Kim Kardashian su Vogue Italia. Foto di Rafael Pavarotti
Kim Kardashian su Vogue Italia. Foto di Rafael Pavarotti

Kim Kardashian si racconta a Vogue

Un focus su Kim Kardashian, ritratta in una veste sensuale, ma anche divertita, dal fotografo Rafael Pavarotti con lo styling di Ibrahim Kamara, protagonista del nuovo numero di Vogue Italia.

Un dialogo a cuore aperto con la scrittrice Chiara Barzini, in cui Kim racconta della fine della sua relazione, del co-parenting, del suo ruolo di madre, figlia e sorella, della sua carriera come avvocato, della difesa delle persone incarcerate e di come riesca a tenere tutto sotto controllo con attitudine quasi zen, perché, come dice lei, «Il caos è il mio elemento naturale».

Sul set è emerso anche l’amore di Kim per l’Italia, di cui ne celebra la bellezza attraverso la scelta di tre personalità italiane (Sabrina Impacciatore, Simona Tabasco e Beatrice Grannò) come protagoniste della campagna del suo brand SKIMS. Un vero sogno per lei essere sulla copertina di Vogue Italia, che ha sempre considerato iconica.

Le dichiarazioni

Kim Kardashian è ragione e sentimento al tempo stesso, è il termometro della cultura pop americana. In un’epoca dove tutto è in mondovisione non possiamo non provare la curiosità di parlare con lei che, nonostante il suo continuo esporsi, alle interviste si dedica poco e rimanendo sempre, paradossalmente, più introspettiva. È con lo stesso approccio delicato e intimo che ha affrontato questa intervista in cui abbiamo cercato di capire cosa c’è nel suo futuro. «È la prima volta che rido su una copertina», mi ha rivelato durante lo shooting. Mi piace pensare che con noi si sia lasciata andare, per una frazione di secondo” commenta Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia.

L’intervista di Kim Kardashian su Vogue

Nell’intervista Kim parla di famiglia e di emozioni, di come cambi la prospettiva sulle proprie madri quando si diventa genitori e di quanto lei apprezzi solo ora quanto fatto da sua madre domandandole spesso come abbia fatto a gestire 6 figli, 6 grandi personalità. Nonostante sia abituata a condividere ogni aspetto della sua vita quando le viene chiesto come si comporta nel mostrare le sue emozioni ai figli risponde “Se si tratta di qualcosa che riguarda il padre dei miei figli e sono arrabbiata, cerco di non mostrare tante emozioni. Devo essere pronta a spiegare le ragioni per cui sono arrabbiata. Non c’è niente di peggio che dire: “Capirai quando sarai più grande”. Non voglio essere quella persona. Ma se sono arrabbiata per altre cose, non ho paura a farmi vedere nella mia emotività”.

Sul rapporto con i social media, pensa che in un mondo perfetto i suoi figli non li userebbero ma che sua figlia maggiore lo prende come un gioco e lo affronta in maniera leggera. “Le piace molto fare video con me. Quando ci sono delle cose vere da discutere, ne parliamo sempre. Fra l’altro North non ha ancora le app dei social media sul suo telefono. Telefono da cui, inoltre, non è dipendente. Se lo fosse, sarei un po’ più preoccupata.”

Kim prende molto sul serio la sua carriera da avvocato, un desiderio legato al ricordo del padre dal quale ha imparato la grazia e ad essere molto calma e raccolta. Sulla lotta per la riforma della giustizia penale americana, sul rapporto dell’America con la pena di morte e sui casi di incarcerazioni ingiuste, dice “Quando mi occupo di qualcosa voglio sempre prendermi il tempo necessario per conoscere la persona che voglio aiutare. A volte, se non si tratta di un caso di emergenza, mi capita di andare in visita in carcere, ma se c’è la minaccia di un’esecuzione, non c’è tempo, bisogna agire”.

Storie ed esperienze che non svaniscono nella sua coscienza ma che anzi, le danno la forza di continuare a lottare per loro: “Quando si visita un carcere e si ha la possibilità di incontrare i detenuti, queste sensazioni ti spingono ancora di più a capire quanto sia ingiusto il nostro sistema e quanto sarebbero diverse le cose se avessimo dei centri di riabilitazione al posto dei carceri. L’ultima volta che sono stata in carcere ho potuto portare con me mia sorella Khloé. È stato importante che lei vedesse tutto il lavoro che faccio”.

Quando le viene chiesto come abbia gestito la separazione da suo marito, Kim risponde :“Penso che a un certo punto devi arrenderti al fatto che non avrai l’ultima parola e non potrai dire la tua verità. Ma io ho avuto l’ottimo esempio dei miei genitori e questo mi ha aiutata. Mi fa venire voglia di essere un esempio anche per i miei figli”.

Dall’intervista emerge una nuova Kim, sia esteticamente che spiritualmente. “Sento che c’è una nuova me, è vero. Prima la mia sicurezza derivava dal fatto di avere un partner di cui mi fidavo molto. Quando questo accade, si tende a perdere contatto con il proprio istinto. Ora mi trovo in un momento in cui voglio solo fare la cosa giusta”.

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