Riccardo Di Pasquale, uguaglianza e cinema

Riccardo Di Pasquale è il giovane produttore del film che ha creato da pochissimi mesi la sua Fenix Entertainment, impegnata sia in campo musicale che cinematografico sta accumulando un successo dopo l’altro.

Riccardo Di Pasquale. Foto di Alessandro Pizzi
Riccardo Di Pasquale. Foto di Alessandro Pizzi

Provare a chiedersi cosa significa essere diversi. Provare ad affrontare ciò che ci divide, abbattere i muri e i pregiudizi. Scoprire cosa significa essere speciali. Amare l’essenza speciale dell’essere umano che incontriamo, conosciamo e guardiamo. Iniziare a sentirci simili, uguali, senza più nessuna distanza. Questo è il messaggio che vuole trasmettere il film Up & Down di Paolo Ruffini, che verrà presentato Domenica 21 Ottobre al Festival del cinema di Roma.

Riccardo parla e racconta i suoi progetti con entusiasmo, candore, eleganza. Si sofferma su Up&Down e vorrebbe far provare a chi lo ascolta, ciò che sente lui in questo momento: il senso di uguaglianza. Quell’uguaglianza è per Riccardo di Pasquale un vero e proprio viaggio attraverso i sentimenti, la verità più profonda, la consapevolezza concreta di ciò che dovrebbe unirci.

La Gazzetta dello Spettacolo incontra Riccardo Di Pasquale e i suoi progetti pieni d’amore.

Benvenuto Riccardo, domenica sarai al festival di Roma in qualità di produttore primario del film Up & Down di Paolo Ruffini, che verrà presentato nella sezione Alice nella città. Che emozione provi? 

Sono davvero fiero ed emozionato per questo progetto. Up & Down è un vero e proprio prodotto di qualità. Abbiamo cercato di creare un progetto che puntasse sulle emozioni, sulla pelle d’oca. Ho voluto produrre questo film perché volevo farlo e non perché dovevo.  Il mondo ha bisogno di un po’ più di gentilezza. Dobbiamo iniziare a parlare di più di sociale piuttosto che di social. Sento troppo spesso la parola ‘social’. Con la mia Fenix Entertainment, voglio fare cose che amo fare.

Come descriveresti e presenteresti Up & Down di Paolo Ruffini? 

Questo film ha come protagonisti ragazzi affetti da sindrome di down e d’autismo. Questi ragazzi sono esattamente uguali a noi. Non c’è nulla di diverso in loro. Abbiamo raccontato uno spaccato di vita di ragazzi speciali che hanno un cromosoma in più che non deve renderli diversi in nessun modo da noi. Spero che chiunque vada a vedere questo film, esca dalla sala, sentendosi felice di aver visto un progetto del genere.

Quale messaggio speri arrivi al pubblico che guarderà Up & Down? 

Vorrei che la gente si chiedesse: ma allora cosa è la normalità? Up & Down è un viaggio verso l’uguaglianza. Siamo tutti simili, senza distinzione. Credo fortemente in questo messaggio di uguaglianza. Questi ragazzi hanno lavorato con grande professionalità al film, sono stati regolarmente pagati e li consideriamo a tutti gli effetti degli attori, al pari di tanti altri. Sono artisti e persone simili a noi. Abbiamo lavorato accanto a loro, senza vedere in loro quei cromosomi in più che hanno. Up & Down è uno di quei progetti che ti fa star bene.

Hai lavorato accanto a Paolo Ruffini per questo progetto. Come ti sei trovato accanto a lui? 

Paolo è una persona magnifica e incredibile. Una persona del genere va conosciuta. Quando inizi a frequentarlo, riesce a darti una grande carica di energia e positività. Ha un’estrema bellezza interiore. Prima di conoscerlo, avevo un’altra considerazione di lui. Gliel’ho sempre detto. Ma quando poi,  inizi a conoscerlo, ti innamori e ti entusiasmi della sua persona. In questi giorni, è ansiosissimo per l’uscita del film. Questo accade, quando credi davvero in ciò che fai e quando fai un progetto di alto impegno sociale.

Riccardo Di Pasquale. Foto di Alessandro Pizzi
Riccardo Di Pasquale. Foto di Alessandro Pizzi

Sei uno dei concorrenti della nuova edizione di ‘Pechino Express’ assieme alla tua compagna Roberta Giarrusso. Che esperienza rappresenta per te questa? 

Ho vissuto un’esperienza bellissima, è un viaggio che rifarei. Ho affrontato questa esperienza con la mia compagna ed è stato fantastico. Ci siamo voluti mettere in gioco. Di solito, sono una persona che preferisce la comodità e fare un’esperienza del genere era difficile. Ho avuto un grande insegnamento da questa esperienza vissuta, ho apprezzato la popolazione, la loro ospitalità. Ho conosciuto persone e cittadini che ci trattavano come ospiti sacri e ci davano davvero ogni cosa che avevano.

Queste persone ci hanno aiutato pur non conoscendoci. Spero che racconteremo questa esperienza ai nostri figli e ci porteremo ogni emozione dentro. Fare un viaggio del genere significa provare emozioni disarmanti, avere un cazzotto nello stomaco. Ho visto bambini giocare con un pallone bucato, persone mangiare con poche cose. Ho compreso che possiamo fare a meno di molte cose inutili. Ho vissuto bene senza i social e i cellulari. Mi sono mancati molto i miei bambini. Io e Roberta ci siamo davvero messi in gioco e questa avventura ci ha rafforzati ancora di più.

Riccardo, ti abbiamo visto vincitore di un David Di Donatello 2018 e  per “La lucida follia di Marco Ferreri” di Anselma Dell’Olio. Che emozione hai provato? 

Per me, è una soddisfazione immensa. Oltre al David di Donatello, abbiamo vinto due Nastri d’argento: sia per La lucida follia di Marco Ferreri che per DIVA! di Francesco Patierno. La mia Fenix Entertainment è nata da sedici mesi, eppure abbiamo ottenuto tante soddisfazioni. Siamo giovani, ma abbiamo tanta voglia di portare a casa ancora delle soddisfazioni. La mia soddisfazione è tanta e ho tanta voglia di fare dei passi in più. Questi premi non sono un punto di arrivo, ma dei punti di partenza.

Sto già pensando a cosa farò successivamente. Nei prossimi mesi produrremo  due film. It was a dark Night,sarà un’opera prima di Daniele Falleri, che inizierà a gennaio  con Claudia Gerini, Eleonora Gaggero, Roberta Giarrusso e Libero De Rienzo. Ad aprile invece inizierà il set di Burraco Fatale / Cuori Quadri Fiori Picche (titolo provvisorio), una produzione Fenix Entertainment con Rai, una commedia che vede tra i protagonisti Claudia Gerini, Paola Minaccioni e Donatella Finocchiaro.  I risultati sono importanti e ci danno tanta carica.

Come ti descriveresti come papà a chi non ti conosce al di fuori del lavoro? 

Vivo per loro. Tutto ciò che faccio, lo faccio pensando a loro. Metto i miei bambini al centro di ogni decisione. Voglio raccontare ai miei figli, un giorno, qualcosa di speciale. Come papà, li vizio tanto a livello di affetto. Abbraccio e bacio tanto, gioco tanto. Ho una famiglia allargata, ma ho dei bambini sereni e rilassati.

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