Alessio Praticò
Alessio Praticò

Alessio Praticò: vi racconto “Blocco 181”

Alessio Praticò è nel cast di “Blocco 181”, serie Sky Original diretta da Giuseppe Capotondi, nei panni di Nicola Rizzo, Un lavoro che tratta temi legati ai sentimenti, alla famiglia, alla criminalità, per un attore poliedrico, capace di impersonare personaggi sempre credibili, dai risvolti importanti.

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Alessio Praticò. Come stai?

Sto bene, tutto sommato.

Come ha avuto origine il tuo amore per la recitazione?

Ho avuto la fortuna, da piccolo, di frequentare una scuola che curava l’arte, il teatro. Un sentimento, quello per l’arte drammatica, che ha avuto quindi inizio prestissimo, protraendosi alle scuole elementari e medie. Soltanto all’università, dopo la laurea in architettura, mi sono reso conto di volere davvero intraprendere questa strada, guidato da Marilù Prati e Renato Nicolini. Dopo aver preso parte ad alcuni provini, ho avuto accesso alla scuola del Teatro Stabile di Genova. In un batter d’occhio, dal 2013, sono arrivato dove sono ora e, con piacere, continuo a percorrere questa bellissima strada.

Parliamo del tuo Rizzo e di “Blocco 181”, la serie in onda su Sky Original..

“Blocco 181” è una favola nera che, in una chiave pop, racconta una sorta di Romeo e Giulietta a tre, in un contesto come Milano, mostrando un punto di vista differente. Raccontiamo la periferia milanese, completamente diversa dalla Milano solita. In contesto in cui accadono cose, tante, come lo svelarsi poco a poco dei personaggi, lasciando pochissimi elementi al pubblico. Aspettative che, poco alla volta, vengono distrutte, portando chi ci segue a cambiare il proprio pensiero. Il mio Rizzo è una sorta di sindaco del quartiere, zio di Mahdi (Andrea Dodero), che gestisce un grande autosalone vicino al blocco. In realtà si occupa anche di altro, nelle varie sfumature che lo caratterizzano, ed è una persona che fondamentalmente non è nemmeno in grado di saper utilizzare una pistola, ma dovrà superare situazioni forti che lo porteranno a dover dimostrare di esserne capace, invece. Non vi dirò altro per non togliere curiosità alla visione della serie.

Cosa si prova a vestire i panni di un cattivo?

Fa parte del mio lavoro il poter raccontare personaggi sempre diversi. Cerco di portare in scena quelle che sono le sfumature, per rendere il soggetto più vero, con le sue azioni negative, sbagliate. Alcune volte ci sono scene in cui capita di provare disagio circa determinati aspetti, ma ciò vuole semplicemente dire che funziona ciò che si sta facendo.

Il vostro è un cast abbastanza variegato. Quali sono stati i vostri rapporti sul set?

Rapporti bellissimi, forti. Con Alessandro Tedeschi, che interpreta Lorenzo, avevamo già lavorato insieme. Ritrovarsi, da amici, è stato davvero bello. Con gli altri ragazzi, invece, è stato amore a prima vista. Chiaramente i rapporti umani aiutano a lavorare bene e, quando accade, è sempre un bene. Tanto affiatamento, tanta serenità.

Che ricordo hai della tua partecipazione al film di Bellocchio, “Il traditore”?

Ne conservo un ricordo bellissimo perché fu proprio Bellocchio a volermi per quel film. Un’esperienza formativa, particolare, dal punto di vista professionale e non solo. Anche in quel caso si è creato un equilibrio particolare con il resto del cast.

Tra i personaggi che hai avuto modo di interpretare, a tuo avviso, pensi ce ne sia qualcuno in grado di poter dare ancora qualcosa?

Ogni personaggio portato in scena, a suo modo, mi ha lasciato addosso qualcosa. Di certo potrebbero dare ancora tanto, se approfonditi. Come se venissimo immersi, per un lungo periodo, all’interno di un’altra vita, di un nuovo mondo. Ci si affeziona, inevitabilmente, e una volta terminato il tutto, è come lasciare una persona che ti ha accompagnato, seppure per un breve lasso di tempo.

A cosa ti saresti dedicato se non avessi intrapreso questa strada?

Probabilmente avrei fatto qualcosa nell’ambito della comunicazione. Mi piace l’architettura, anche per via degli studi effettuati, così come la grafica. Mi appassiona molto anche la musica. Ad ogni modo, avrei di certo affrontato qualcosa di creativo.

Oltre “Blocco 181” dove altro potremo vedere Alessio Praticò prossimamente?

Lo scorso anno ho preso parte a svariati progetti, ma non vi è ancora una data certa di uscita. Ho girato, ad esempio, un action movie per Netflix, con Alessandro Gassmann e Ginevra Francesconi e, non ultimo, sarà nel cast della quarta serie di Boris. Un vero onore potermi ritrovare in una serie di cui sono da sempre sostenitore. Ho anche girato una serie sul generale Dalla Chiesa con Castellitto e “Odio il Natale”, con Pilar Fogliati, serie Netflix natalizia. Al momento, invece, sto girando una nuova serie, sempre per Netflix, intitolata “Briganti”, e un film, opera prima di Lorenzo Adorisio, tratta dal romanzo di Carmine Abate, “La festa del ritorno”.

Autore: Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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