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Renzo Arbore, inseguire lo scoop è il male della comunicazione

Al Premio Elsa Morante, la parola a Renzo Arbore

Cerimonia di assegnazione per il Premio Elsa Morante all’Auditorium della Rai di Napoli, dove tra i vincitori troviamo un Renzo Arbore in gran forma, premiato per la Comunicazione.

Ad annunciarlo la giuria presieduta da Dacia Maraini, che durante la premiazione ha mostrato ai presenti uno spezzone di “Da Palermo a New Orleans… e fu subito jazz“, dove il cantautore racconta che il Jazz, non ha origini meramente americane o africane, bensì palermitane.

La sua curiosità intellettuale e creativa, che lo ha visto anche protagonista di “Unici“, nella puntata in onda mercoledì 15 Novembre su Rai 2, ha raccontato sin dai suoi inizi jazz club di Foggia e nei night club di Napoli alle grandi jam-session, che lo hanno portato a raccontare la canzone napoletana, il jazz e lo swing per il mondo.

Interessante il suo punto di vista per il quale, ai posteri va lasciato qualcosa, e proprio su queste dichiarazioni, noi abbiamo raccolto il suo pensiero sulla comunicazione e sulla musica, subito dopo la consegna del premio:

Il riconoscimento viene assegnato a Renzo Arbore, per la capacità narrativa, comunicativa e di ricerca. Per la curiosità intellettuale e creativa, che lo ha portato ad indagare e raccontare le origini italiane del jazz, nel centenario della sua nascita. Per la capacità di intrecciare genialità, cultura e divertimento.

Elsa Morante amava il jazz e Renzo Arbore onora insieme ad altri illustri colleghi come Mogol, Francesco Piccolo, Giacomo Durzi e Nicola Lecca, il palcoscenico del Premio Elsa Morante 2017. Ritirano il premio per Elena Ferrante, i suoi editori, continuando a tenere il mistero su questa autrice da best seller di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

Una occasione per riflettere, quindi, quella che ha portato quest’anno a non assegnare il premio a grandi nomi del giornalismo italiano, bensì ad un Artista che ha fatto della sua vita, motivo di studio e che sembra aver tanto da insegnare a chi la comunicazione la fa veramente per lavoro.

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