Gennaro Spinelli
Gennaro Spinelli

Gennaro Spinelli: il violinista bello

Gennaro Spinelli, è un ragazzo ed un musicista davvero speciale: si innamora del violino, dopo aver provato chitarra e pianoforte.

Ma come ci anticipa lui stesso: “Il violino richiede davvero molto tempo e impegno prima di vedere anche solo i minimi risultati decenti”. Nonostante abbia suonato in più di 30 paesi nel mondo e in teatri importanti, il suo più grande sogno, sarebbe quello di esibirsi all’Opera di Sidney. Lo incontriamo per la nostra rubrica “Talenti“.

Ciao Gennaro Spinelli, ben trovato su “La Gazzetta dello Spettacolo”. Innanzitutto, complimenti perché oltre ad essere molto bravo, sei apprezzato fisicamente! Quando hai iniziato a suonare il violino? Come ti sei affascinato a questo strumento? Generalmente, la maggior parte dei ragazzi, studiano il pianoforte o la chitarra.

Inizio a suonare il violino all’età di 4 anni, dopo aver provato chitarra e pianoforte, entrambi gli strumenti non mi attiravano ma quando ho preso il violino in mano non me ne sono più separato. Il primo concerto lo feci all’età di 6 anni e già allora la mia musica era incentrata sul voler divulgare messaggi di pace. Vengo da una famiglia di musicisti: da mio padre alle mie sorelle, perciò devo dire che la musica fa parte della nostra vita in modo continuo e quotidiano. Il violino richiede davvero molto tempo e impegno prima di vedere anche solo i minimi risultati decenti, perciò è meno appetibile del pianoforte o della chitarra dove in poco tempo si riescono a fare le cose più semplici.

C’è un brano che ti piace eseguire, o a cui sei maggiormente, legato?

Uno dei miei brani preferiti è la “Czardas” di Monti, ma non nella versione classica: tutti ascoltano i brani di tradizione etnica nel modo classico e rivisitato dagli autori. Nella musica cerco di fare tornare la musica a casa e la eseguo come immagino quei musicisti la volessero mostrare.

Gennaro Spinelli, qual è un tuo sogno nel cassetto?

Un sogno che porto, ormai da tempo, è quello di esibirmi all’Opera di Sidney. Sono sempre stato affascinato da quel luogo; ho suonato in più di 30 paesi e in tanti teatri importanti, ma quello è un luogo che sogno fin da ragazzino.

Su Sara Morandi

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