Claudia Campagnola. Foto di Silvia Gerbino
Claudia Campagnola. Foto di Silvia Gerbino

Claudia Campagnola: ecco Trappola per topi

Ritroviamo l’attrice Claudia Campagnola alle prese con un nuovo ruolo per uno spettacolo teatrale, “Trappola per topi”, e tante esperienze ancora da affrontare. Claudia ci parla dei suoi trascorsi, del ritorno alle tavole del palcoscenico, di quello che sarà il suo ruolo nel prossimo film della Archibugi, del suo futuro artistico. Una donna forte, sensibile, da sempre pronta ad affrontare nuove esperienze lavorative.

Ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo, Claudia Campagnola. Come procede il tuo vissuto?

Ben ritrovata a te Alessia e a tutti i lettori de La Gazzetta dello Spettacolo. Procede molto bene e con grande entusiasmo, per questa ripresa, con tanti progetti nuovi, e ancora con grande voglia di emozionare le persone.

Tanti gli impegni che a breve ti vedranno protagonista c’è lo spettacolo teatrale “Trappola per topi”. Cosa puoi anticiparci a riguardo su quello che sarà il tuo ruolo e la storia in sé?

Sono impegnatissima nelle prove con Giorgio Gallione, il regista. Si tratta di un cast di attori e attrici molto bravi. Interpreto Mollie Ralston, la proprietaria della nuova locanda di caccia del cacciatore. Non vi dirò moltissimo, perché raccontare del mio personaggio potrebbe rischiare di svelare troppo del giallo. Non voglio togliere il giusto mistero alla storia. Posso però dire che si tratta di un personaggio che mi dà tantissime possibilità interpretative, in un registro brillante ma anche drammatico.

Tornare in teatro, dopo una pandemia inaspettata. Cosa rappresenta per te?

Chiaramente, non sto nella pelle. Ho finalmente potuto cominciare a lavorare ad un progetto nuovo, “Trappola per topi”, appunto. In questi due anni di Covid19 sono stata in qualche modo costretta a portare avanti progetti già esistenti. Ovviamente sempre con tutto l’amore del mondo per il mio lavoro. Immergersi finalmente in un progetto nuovo, con una compagnia nuova e con un regista con cui non ho mai lavorato prima, mi fa capire ancora di più quanto amo il teatro. Che privilegio incredibile è poter fare questo lavoro, e sperimentare personaggi diversi, navigare attraverso sentimenti ancora tutti da ricercare.

Recentemente hai avuto modo di prendere parte al Matera film Festival. Che esperienza è stata?

È stata un’esperienza nuova ed esaltante allo stesso tempo. Sono stata accolta da tutto lo staff con grandissimo affetto. Ho avuto la possibilità di esibirmi in due vesti: il pomeriggio nella sezione Matera World e la sera ho invece avuto l’onore di presentare il concerto di Peppe Servillo e la String Solis Quartet. Di giorno mi sono esibita con un quartetto d’archi ed ho recitato il discorso all’umanità di Charlie Chaplin tratto dal film “Il grande dittatore”.

Prossimamente potremo vederti nella nuova fiction di Francesca Archibugi che riguarda la storia di Elsa Morante. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

È stato un ruolo molto bello da poter impersonare. Una scena molto emozionante. Interpreterò una delle bambine della storia da grande, intervistata negli anni ’70. Ho lavorato benissimo con la regista Francesca Archibugi.

Cosa puoi anticiparci sul tuo futuro artistico?

I progetti sono tanti così come la voglia di adoperarsi sempre più. Fino a marzo sarò in tournée con “Trappola per topi” e poi proverò a sviluppare le tante idee che, a loro modo, stanno già per diventare realtà. Appena concretizzata vi parlerò e vi racconterò del futuro che a quel punto sarà diventato presente.

Sogni e desideri di Claudia Campagnola?

Sogno e desidero di poter fare il mio lavoro per sempre. Spero di avere la possibilità di esprimermi e di essere me stessa. Sogno e desidero il bene della mia famiglia e degli altri. Sogno e desidero un paese più civile, un posto dove la gentilezza, il rispetto e l’amore vincono su tutto. Sogni e desidero un mondo in cui l’essere umano sia un portatore sano di musica e di arte. Solo questo desidero.

Autore: Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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