Marcelo Paganini - La cover di B4ever Now
Marcelo Paganini - La cover di B4ever Now

Marcelo Paganini con la voce dei Pink Floid

Il virtuoso franco-brasiliano della chitarra Marcelo Paganini e Durga McBroom, la cantante dei mitici Pink Floyd, si erano incontrati per la prima volta nella Cruise To The Edge del 2015 ma hanno deciso di mettersi a lavorare insieme non prima dell’estate del 2016, su impulso dello stesso Paganini.

L’unione tra due grandi talenti musicali come i loro non poteva che portare a ottimi risultati e l’Ep B4ever Now, uscito lo scorso marzo (su piattaforma digitale e Cd Baby) ne è la prova lampante. Sono quattro i brani che Marcelo Paganini, stimato musicista e originale film maker, ha realizzato con l’apporto vocale di Durga, e con la collaborazione del leggendario musicista e produttore jazz Eumir Deodato, dando vita ad un lavoro di rara sensibilità, dalle chiare note prog rock ma anche ricche di svariate influenze. Abbiamo parlato con Paganini di questo ottimo Ep, dei pezzi che contiene e della lunga storia che ha portato alla sua realizzazione…

Marcelo Paganini, come hai scelto i quattro pezzi che fanno parte di questo EP?

Io e Durga avevamo più o meno quarantotto ore insieme, dovevo fare le scelte giuste per selezionare i pezzi che avrebbe suonato meglio con le sue vocals…Ho scelto Crying With a Smile perchè lei riusciva ad aggiungere un tocco gospel a questo pezzo prog e renderlo monumentale. I risultati sono stati più incisivi di quello che avrei mai potuto immaginare nei miei sogni più sfrenati. B4ever now e Last BART to San Bruno, invece, li ho inclusi perchè volevo connettere la cantante dei Pink Floyd con Eumir Deodato e Gary Husband, mescolando il prog rock con il jazz fusion in nuovi ed inaspettati modi, in modo da poter raggiungere un’adience più vasta non necessariamente abituata a questi stili musicali.

2012 Space Traffic Jam l’ho inserita perché questo pezzo sarebbe stato il finale perfetto per il mio EP. Nella mia mente rappresenta anche il lungo e tortuoso cammino che ho compiuto in questo universo prima di incappare nella voce di Durga McBroom riuscendo così a dimostrare dove la musica può arrivare quando si innestano i migliori talenti. Il brano mostra la mia esigenza di andare avanti anche dopo questo tipo di incontri che ti cambiano la vita, infatti continua a lungo anche quando la parte vocale si conclude.

Qual è stata la cosa migliore del ritrovarsi a lavorare con Durga McBroom?

Il fatto stesso che sia avvenuto. Marcelo Paganini ha vissuto finora per poter lavorare con lei! (sorride) Quanti compositori/produttori hanno vissuto e sono scomparsi senza essere riusciti a sperimentare la gioia divina di ascoltare Durga McBroom cantare le tue canzoni di fronte a te?

Quando lei ha iniziato a cantare nel mio studio mi veniva da piangere, da ridere, volevo gridare la mia felicità al mondo intero… Ma non abbiamo avuto poi tutto questo tempo. Così ho dovuto tenere tutto per me e continuare a lavorare. Non ho chiuso occhio per 48 ore perchè dovevo mixare le due canzoni delle quali dovevamo girare i videos l’ultimo giorno a Parigi prima che Durga tornasse in Italia. Tutti i sacrifici fatti nella mia intera vita dedicata alla musica hanno avuto un significato nel momento in cui la più bella voce in circolazione è arrivata nel mio piccolo studio in Francia, Normandia, per cantare le mie canzoni come un angelo…

La vita è un miracolo così ecco che incontriamo una Durga MrBroom una volta al secolo, se abbiamo fortuna… Io ero così nervoso, mi sentivo così sotto pressione e sono stato fortunato che lei abbia compreso e sia stata così generosa. Anche chi mi vedeva da fuori diceva: “Marcelo Paganini sta vivendo un gran momento”. Sarà per sempre nel mio cuore. E’ stato tutto così intenso, ma anche così breve…

Collaborare con lei per te è stata davvero una grande soddisfazione…

Ancora oggi mi ritrovo imbambolato davanti al microfono e sento ancora la sua voce che canta la mia musica. Quando ho iniziato a lavorare al film per mesi e mesi è stato un po’ come se lei fosse ancora qui. La vedevo giorno e notte sullo schermo del computer, abbiamo parlato un sacco, mi ha fatto molto piacere pensare che in qualche modo lei ascoltasse la mia musica anche se a distanza e per questo nei suoi confronti provo affetto e gratitudine.

