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Faccia a faccia con la gang degli Sbandati

Oltre il varietà, dietro le quinte di Sbandati

Come in ogni trasmissione che si rispetti, quello che ne decreta il successo e l’interesse da parte del pubblico è il team. La squadra che coordina, trasforma e stimola l’interesse dello spettatore: proprio come succede a Sbandati.

Il cast di Sbandati 2
Il cast di Sbandati 2

Ed in quello studio televisivo che agli albori, nel 1962 ospitava “Le acque della luna“, Rai 2 presenta la produzione della Nonpanic con a capo Gigi e Ross, in un format ispirato al francese “Touche pas à mon poste” (tratto dal format francese di C8). Esperimento non semplice quello affrontato dall’emittente, in quanto come dichiara Fabio Di Iorio (Responsabile Intrattenimento Rai 2): “la seconda serata è una giungla complessa per le TV generaliste, ma in Francia hanno un conduttore, in Italia ne abbiamo scelti due“.

Con questa ilarità quindi si presenta Sbandati nella sua seconda edizione, che vede al timone nuovamente Gigi e Ross, pronti ad affinare delle doti di base che li portano ad una migrazione nella conduzione, sempre più propensa ad andare oltre il semplice aspetto comico in cui li abbiamo conosciuti nelle trasmissioni come Made in Sud.

Importanti per capire questo esperimento sociale ed il suo rapporto con la televisione, anche le parole di Filippo Cipriano, che parla di una “metatelevisione per andare oltre le righe, senza perdere il senso della misura“.

I cambiamenti

Ma cosa cambia in questa seconda edizione? Si parte sicuramente da una scenografia completamente rinnovata, qualche aggiunta nei panelist (confermati quelli storici della trasmissione) ed una nuova vita da backstage più vissuta.

Un backstage che si arricchisce non solo di momenti sviluppati “ai lati” dello studio, ma anche di momenti in esterna. Fondamentali sono i nuovi “format nel format” che vedono la novità in “Pozzuoli Express“, gestita dal comico Alessandro Di Sarno, come parodia del più celebre “Pechino Express”, o ancora “Parlandone da vivo“, simpatica idea di far raccontare all’ospite della puntata quello che si aspetta per il suo estremo saluto e interessante novità dell’ultima ora, “Cantieri Infiniti“, che con anziani protagonisti, non necessita di ulteriori spiegazioni.

Si tratta di una scelta televisiva in controtendenza, ma che permette di dare allo spettatore un assaggio di tutto quello che succede nella televisione privata e nazionale italiana e straniera, oltre che un buon “assaggio” dei contenuti del mondo del Web.

Come nasce Sbandati?

Sembra che Sbandati non sia il primo titolo scelto per la trasmissione, ma che una delle ipotesi iniziali sia stata “Gang Band“, successivamente passata al vaglio e sopperita dalla proposta del simpatico Rosario Morra (Ross) che ha poi avuto la meglio sul titolo definitivo.

La trasmissione però nasce proprio per dare spazio a tutti i contenuti alternativi, che vengono poi richiamati anche da una “trasmissione cugina” in onda su Rai Radio 2 con Matteo Bordone e Melissa Greta Marchetto.

Ma cos’è Sbandati in pratica?

Non chiamatelo “versione politicamente scorretta di Tv Talk”! Più che altro, Sbandati è un’analisi della metatelevisione con momenti di ilarità e tanta spontaneità, o come la definisce Gigi Esposito, uno dei conduttori: “Una sorta di riassuntone fatto a minestrone, sempre pronto da scongelare e da guardare“. Gli ospiti si divertono, i panelist permettono di approfondire ed i conduttori, da buoni padroni di casa amalgamano questo mix con Daniela Collu, Saverio Raimondo, Velia Lalli, Il Pancio e Giulia Salemi.

Continuate a seguire La Gazzetta dello Spettacolo perché nei prossimi giorni vi faremo raccontare da Velia Lalli, Il Pancio e Giulia Salemi, come vivono la trasmissione!

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