Veronica Surrentino

Con “A Passo Lento”, Veronica Surrentino spicca il volo

Dopo “Tranne Te”, con “A Passo Lento” Veronica Surrentino, riconferma uno stile e un carattere artistico inconfondibile: una voce blues, che rende le parole protagoniste su un ritmo contemporaneo e radiofonico senza per questo, rinunciare alla musica suonata che è e rimane, fondamentale e imprescindibile. La cantautrice con Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà, compagni di viaggio inseparabili e insostituibili e la batteria di Alessandro Bastianelli ci regala un brano raffinato che, pur distante dai tormentoni reggaeton, farà da colonna sonora a questa nuova estate. Oggi si racconta per noi.

Veronica Surrentino

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Veronica Surrentino. Oggi basta avere talento per avere successo?

Personalmente ho lavorato tanto, cercando sempre di fare del mio meglio. Ho cominciato che ero poco più che una ragazzina, per caso, quando qualcuno mi sentì ad un karaoke estivo. Da quel giorno, ho cantato ovunque, a feste, eventi, nelle hall dei grandi alberghi e con fierezza, ero in grado di aiutare la mia famiglia. Solo il talento non basta, bisogna provarci con tutte le forze, in tutti i modi. Mia mamma mi ha sempre detto che non avessi lavorato sul mio talento, assecondando la passione, sarebbe stato un delitto. Questo è stato il mio “mantra”: l’impegno, lo studio, la determinazione sono state compagne di viaggio.

Oggi sono i talent a far sognare tanti giovani. Qual è la tua opinione a riguardo?

Il messaggio sbagliato dei talent è che vincerlo, sia il coronamento di un sogno. Invece è solo l’inizio di un duro lavoro, dell’impegno, della fatica. Può essere un’occasione per mettersi in luce, ma è un faro che si spegne in fretta.

Veronica musicista cantautrice, moglie e mamma: rasenti la perfezione. Hai qualche difetto?

Un po’ per circostanza un po’ per carattere, sono una ritardataria cronica. La fretta non fa parte di me. Mi dedico a fare qualunque cosa con attenzione e pignoleria e quindi mi rallenta questo. Vado veloce sempre nel tempo, ma ho bisogno di tempo per fare le cose bene.

Definisci la musica…

La musica è condivisione ed io la condivido con Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà da sempre. Aldo, che è con me da quando avevo poco più di vent’anni, è come un fratello maggiore; ogni cosa anche la più pazza che ho fatto nella vita, lui c’era. Gianfranco è arrivato sette o otto anni fa e da allora è parte di questa nostra strana famiglia. Per me avere loro, equivale davvero ad avere una “famiglia musicale”, con cui condividere e sperimentare. Loro sono stati con me a prescindere dal momento, anche nei più difficili e questo è impagabile. Non serve neanche più parlare, c’è un’empatia incredibile. Questo ci permette di entrare in studio e lasciare che la musica, suonata, prenda il largo in una navigazione senza bussola. In A Passo Lento come per Tranne Te, alla batteria c’è Alessandro Bastianelli, che ha collaborato già molte volte con noi, complice e amico di tanta musica.

Quando hai scritto A Passo Lento?

A Passo Lento, è nata subito dopo Tranne Te quando ancora avevo in circolo voglia di ritmo e la necessità di esplorarlo. Idealmente potrebbe essere il capitolo seguente dello stesso racconto: Tranne Te, è il ritratto di una donna volitiva, che sa di volere tutto – “tranne te”. A Passo Lento ci fa rivivere, quello stato emotivo, carico di aspettative, di una nuova storia. Un sogno che può confondersi con la realtà, incoraggiandoci a lasciarci andare.

In questo brano, come di consueto, hai messo il cuore ma anche le mani: come è stato lavorarci?

La sezione ritmica ci ha impegnati molto, costringendomi a rivedere il cantato. La parte melodica è arrivata come sempre in solitudine al piano, dove nascono le mie canzoni. Dopo, insieme, abbiamo fatto un gran lavoro per ottenere un brano ritmato, che non perdesse il bello della musica suonata; la difficoltà, per il mio modo di scrivere, è stata di trovare parole con un bel suono, allineate al ritmo. Il brano senza pretese o imperativi, racconta la nascita di un rapporto, un nuovo incontro che lascia aperto il finale. Vera protagonista è la consapevolezza che ci possa essere coinvolgimento, passione, anche andando A Passo lento, lasciandosi cullare dalle emozioni, senza ipotecare il domani.

A Passo Lento è accompagnato da un bel video girato in barca vela. Cosa racconta?

Abbiamo scelto il mare aperto: vele spiegate al vento e un senso nuovo di libertà. A Passo Lento, in una nuova storia d’amore, scegliendo di viverla fino in fondo, senza chiedersi dove ci porterà. “Giochi di sguardi e d’intesa, per un video dove senza bussola, in mezzo al mare, lascio che sia la passione, per una volta, ad avere il comando. Il desiderio di scoprire dove porterà, fidandosi e affidandosi. Sogno o realtà? Immagina ciò che vuoi e il finale, scrivilo tu…” Mi è sembrato il modo migliore per raccontare questa nuova avventura musicale e devo ammettere che mi sono anche sentita molto a mio agio. Ti confesso che la mia timidezza, se non sono su un palco “vestita” di musica, viene sempre fuori e ritrovarmi in mare aperto mi ha permesso di esprimermi più liberamente.

Veronica con la tua musica hai ormai preso il largo: qual è la rotta?

Abbiamo in cantiere tante cose perché una delle nostre manie è quella di non fermarci mai. Proviamo, suoniamo, ci confrontiamo senza tregua. Io scrivo al pianoforte, in solitudine, ma poi condivido con il mio gruppo e come di consueto, cominciamo a suonare i nuovi pezzi elaborandoli fino a che trovano la loro strada. Una delle cose belle in arrivo, che non posso ancora svelare, è un duetto con una delle voci più note della musica italiana, su un brano scritto da un autore tra i più amati.

Veronica Surrentino

Cantautrice e musicista, cresciuta col Rhythm and Blues. Lei ha imparato a “volare” tenendo i piedi per terra, costruendo giorno dopo giorno “sul campo”, di palco in palco, la propria carriera. Veronica ci insegna la consistenza dei sogni, quelli che si fanno a occhi aperti, senza perdere di vista, prima di tutto noi stessi. Il talento e la tenacia, non l’hanno mai abbandonata e lei con pazienza e determinazione, ha coltivato il proprio sogno. Diplomata all’Accademia in canto, pianoforte e recitazione, oggi è felice di accogliere tutto quello che di bello, la vita e la musica, le hanno regalato. Riservata e di poche parole, quando è su un palco, diventa un’altra: la sua voce calda e graffiante allo stesso tempo, ci mostra una Veronica che nella vita di tutti i giorni, è difficile scorgere.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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