Spero che tanta gente acquisterà l’album e ci faccia registrare più musica insieme, fare più film e soprattutto suonare dal vivo. I ghiacciai si scioglieranno nel momento in cui io e Durga suoneremo on stage insieme. Mi chiedo chi scriverà la storia “prenotandoci” per il nostro primo show in coppia o per un prog o jazz festival da qualche parte del mondo…

Da dove hai preso l’ispirazione per scrivere le varie canzoni?

Ogni canzone è diversa ma posso spiegarti come si è svolto il processo creativo per la maggior parte delle volte. Io sono circondato dal musica e poesia, sono sempre nella mia testa e non se ne vogliono andare. Ogni brano mi si attacca addosso, come un carro senza freni che va giù per una collina. Si spacca in pezzi e nuova musica si materializza su questo pianeta. Dopo di ciò mi sento un po’ rattristato: che cosa ho combinato? E’ come prendere una parte della mia anima e spremerla nella mia musica con o senza poesia. Per questa volta, mi dico, sono sopravvissuto, non sono certo di cosa avverrà la prossima…Poi, senza alcun preavviso, un’altra canzone mi viene in mente, un’altra melodia si affaccia e allora mi viene voglia di ricominciare daccapo. Quelli che dicono di voler diventare dei “creatori di musica” non sanno cosa dicono.

L'unione tra due grandi talenti musicali come Marcelo Paganini e Durga McBroom, non poteva che portare a ottimi risultati e l'Ep B4ever Now, ne è la prova lampante.
Marcelo Paganini – La cover di B4ever Now

C’è anche chi si limita ad assemblare la propria musica senza metterci alcun sentimento, non so se sono più o meno fortunati di me ma posso assicurarvi che il risultato finale delle loro creazioni non catturerà mai la mia attenzione…

Durante la tua carriera ti è capitato di collaborare con alcuni nomi di grande livello del panorama musicale mondiale. Chi sono quelli che non dimenticherai mai e perchè?

Eumir Deodato naturalmente… Lui è uno dei tre arrangiatori più grandi del ventesimo secolo: George Martin (che non è più tra noi), Quincy Jones e Eumir Deodato. Lui è un gigante, la maggior parte delle persone non si rende conto di quanto lui abbia fatto per la musica di questo pianera a partire dagli anni ’60. Da Frank Sinatra a Bjork e tutti quelli nel mezzo. Per me lui è come un padre musicale, è un visionario, ha cambiato le regole del gioco così tante volte. Spero di lavorare presto di nuovo insieme a lui, perchè Eumir rende migliore il mio sound. Divento migliore soltanto avendolo intorno, è come un a specie di osmosi….Ti voglio bene Deodato…

Marcelo Paganini sta lavorando ad un nuovo album?

Si’, avrei dovuto pubblicarlo quest’anno ma poi ho incontrato Durga nell’estate del 2016 e quindi è stato rimandato al prossimo anno. Per questo cd sto usando un nuovo tuning standard per la chitarra, qualcosa che non avevo mai usato prima. Questo per evitare che le mie dita vadano dove vogliono e per forzarmi a trovare nuove idee e nuove melodie. Ho già scritto sei pezzi che stanno a diversi stadi di preparazione e che di certo faranno parte del disco. Ho più pezzi di quelli di cui avrei bisogno, ad alcuni manca la melodia, ad altri le liriche, altri sono proprio all’inizio. Ma ho già degli ospiti eccezionali che hanno registrato le loro parti nelle canzoni e che quindi saranno presenti nel cd.

Di chi parli?

Di Adam Holzman della Steven Wilson Band, lui ha registrato delle splendide keyboards che aprono l’album. Di Jan Dumee, chitarrista dei Focus che ha registrato un assolo di chitarra molto intenso ed ispirato a Soul Much Further Away scritta dalla star brasiliana Lo Borges con liriche ed arrangiamenti miei. Questa è l’unica canzone dell’album della quale non ho scritto la musica. Billy Sherwood, il bassista degli Yes, registrerà le parti di basso in un pezzo e spero che Tony Kaye registrerà le tastiere nella stessa canzone…Gli Yes compiono cinquanta anni quest’anno e sarebbe bello avere sia Billy che Tony nello stesso pezzo. Altre sorprese potrebbero esserci ma non posso ancora svelare nulla…

C’è una canzone nell’album intitolata Captain’s Face che ho scritto ispirandoni all’esperienza di Cruise To the Edge del 2015. La canzone è dedicata all’organizzatore della cruise Larry Morand, un uomo che ancora non ho incontrato ma che ha avuto un grande impatto nella mia vita e nella mia direzione musicale. Dopotutto ho incontrato Durga McBroon proprio durante la Cruise To The Edge. Ed alcune persone molto talentuose, che adesso sono diventate mie grandi amiche, le ho incontrate ed ho suonato delle jam con loro proprio durante la stessa cruise. Alcuni hanno registrato Captain’s Face con me: Karla Downey in duetto con il marito Jamisson Smeltz, che ha anche registrato un eccezionale assolo di sax nella stessa canzone e le lead vocals in Soul Much Further Away.

