i dovuti scongiuri: -Ma se questo fosse il primo e ultimo libro della tua vita, quale messaggio vorresti assolutamente lasciare? Così d’accordo con l’editore (Lavieri) ed Andrea (Scoppetta) la scelta è ricaduta sul Mostro.

La piccola Nina ti somiglia?

Assolutamente sì. Assomiglia alla parte di me che mi mette sempre nei guai. Quella istintiva, un po’ sopra le righe. Che va guidata…

E la bambina curiosa?

La bambina curiosa somiglia a me, come sono adesso, a quasi 34 anni… Adesso che, dopo che ho passato buona parte della mia vita a confrontarmi coi libri e le persone, ho capito finalmente come si sconfiggono i mostri.

Per te che significato ha “essere curiosi”?

Come dice la nonna di Nina nel libro: – Non fermarsi lì dove si sono fermati gli altri.

E quanto è importante “avere coraggio” nella vita?

E’ l’essenza stessa della vita, il coraggio. Quel coraggio che, etimologicamente, deriva da cor-cordis e che ha molto a che fare col cuore e meno con l’onore e l’orgoglio; con le cose per cui vale la pena lottare e superare i limiti.

Nel libro si parla anche della bellezza che però non aiuta a scoprire il Mostro. Che valore pensi abbia la bellezza nella nostra società e nel mondo dei bambini?

La bellezza di cui si parla nel libro è una bellezza fine a se stessa. Non è con quella che si sconfiggono i mostri. Ti voglio svelare una cosa… Nell’ illustrazione in cui il sapiente mostra il suo piano al re sulla lavagna scritto Bellezza=Verità, Verità= Bellezza una citazione da ”Ode su un’urna greca” di John Keats, la migliore definizione di Bellezza possibile; l’interpretazione più vera. Quella che gli adulti dovrebbero insegnare ai bambini, dopo averla imparata a loro volta.

Come nasce la collaborazione con Andrea Scoppetta?

Io e Andrea ci siamo conosciuti nell’ultima edizione di ‘O Curt 2015, il festival del cortometraggio che ho organizzato insieme a Tycho, l’associazione con cui mi occupo di diffusione cinematografica a Napoli; lui era tra i giurati. Avevo da tempo desiderio di confrontarmi con la scrittura per i bambini ed Andrea aveva già pubblicato diversi libri, così nei giorni successivi gli ho inviato qualcosa chiedendogli un parere…

Quale messaggio speri colga il lettore dopo aver letto questa storia?

Che spesso abbiamo paura di mostri che non abbiamo mai visto. Solo per sentito dire, solo perchè qualcun altro lancia l’allarme. E anche che crescendo, crescono anche i nostri mostri. Magari smettono di avere un aspetto terribile… Piuttosto si trasformano in un’assenza, in una diversità, in una malattia. Eppure l’arma per sconfiggerli è sempre la stessa. Superare il limite, informarsi, se il mostro solo nostro, studiare, se vogliamo sconfiggere anche i mostri che appartengono agli altri.

Oltre ad essere un’autrice, sei una sceneggiatrice. Quale è stato il traguardo più importante che hai ottenuto e che ti ha emozionato?

Difficile. Io mi emoziono facilmente. Soprattutto al cinema, quando la storia che avevi in mente è su uno schermo gigante. Direi che tutti i premi vinti non eguagliano l’emozione di vedere la storia, qualunque essa sia, per la prima volta al cinema.

Paola, descriviti ai nostri lettori.

Sono ancora quella bambina che ha avuto salva la vita dall’infelicità, da ogni subordinazione quando ha imparato a leggere e scrivere.

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