Tre passi di donna

Tre passi di donna al Teatro Furio Camillo

Tre passi di donna

Le donne protagoniste delle storie inseguono speranza e illusioni, cercano di lottare per un’esistenza migliore, reinventandola e reinventandosi.

Il 19 marzo alle ore 21,00 Chiara Favero è Madame Bovary, regia di Luciano Colavero. La conoscono tutti, anche chi non ha letto il romanzo che porta il suo nome. Su di lei sono stati realizzati film e spettacoli teatrali. Su di lei hanno scritto canzoni, saggi, studi, parodie, imitazioni. Il suo nome ha definito una malattia dell’anima: il bovarismo. La sua personalità supera i confini del romanzo che la contiene.

Il 20 marzo alle ore 21,00 Claudia Pellegrini presenta Anna Cappelli, l’ultima delle figure “deportate” raccontate da Annibale Ruccello prima della sua prematura scomparsa. Anche in questo monologo la protagonista è una donna tagliata fuori dal proprio mondo, una straniera a cui hanno estirpato le sue radici, una deportata violentata nella sua identità, una donna avvilita dalla solitudine ed oppressa da una costante sensazione di minaccia del tutto simile a quella metaforica presente nel teatro di Pinter. Per ritrovare se stessa, per tornare ad avere una identità cercherà un amore inteso come tenerezza, complicità, progettualità ma troverà sciaguratamente solo un eros disperato il cui unico approdo sarà la morte.

Il 21 marzo alle ore 21,00 Laura Pozone presenta Love is in the hair, un monologo brillante dal ritmo serrato, che scandaglia l’universo femminile. Sei personaggi, dai 25 ai 60 anni, in un negozio con molta personalità tra spot pubblicitari e colpi di phon. Tutto interpretato da un’attrice che racchiude in sé  le loro vite, demoni e sogni.
Il 22 marzo alle ore 18,00 Giulia Pont presenta Ti lascio perché ho finito l’ossitocina. La fine di una storia d’amore è uno degli eventi più comuni e traumatici della vita di ognuno. Un dramma che spesso si riempie di risvolti comici, talvolta assurdi. Giulia tenterà di guarire il suo mal d’amore sperimentando in maniera folle il potere terapeutico del teatro: il pubblico diventerà il suo terapeuta. Una chiacchierata spassosa e coinvolgente dove pensieri, emozioni, disastrose manovre di riavvicinamento e improbabili consigli di parenti e amici s’intrecciano. Un gioco divertente, commovente e catartico.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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