Dicci qualcosa di Crying with a Smile, il tuo cortometraggio sperimentale. Quando hai capito che oltre ad essere un musicista volevi diventare anche un regista?

Durga è stata nel mio studio in Normandia per un paio di giorni quindi l’ultimo giorno abbiamo avuto solo tre ore per girare un paio di videos a Parigi usando uno schermo verde così da poter inserire altre immagini nel background. Ero già molto colpito dal talento di Durga come cantante ma lo sono stato ancora di più vedendola in azione davanti alle cineprese. Lei ha girato film da quando era giovanissima, ha partecipato a Flashdance quando aveva diciassette anni…

Durga McBroon è la persona più di talento con la quale io abbia lavorato. Lei ha fatto apparire tutto così semplice, ha aiutato me e il bassista Marc Madore a trovare la sicurezza giusta davanti alla cinepresa. Mi ci sono voluti alcuni mesi per finalizzare il film perchè volevo rendere giustizia al talento di Durga. La canzone riguarda la vita e la morte delle persone, l’ho scritta nel 1989 quando persi mio nonno. Poi traslocai a New York nel 1990 quindi senti l’impatto che tutto questo ha avuto su di me negli arrangiamenti. Contrastano con la calma del refrain.

Quando sarà visibile il film di Marcelo Paganini?

Il film andrà nel circuito dei film festival prima di venire postato su internet, dove puoi già vederne un teaser di 43 secondi. Personalmente ho voluto fare film da sempre ma sembrava una cosa così difficile che non l’ho mai detto a nessuno. Ho vissuto un’esperienza traumatica nel 1978, quando avevo quattordici anni e fui scelto come protagonista in un film a 16mm che facevano a scuola. Purtroppo l’unico giorno della proiezione non potei essere presente perchè nello stesso orario dovevo sostenere un esame di dattilografia. Il film poi andò perduto ed io non ebbi mai la possibilità di visionarlo. Nel 2006 firmai un contratto di distribuzione con la Big Films Short/Tigris Films di Hollywood per il mio cortometraggio The 8th Bullet ma poi la compagnia fallì e il film non uscì mai.

Tra quelle che possiedi qual è la chitarra preferita di Marcelo Paganini?

Domanda difficile, le amo tutte. Adoro la mia Godin con corde di nylon e sono un orgoglioso endorser della compagnia ed anche delle corde Dean Markley e Intex cables. Ho una dozzina di strumenti a corde oltre a dei cavaquinhos (un ukulele brasiliano modello a cinque corde), un paio di bassi, chitarre acustiche ed elettriche…Le mie tre chitarre elettriche sono un tantino inusuali. Ho una Silver Roland G707 della Ibanez con un sintetizzatore GR700 acquistato nel 1986 e quella è stata per anni la mia principale chitarra. Ma ora non voglio portare più sul palcoscenico la mia GR700 perchè è vecchia e fragile, quindi preferisco lasciarla in studio.

Poi ho una Ibanez nera X-Ing midi guitar controller, una delle migliori mai costruite ed ecco perché la acquistai alla metà degli anni Ottanta. Nel 2011 poi comprai una nuova Fender Stratocaster che ho modificato per poterla suonare controverso tipo “Jimi in the Mirror”. Fui chiamato come Marcelo Paganini insieme al mio trio per un’esibizione di celebrazione del compleanno di Jimi Hendrix a Parigi ed io volevo una chitarra speciale per quella occasione. Ho cambiato i pick-ups e fatto varie altre modifiche. Questa chitarra mi ha aiutato a capire meglio il modo di suonare di Jimi Hendrix e da allora è diventata la mia chitarra numero uno. Così mi viene sempre da ridere quando qualcuno mi chiede di suonare un pezzo con quello strumento ed io mi ritrovo nei guai e non so bene come cavarmela…

Autore: Susanna Marinelli

Giornalista pubblicista, ha scritto tra le altre per le riviste Cioè, Debby, Ragazza Moderna, Vip, Eva 3000, Grand Hotel, Gossip, Tutto, Nuovissimo...Ha partecipato come ospite a varie trasmissioni tv tra cui La Vita in Diretta e in radio per Radio2Rai.

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